Sciopero trasporti 30 ottobre rinviato: USB sfida l'ordinanza
Il MIT differisce l'agitazione con l'ordinanza n. 204 T, ma USB conferma lo stop e annuncia disobbedienza.
di Marco De Luca · 28 ottobre 2026 · 4 min di lettura

La data cerchiata sul calendario resta venerdì 30 ottobre 2026. Ma lo sciopero generale dei trasporti cambia forma: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lo differisce ad altra data con l'ordinanza n. 204 T, firmata il 27 ottobre dal ministro Matteo Salvini. Il provvedimento riguarda la mobilitazione proclamata dalla segreteria nazionale USB e le adesioni di USB Lavoro Privato e USB Lavoro Pubblico.
Cosa cambia con l'ordinanza n. 204 T
Il differimento copre i comparti principali: ferroviario, trasporto aereo, trasporto pubblico locale, taxi, marittimo, appalti ferroviari e le attività legate alla circolazione e alla sicurezza stradale. I ferrovieri avrebbero dovuto fermarsi dalle 21 del 29 ottobre alle 20.59 del 30. Il personale autostradale dalle 22 del 29. Nel trasporto aereo e per i taxi la protesta avrebbe coperto tutta la giornata del 30 ottobre. Per il trasporto pubblico locale le modalità erano definite a livello territoriale.
All'origine della firma c'è il periodo di franchigia legato alla commemorazione dei defunti. La Commissione di garanzia sugli scioperi aveva chiesto a USB di escludere dalla mobilitazione i comparti toccati dalle limitazioni. Prima con l'indicazione immediata del 13 ottobre, poi con la deliberazione n. 26/320 del 22 ottobre, aveva segnalato al ministro quello che l'ordinanza chiama «fondato pericolo di pregiudizio grave ed imminente al diritto alla libertà di circolazione». Il MIT ha invitato le organizzazioni sindacali a valutare la sospensione e le ha convocate il 26 ottobre per un tentativo di conciliazione. All'incontro, secondo l'ordinanza, i sindacati hanno dichiarato che allo stato delle cose non ritenevano possibile revocare o differire. Il Ministero è quindi intervenuto con i poteri dell'articolo 8 della legge 146 del 1990.
Obblighi per lavoratori e aziende
L'ordinanza limita il differimento ai settori soggetti alla franchigia: trasporto aereo, taxi, trasporto pubblico locale, trasporto ferroviario, trasporto marittimo, appalti ferroviari, circolazione e sicurezza stradale. I lavoratori coinvolti devono effettuare tutte le prestazioni previste dai rispettivi turni. Le aziende devono far conoscere il provvedimento a dipendenti e utenti. Chi non lo rispetta incorre nelle sanzioni amministrative dell'articolo 9 della legge 146/1990. Le aziende devono comunicare al Ministero entro trenta giorni i nominativi dei dipendenti che eventualmente non avranno rispettato la disposizione. Contro l'ordinanza si può fare ricorso al Tar del Lazio.
Le prime aziende di trasporto hanno già comunicato il ritorno al servizio ordinario. Ferrovie Appulo Lucane, per esempio, ha annunciato che in applicazione dell'ordinanza ministeriale i servizi del 30 ottobre seguiranno la normale programmazione, senza interruzioni legate allo sciopero. Comunicazioni simili sono arrivate da operatori del trasporto pubblico locale.
USB non arretra: «Disobbediamo all'ordinanza»
Il quadro resta aperto. USB vuole mantenere la mobilitazione e contesta il provvedimento. In una nota pubblicata il 27 ottobre, il sindacato definisce l'ordinanza «sbagliata e illegittima» e annuncia che disobbedirà alla precettazione. USB contesta soprattutto l'applicazione della franchigia e legge l'intervento del Governo come una limitazione del diritto di sciopero. La mobilitazione generale del 30 ottobre è stata indetta contro il carovita e le politiche di riarmo, in concomitanza con una giornata internazionale di protesta dei lavoratori portuali. Il sindacato ha pubblicato anche l'elenco delle manifestazioni previste in numerose città italiane: Milano, Roma, Bologna, Torino, Venezia e Trieste.
La decisione di USB di confermare l'astensione crea una situazione inedita. Sul piano formale lo sciopero nei trasporti è stato differito dall'ordinanza ministeriale e i lavoratori sono tenuti a svolgere regolarmente il servizio. Il sindacato, però, invita i propri iscritti a proseguire la mobilitazione assumendosi le conseguenze previste dalla legge. Se devi viaggiare, conviene verificare gli aggiornamenti delle singole compagnie ferroviarie, aeree e delle aziende di trasporto locale nelle ore precedenti alla partenza.
Attenzione allo sciopero regionale del 28 e 29 ottobre
Il provvedimento del 27 ottobre non va confuso con un'altra agitazione già nel calendario ufficiale del MIT. Tra le 21 del 28 ottobre e le 21 del 29 ottobre è programmato uno sciopero regionale di 24 ore del personale della divisione Customer Operations di Trenitalia nelle sedi di Bologna, Reggio Emilia, Reggio Emilia AV Mediopadana e Rimini. L'hanno proclamato Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Orsa Ferrovie. È uno sciopero distinto dalla mobilitazione generale USB del 30 ottobre e non è quello oggetto dell'ordinanza n. 204 T.
La distinzione conta: gli scioperi del 28 e 29 ottobre già programmati a livello locale e regionale restano eventi separati. Il differimento deciso dal MIT riguarda la componente trasporti dello sciopero generale USB del 30 ottobre, che nel comparto ferroviario avrebbe preso il via dalla sera del 29 ottobre. Resta da capire come si comporteranno nelle prossime ore le aziende e i viaggiatori, davanti a un'ordinanza che differisce lo stop e a un sindacato che annuncia disobbedienza.
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