The Club On The Lake, il private club di Sent Entertainment a Villa Carminati
La proprietà del Como 1907 apre le porte della settecentesca villa lariana con cucina di Terry Giacomello e modello a numero selezionato.
di Redazione Chiavi del Gusto · 13 ottobre 2026 · 3 min di lettura

La facciata di Villa Carminati Resta si affaccia sul lago da secoli, ma da marzo ha iniziato a scandire orari nuovi. Il primo del mese le porte si sono aperte per lo staff e gli invitati, dopo una consegna chiavi arrivata a ottobre e un confronto tecnico risalente a luglio 2025. Oggi nella villa lavorano ventiquattro persone, operative tutti i giorni dalle otto a mezzanotte, in una struttura che vuole proporsi come punto di incontro per residenti e ospiti internazionali.
Il percorso è stato rapido: confronto a luglio 2025, consegna delle chiavi a ottobre, apertura delle porte il primo marzo solo a staff e invitati, poi una membership di prova per testare il mercato prima del regime definitivo. Una tabella di marcia compressa che Sainz rivendica come dimostrazione di esecuzione, in un contesto dove «tutti dicevano che era impossibile».
Una villa settecentesca per la nuova membership
Sent Entertainment, la società londinese di media e sports management che nell'aprile 2019 ha rilevato il Como 1907, ha scelto questo palazzo del Settecento per ospitare The Club On The Lake. Gli spazi si susseguono tra lobby lounge, playroom, libreria, game room e listening room, distribuiti su più livelli. All'esterno c'è The Nook, terrazza affacciata sull'acqua, mentre al piano superiore prende forma la Rhude Room, intitolata a Rhuigi Villaseñor, chief brand officer della squadra, che ne cura l'identità visiva.
Sul fronte gastronomico la regia è affidata allo chef resident Terry Giacomello, affiancato da un Omakase Bar inaugurato da poco per arricchire l'offerta. La struttura ha già rodato la macchina ospitando nell'estate 2026 la tappa conclusiva di Football On The Lake, con l'esibizione di Craig David, evento che ha testato la capacità ricettiva degli ambienti prima dell'apertura formale ai soci.
Il modello a numero selezionato e la community
«Tutti dicevano che era impossibile creare un club in così poco tempo», racconta Fionza Sainz, managing director del Club, definendolo il primo private club sul Lago di Como. L'accesso è a numero chiuso e ogni candidatura viene vagliata singolarmente: «Stiamo creando la giusta community, un gruppo forte di persone che vogliono esserci e conoscere gli altri, così che diventi un network». Neppure gli abbonati allo stadio ottengono la tessera in automatico: devono presentare domanda come chiunque altro, senza corsie preferenziali legate alla squadra.
Estensione del club calcistico ma attività separata
Il rapporto con la società sportiva viene definito «più che altro un'estensione del club di calcio», pur restando «due attività separate» a livello operativo. L'obiettivo dichiarato è offrire privacy a residenti e ospiti internazionali: «Ci siamo resi conto che a Como prima non c'era nulla del genere. Qui le persone possono venire, godersi il posto, rilassarsi, fare un pasto e sentirsi a casa. Per noi vuole davvero essere una casa lontano da casa», chiude Sainz, sintetizzando la vocazione dell'indirizzo.
Spunto di cronaca: Pambianco Wine
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