Furto di vino ad Antinori: rubate trentamila bottiglie

Sette uomini hanno neutralizzato l'allarme del polo logistico di Cortona e sono spariti con Tignanello, Solaia e Guado al Tasso 2023.

di Alessandro Ratti · 10 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Magazzino di un polo logistico del vino con scaffalature vuote, pallet sgomberati e un muletto fermo nel corridoio.

Lunedì mattina, polo logistico dei Marchesi Antinori a Cortona. I dipendenti entrano in magazzino e trovano uno spazio vuoto. Desolatamente vuoto. Il fine settimana, però, era stato tutt'altro che tranquillo: sette uomini con il volto coperto si sono introdotti nella struttura, hanno neutralizzato l'impianto di allarme e hanno caricato su due tir trentamila bottiglie di Tignanello, Solaia e Guado al Tasso, tutte annata 2023. Valore stimato della refurtiva: circa cinque milioni di euro.

Cortona, il colpo e la razzia di Barolo

Il contesto in cui tutto questo accade non aiuta a stare sereni. Nelle cantine italiane giacciono invenduti milioni di ettolitri. I consumatori bevono sempre meno, export e GDO vanno male. Le soluzioni sul tavolo somigliano più a palliativi per curare i sintomi che a risposte sulle radici del problema: si declassano le bottiglie per venderle più facilmente, svalutandole. C'è chi invoca la distillazione di crisi e chi propone di estirpare i vigneti: meno vino prodotto, meno giacenza.

In mezzo a questa turbolenza, le bottiglie di grande valore restano punti fermi. E diventano obiettivi. A metà settembre una razzia di Barolo ha colpito le cantine di Conterno Fantino. Poi, lo scorso fine settimana, il colpo al polo logistico di Cortona. Due colpi ambiziosi, riusciti senza che nessuno se ne accorgesse fino al lunedì mattina.

Le parole di Renzo Cotarella

L'amministratore delegato di Antinori, Renzo Cotarella, non nasconde l'amarezza: «Speriamo ancora di essere in grado di trovare il vino… due camion non possono semplicemente sparire nel nulla. Questi vini hanno un grande valore e non so come possano vendere tutto questo vino in giro per il mondo senza essere visti».

Il danno economico riguarda un gigante che fattura 263 milioni di euro all'anno. Ma il segno lasciato è più profondo, e Cotarella lo racconta così: «le persone in cantina stavano piangendo. Non è solo il valore del vino, è qualcosa di più. Possiamo sopravvivere senza questo vino, ma ciò che mi rende così triste è il fatto che questo sia potuto accadere a noi». La fiducia, però, non è finita: «Le strade toscane sono piene di telecamere, magari con un po' di fortuna riusciremo a recuperare almeno una parte delle bottiglie che ci hanno sottratto».

Trentamila bottiglie sparite nel nulla

La casata ha una storia che risale al 1385. Gli inquirenti stanno passando al setaccio le immagini delle videocamere di sorveglianza. Il resto è sconcerto.

Due elementi avvicinano il colpo di Cortona a quello delle tremila bottiglie di Barolo a Monforte d'Alba: la specializzazione enologica dei malviventi e la professionalità nel mestiere. Entrambe le bande hanno manovrato i muletti in cantina o messo fuori uso gli allarmi, sparendo nel nulla.

Occhi aperti sulle etichette 2023

La domanda che resta aperta è la stessa di Cotarella: come si smerciano bottiglie così conosciute senza finire pizzicati dalle autorità o da qualche appassionato? Un dettaglio che, vista la preparazione dei criminali, difficilmente può essere stato sottovalutato. Pensare a una stessa banda specializzata resta un'ipotesi infondata. L'idea che il mercato sotterraneo per certe bottiglie sia in ascesa al punto da giustificare furti simili, invece, non è poi così strana.

In attesa che i furfanti e la refurtiva vengano recuperati, se mai accadrà, occhi aperti: se vi imbattete in etichette di Antinori del 2023, pensateci bene prima di stapparla.

Spunto di cronaca: Dissapore

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