WTTC a Malta: meno ostacoli ai viaggi, più certezza per investire
Al 26° Global Summit il confronto tra governi e imprese su competitività, frontiere e capitale privato
di Elena Marchetti · 8 ottobre 2026 · 3 min di lettura

A La Valletta i numeri sono chiari: 24 Paesi, un summit alla 26ª edizione e una platea di ministri e manager al Global Leaders Dialogue. Il titolo scelto dal WTTC è "Rewriting the Rules of Global Competitiveness". Al centro c'è una domanda semplice: cosa rende oggi una destinazione capace di attirare viaggiatori, imprese e capitali?
Tra i rappresentanti istituzionali ci sono Sherif Fathy, ministro del Turismo e delle Antichità dell'Egitto, Rosario Sánchez Grau, segretaria di Stato per il Turismo della Spagna, Fatima bint Jaafar Al Sairafi, ministra del Turismo del Bahrain, Jo Etienne Abela, ministro del Turismo di Malta, Robert O'Leary del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, e Gajendra Singh Shekhawat.
Dall'altra parte del tavolo ci sono le aziende: William Heinecke, fondatore e presidente di Minor International, Eijiro Yamakita, presidente di JTB Corp, Zubin Karkaria, fondatore e ceo di VFS Global, Maher Koubaa, presidente EMEA di Amadeus, Paolo Barletta, ceo di Arsenale, Senthil Gopinath, ceo di ICCA, e Laura Sileo Pavat, Global Brand Homes Director di Pernod Ricard.
"Competitività significa partnership. Quando governi e industria lavorano insieme creano le condizioni per investimenti, innovazione, connettività e crescita", ha dichiarato Gloria Guevara, presidente e ceo del WTTC. Per Guevara, il confronto di Valletta ha confermato un punto: la collaborazione tra pubblico e privato non è più un'opzione. È la condizione per sostenere il settore nel lungo periodo.
Viaggi senza attrito, dalla biometria ai visti
Il primo tema è il seamless travel, cioè rendere il viaggio più semplice e fluido in tutte le sue fasi. Si parla di visti, frontiere, regolamentazione, collegamenti, tecnologie, ospitalità e logistica. È un cantiere ampio, e ogni passaggio pesa su come chi viaggia percepisce il viaggio.
Durante il confronto, molta attenzione è andata alla diffusione progressiva dei controlli biometrici e dei sistemi basati sull'intelligenza artificiale per gestire i visti. Governi e imprese devono trovare un equilibrio difficile: rafforzare la sicurezza senza introdurre procedure che rendono più complessi gli spostamenti internazionali.
Capitale privato: non bastano più golden visa e zone economiche
Il secondo tema è la competizione globale per attrarre investimenti turistici. Le destinazioni devono creare condizioni favorevoli per il capitale privato: infrastrutture adeguate, buona connettività, regole chiare, processi amministrativi prevedibili. Ministri e rappresentanti delle imprese hanno discusso anche dell'efficacia degli strumenti usati tradizionalmente per attirare capitali, come agevolazioni fiscali, golden visa e zone economiche speciali.
Dal confronto è emerso che questi strumenti, da soli, rischiano di non bastare più. Velocità delle autorizzazioni, trasparenza normativa e certezza delle regole pesano sempre di più nelle decisioni degli investitori internazionali. Così, facilitare gli spostamenti e attirare nuovi investimenti diventa una componente rilevante della competitività di una destinazione.
Allineare i tempi di politica, infrastrutture e industria
Il Global Leaders Dialogue di Malta ha messo in evidenza una necessità: coordinare politiche pubbliche, infrastrutture e strategie industriali, evitando che vadano a velocità diverse rispetto all'evoluzione del mercato turistico globale. Resta da capire chi, tra governi e imprese, si muoverà per primo su biometria, visti e autorizzazioni.
Spunto di cronaca: Quality Travel
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