Airbnb, 500 milioni in 5 anni per gli alloggi di emergenza

La piattaforma gira una parte dei ricavi di ogni prenotazione ad Airbnb.org: gli ospiti non pagano di più, gli host non guadagnano meno.

di Elena Marchetti · 29 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Ingresso di un palazzo residenziale al crepuscolo con una valigia e un mazzo di chiavi sul gradino, luce calda da una finestra accesa

Cinquecento milioni di dollari in cinque anni. È la cifra che Airbnb gira ad Airbnb.org, l'organizzazione no profit che offre alloggi temporanei gratuiti a chi si trova in un'emergenza o in una situazione di crisi. Non è un bonifico una tantum, ma un modello di finanziamento nuovo: una quota dei ricavi di ogni soggiorno prenotato sulla piattaforma finisce all'organizzazione.

Il meccanismo non tocca nessuno dei due lati della transazione. Gli ospiti non pagano niente in più, gli host non vedono ridursi il compenso per il soggiorno. Airbnb dona 0,10 dollari dei propri ricavi per ogni soggiorno completato. Restano fuori le prenotazioni cancellate prima del check-in, e anche le esperienze e i servizi acquistati sulla piattaforma.

Dieci centesimi per soggiorno, zero costi per gli host

L'obiettivo dichiarato è finanziare un milione di pernottamenti gratuiti ogni anno. E, insieme, allargare il raggio d'azione di Airbnb.org: oltre agli interventi per le catastrofi naturali, il programma comprende famiglie costrette a viaggiare per ricevere cure mediche, vittime di violenza domestica e sfruttamento e, negli Stati Uniti, veterani con gravi problemi di salute.

Dall'uragano Sandy a 1,6 milioni di pernottamenti

Tutto comincia nel 2012. Una host mise a disposizione gratis il proprio alloggio per alcune persone sfollate dopo l'uragano Sandy. Altri host replicarono l'esperienza e nel 2020 nacque Airbnb.org come organizzazione indipendente.

Da allora, secondo i dati comunicati dalla società, Airbnb.org ha fornito oltre 1,6 milioni di pernottamenti gratuiti a più di 250 mila persone nel mondo.

«Quattordici anni fa, dopo la devastazione dell'uragano Sandy, una host ha aperto le porte del suo alloggio a persone che non avevano nessun altro posto dove andare», ha dichiarato Brian Chesky, cofondatore e CEO di Airbnb. «Da allora, abbiamo contribuito a fornire alloggi gratuiti per oltre 1,6 milioni di pernottamenti a persone in situazioni di crisi».

Oltre 200 emergenze gestite nel 2026

Il programma ha accelerato. Nel 2026 Airbnb.org è intervenuta in risposta a oltre 200 catastrofi, contro le otto del 2023. La crescita degli interventi ha spinto l'organizzazione ad ampliare il proprio raggio operativo, e il nuovo finanziamento serve a sostenere situazioni che vanno oltre le emergenze ambientali ma richiedono comunque un alloggio temporaneo.

Entro la fine del 2026 Airbnb.org prevede di aiutare famiglie che devono spostarsi per ricevere cure mediche in oltre 20 Paesi. Un nuovo programma sarà dedicato a chi fugge da violenza domestica o sfruttamento, con alloggi temporanei durante la fase di uscita dal pericolo. Negli Stati Uniti, invece, il sostegno ai veterani con patologie gravi o sottoposti a trattamenti intensivi verrà ampliato grazie a collaborazioni con Fisher House Foundation, Dream Foundation e Operation Healing Forces.

Nessuna adesione, donazioni al 100% per gli alloggi

Il modello non richiede adesioni specifiche da parte di utenti e proprietari. Chi mette a disposizione un alloggio può comunque scegliere di contribuire, con tariffe scontate o destinando una parte dei propri ricavi ad Airbnb.org. Le persone assistite soggiornano gratis. Airbnb continua inoltre a sostenere direttamente i costi operativi dell'organizzazione: così, secondo quanto comunicato dalla società, il 100% delle donazioni del pubblico potrà andare a coprire gli alloggi temporanei.

Con il piano quinquennale, Airbnb punta a rendere strutturale il finanziamento delle attività di Airbnb.org, trasformando una quota dei ricavi delle prenotazioni in una fonte continuativa per gli interventi di emergenza e assistenza abitativa. La domanda aperta riguarda la scala: un milione di pernottamenti gratuiti l'anno basterà per un perimetro che continua ad allargarsi?

Spunto di cronaca: Quality Travel

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