Hotel de la Poste a Cortina, i Vacchi lo trasformano in 5 stelle lusso

Cortina Holding, la società controllata dalla holding familiare ALVA di Alberto Vacchi, ha rilevato il 100% dell'albergo di piazza Roma dalle famiglie Manaigo ed Esposito.

di Marco De Luca · 22 ottobre 2026 · 4 min di lettura

La facciata dell'Hotel de la Poste su piazza Roma a Cortina d'Ampezzo, con le Dolomiti sullo sfondo.

Il cento per cento della società Hotel de la Poste cambia proprietario. Cortina Holding, controllata dalla holding familiare ALVA di Alberto Vacchi, ha rilevato l'intero capitale dalle famiglie Manaigo ed Esposito. L'albergo è un quattro stelle affacciato su piazza Roma ed è uno dei simboli di Cortina d'Ampezzo. La sua storia si intreccia con quella della famiglia Manaigo dal 1804: oltre duecento anni di gestione che si chiudono adesso. Il valore dell'operazione non è stato reso noto. La trattativa era emersa pubblicamente a metà settembre. Ora è arrivata la firma.

Alberto Vacchi è presidente e amministratore delegato di IMA. «La mia famiglia resta profondamente impegnata nel mondo industriale, ma pensiamo che riqualificare l'Hotel de la Poste sia un'impresa piena di sfide e di opportunità, non solo economiche», ha detto annunciando l'acquisizione. L'obiettivo dichiarato è un albergo di alta gamma, che conservi la tradizione architettonica dell'immobile e allo stesso tempo porti dentro un concept contemporaneo e internazionale.

Da 73 camere a 55, tra suite, spa e due ristoranti

Il passaggio di proprietà non è solo un cambio di insegna. Il progetto di riqualificazione e il riposizionamento nel segmento cinque stelle lusso sono già delineati. Oggi l'Hotel de la Poste ha 73 camere. L'ipotesi progettuale prevede di scendere a circa 55 tra camere e suite, con metrature più ampie e più spazio a disposizione degli ospiti. È una scelta coerente con la fascia alta e altissima dell'ospitalità, dove la dimensione delle camere, il peso delle suite e la quantità di servizi contano quanto la posizione.

Nel progetto ci sono due ristoranti, una spa e spazi per gli eventi privati. Un capitolo a parte è lo storico Bar del Posta, destinato al restauro. L'hotel resterà aperto fino all'avvio dei lavori. Secondo quanto comunicato al momento dell'operazione, l'attività andrà avanti senza interruzioni, sia per la gestione sia per lo staff.

Il consiglio di amministrazione di Hotel de la Poste Srl, che seguirà il progetto di riqualificazione, sarà presieduto da Gregorio Minelli Vacchi, figlio di Alberto Vacchi. Non è una scelta di facciata. Gregorio Minelli Vacchi è laureato in Architettura al Politecnico di Milano e ha già lavorato al recupero di immobili di famiglia. Alberto Vacchi ha sottolineato il ruolo del figlio nel nuovo progetto e la volontà di affidare alla nuova generazione lo sviluppo dell'iniziativa.

Dal 1804, la storia dell'albergo più antico di Cortina

Il De la Poste è considerato l'albergo più antico di Cortina e uno dei luoghi più legati alla storia turistica della località ampezzana. Le origini risalgono al 1804, quando Giuseppe Celestino Manaigo, Maestro di Posta, ottenne dal Comune una licenza di «alloggio e osteria» sui resti dell'antica chiesa di Santa Caterina. Nel fabbricato c'erano una locanda, l'ufficio postale e una stalla per le diligenze che assicuravano il collegamento verso Lienz passando per Dobbiaco.

Il passaggio all'attività alberghiera arriva all'inizio del Novecento. Nel 1905 Massimiliano Manaigo, nipote del fondatore, decide di lasciare il servizio postale e di trasformare la locanda in hotel, un passo alla volta. Dopo la morte di Gottardo Manaigo, nel 1946, la struttura viene ristrutturata e ampliata dalla vedova Giulietta e dai figli Marisa e Renato. Nel secondo dopoguerra il De la Poste diventa uno dei salotti della Cortina internazionale: nelle sue camere passano aristocratici, industriali, politici, intellettuali e protagonisti del cinema.

Tra gli ospiti ricordati dall'hotel ci sono Ernest Hemingway, Elizabeth Taylor, Henry Fonda, i reali di Svezia e la famiglia Krupp. Il legame con Hemingway è particolarmente forte: lo scrittore aveva una sua camera nell'albergo e soggiornò a Cortina mentre lavorava a Di là dal fiume e tra gli alberi, romanzo ambientato in parte tra Venezia e il territorio veneto. Nel 1983 l'hotel compare in «Vacanze di Natale» di Carlo Vanzina, film diventato con il tempo una specie di fotografia della Cortina degli anni Ottanta. Il bar affacciato sul centro fa parte della vita sociale della destinazione, e l'albergo ha accompagnato i grandi appuntamenti sportivi delle Dolomiti: dalla Coppa del Mondo di sci ai Mondiali del 2021 fino alle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026. Dal 2010 la gestione della tradizione familiare era proseguita con Michela Esposito e Gherardo Manaigo, ultima generazione di una storia imprenditoriale iniziata oltre duecento anni prima.

Cortina, corsa al lusso in vista dei Giochi

L'operazione dei Vacchi si inserisce in una trasformazione più ampia dell'offerta alberghiera ampezzana. L'assegnazione dei Giochi olimpici invernali del 2026 ha accelerato un processo già in corso, attirando investimenti e nuovi operatori soprattutto nei segmenti upscale e luxury. Negli ultimi anni il mercato alberghiero di Cortina ha visto diverse operazioni: tra le più significative l'acquisizione dell'Hotel Ancora da parte di Renzo Rosso, mentre il Cristallo è al centro del progetto che porterà all'apertura del Mandarin Oriental, Cortina. Nel territorio sono inoltre entrati o sono stati annunciati nuovi progetti e riposizionamenti che riguardano strutture come Hotel Ampezzo, Bellevue, San Marco e Concordia.

Già a settembre, quando la trattativa per il De la Poste era diventata pubblica, la presidente dell'Associazione degli albergatori di Cortina Sandra Ruatti aveva collegato l'interesse degli investitori alla trasformazione in corso nella destinazione. Ricordava come l'attenzione delle grandi catene italiane e internazionali fosse aumentata fin dall'assegnazione dei Giochi nel 2019.

Spunto di cronaca: Quality Travel

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