Furto alla Marchesi Antinori: 30.000 bottiglie, 5 milioni

Due camion, telecamere disattivate, un bottino da 5 milioni di euro: il furto nella tenuta di Cortona.

di Redazione Chiavi del Gusto · 9 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Cantina della tenuta Marchesi Antinori a Cortona con bottiglie di vino pregiato e camion per il carico.

Trentamila bottiglie. Cinque milioni di euro. È il bilancio del furto subito dalla cantina toscana Marchesi Antinori, nella tenuta di Cortona, in provincia di Arezzo. La notizia l'ha data il Corriere della Sera, ed è quello che si profila come il più grande furto di vino mai registrato in Italia. Un colpo pianificato nei dettagli, ai danni di una delle casate più celebri del vino italiano e mondiale.

Il colpo nella tenuta di Cortona

I ladri non hanno improvvisato. Logistica dettagliata, organizzazione da manuale: sono entrati in azione a colpo sicuro. Per portare via 30.000 bottiglie hanno usato due camion, caricati in fretta. Le telecamere di sorveglianza, dentro la cantina e lungo il perimetro, erano state disattivate. Non un saccheggio casuale, ma un blitz mirato a lotti ed etichette di altissimo valore commerciale. La "banda dei grandi vini" – così è stata ribattezzata – ha agito con precisione.

«È una banda sicuramente molto preparata, forse la stessa che ha colpito altre cantine in Italia in questi ultimi mesi. Di sicuro un furto di una tale entità e di un tale valore non si è mai verificato in Italia», ha commentato Renzo Cotarella, amministratore delegato di Marchesi Antinori.

Un bottino da 5 milioni sul mercato nero

Una perdita stimata in 5 milioni di euro mette l'operazione su una scala del tutto diversa rispetto ai consueti furti rurali. Movimentare e ricollocare 30.000 bottiglie di pregio sul mercato richiede canali ricettivi ben oliati. L'ipotesi investigativa più accreditata punta dritto a un furto su commissione, destinato a mercati paralleli esteri o a canali di contrabbando dove la tracciabilità delle casse e dei numeri di serie si aggira con facilità.

Il nome Antinori – celebre nel mondo per icone dell'enologia come Tignanello, Solaia e Guado al Tasso – è una garanzia di liquidità immediata per i ricettatori dell'alta ristorazione clandestina o per collezionisti compiacenti senza scrupoli. Il mercato nero dei grandi vini ha i suoi canali, e il blitz di Cortona sembra pensato per alimentarli.

Solaia 2023, 10 mila bottiglie nel mirino

Nel bottino ci sono 10 mila bottiglie di Solaia del 2023, una grande annata per questo Supertuscan. Una bottiglia a prevalenza Cabernet Sauvignon e Franc con Sangiovese è quotata 300 euro. Un valore che da solo spiega l'interesse della banda per quel lotto specifico.

Più del doppio di un Tignanello venduto a 120 euro e del Guado al Tasso che costa 140 euro. Trentamila bottiglie, due camion, un colpo da 5 milioni. Le indagini sono in corso, ma il conto è presto fatto: dove finiranno quelle casse?

Spunto di cronaca: Scatti di Gusto

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