Piombo nel cibo: un miliardo di bambini a rischio
Spezie, scatolame e vecchie tubature portano il metallo pesante in tavola, e a pagarne il conto sono soprattutto i più piccoli.
di Redazione Chiavi del Gusto · 3 novembre 2026 · 3 min di lettura

Un miliardo di bambini. Tanti sono, nel mondo, quelli con livelli ematici di piombo elevati. Il numero è emerso a New York, in un incontro promosso da Bloomberg Philanthropies, Coefficient Giving e la Partnership for a Lead-Free Future, dove gli esperti hanno lanciato un messaggio senza giri di parole: è tempo di togliere il piombo dallo stomaco e dal sangue delle persone.
Quella del piombo negli alimenti è una minaccia sottovalutata, che affligge un enorme numero di persone e che, insieme, è del tutto prevenibile.
Il pericolo è in dispensa, non nell'ambiente
La minaccia non arriva dall'ambiente naturale, dove questo metallo pesante si trova solo in piccole quantità. Arriva da ciò che finisce sui nostri piatti. Spezie comunissime — peperoncino, tamarindo, curcuma, paprika — possono contenerne tracce. Il rischio si nasconde nei barattoli e nello scatolame per alimenti ancora sigillati con saldature al piombo, negli integratori o nei rimedi non regolarmente controllati, nelle stoviglie di ceramica o terracotta non regolamentate.
Poi c'è l'acqua. Tubature, rubinetti e saldature installati prima del 1986 possono rilasciare piombo nell'acqua che beviamo e usiamo per cucinare. È successo a Flint, nel Michigan: il caso è citato tra gli esempi di contaminazione legata alla rete idrica.
Neonati e bambini piccoli, i più esposti
L'impatto sulla salute è gravissimo, soprattutto per i più piccoli. Neonati e bambini piccoli sono i soggetti più vulnerabili in assoluto: assorbono il metallo tossico molto più facilmente durante la fase di rapido sviluppo cerebrale e corporeo. Nei paesi a basso e medio reddito l'esposizione riguarda un bambino su due.
Il dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha ricordato: «Non esiste un livello sicuro noto di esposizione al piombo. Per i bambini piccoli, le conseguenze possono durare tutta la vita. Il piombo può danneggiare in modo permanente il cervello in fase di sviluppo, influenzando la capacità di un bambino di imparare, crescere e raggiungere il suo pieno potenziale».
Ha poi aggiunto: «Il carico è enorme. L'esposizione al piombo è associata a oltre 3,5 milioni di decessi ogni anno».
Un piano OMS e le alternative dell'industria
Eliminare questo pericolo, però, è possibile. «Questa è una tragedia che possiamo prevenire», ha sottolineato Ghebreyesus. «Ecco perché l'OMS sta sviluppando un Piano d'Azione Globale e un pacchetto tecnico chiamato PREVENT, entrambi i quali saranno presentati all'Assemblea Mondiale della Sanità del prossimo anno».
Anche il settore produttivo si sta muovendo. Adalberto Maluf, segretario per l'ambiente urbano in Brasile, ha riferito: «Ci sono alternative che l'industria ha individuato. L'industria è disposta a collaborare. Molto spesso i fornitori dei prodotti non sono neppure consapevoli del fatto che contengano piombo».
Spunto di cronaca: Dissapore
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