Venchi, oltre 20 aperture nel 2026 e ricavi in doppia cifra

Quindici insegne già aperte tra Asia e Stati Uniti, e il travel retail raddoppia in due anni: parla l'ad Marco Galimberti.

di Elena Marchetti · 29 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Interno di una boutique di cioccolato e gelato: vetrine con praline e vaschette di gelato, bancone in marmo e una commessa che compone una confezione regalo.

Quindici insegne già aperte, oltre venti in programma per l'anno in corso. Venchi, cioccolato e gelato, ha messo in fila il piano di espansione 2026 e lo ha concentrato su due geografie: Asia e Stati Uniti. Mercati che l'azienda considera «strategici per il percorso di crescita e di sviluppo internazionale del brand», parole dell'amministratore delegato Marco Galimberti.

Il contatore dei negozi si ferma a quota 230

Il gruppo oggi conta più di 230 punti vendita nel mondo, tra diretti e franchising. In Asia l'attenzione è su Cina, Giappone, Singapore e Medio Oriente. In Giappone, in particolare, dallo scorso marzo Venchi è socio di maggioranza della joint venture con il partner locale: una mossa che le ha consegnato la gestione diretta delle attività nel Paese.

Perché il Giappone. Galimberti lo definisce «un mercato estremamente sofisticato, caratterizzato da elevatissimi standard qualitativi e da consumatori particolarmente attenti all'eccellenza del prodotto e dell'esperienza». Da qui la scelta di presidiare il business in prima persona, «così da garantire una piena coerenza con i valori e gli standard che contraddistinguono il marchio Venchi». E ancora: «si tratta di uno dei mercati con il più alto potenziale di crescita, per questo rappresenta un tassello fondamentale della nostra strategia di sviluppo in Asia».

Italia, aperture in arrivo nel 2027

L'Italia, però, resta per Venchi un mercato «centrale e strategico», sostenuto — dice l'AD — «anche grazie a una forte crescita dei flussi turistici». Tradotto in calendario: nuovi opening sul territorio nazionale sono previsti per il 2027.

Sul formato, la priorità resta il diretto, «che ci permette di esprimere pienamente l'identità del brand e garantire un'esperienza coerente con i valori di Venchi». Non è però una regola assoluta. «Sviluppiamo partnership selettive in contesti specifici», precisa Galimberti: alcune aree del Golfo Persico, determinati mercati del Sud-Est Asiatico e il canale travel retail, dove le collaborazioni locali risultano più efficaci.

Travel retail, risultati più che raddoppiati

Ed è proprio il travel retail il canale che ha registrato «la crescita più significativa, con risultati più che raddoppiati negli ultimi due anni». Un motore che tiene, «nonostante le tensioni geopolitiche e il temporaneo rallentamento dei flussi di viaggio». Oggi il gruppo è presente in tutti i principali aeroporti del mondo e l'intenzione dichiarata è continuare a investire nei più importanti hub internazionali.

Le ultime mosse vanno in questa direzione: il secondo punto vendita all'aeroporto di Doha è stato inaugurato di recente, mentre nei prossimi mesi è prevista una nuova apertura all'aeroporto di Singapore Changi.

Il 2026? «Un anno particolarmente sfidante»

Il quadro in cui si muove l'azienda non è semplice. Il 2026, dice l'AD, «si sta confermando un anno particolarmente sfidante, caratterizzato da un contesto geopolitico complesso e da dinamiche climatiche che continuano a influenzare i mercati e le filiere produttive». In questo scenario «Venchi ha dimostrato ancora una volta forte resilienza e capacità di adattamento».

Le attese di chiusura: un esercizio di nuovo in crescita, con un incremento a doppia cifra rispetto al 2025, sostenuto dall'espansione della rete retail, dal continuo sviluppo dell'esperienza omnicanale e dalla capacità di innovare l'offerta.

Il punto di partenza è l'esercizio precedente, archiviato con ricavi netti per 278 milioni di euro, in aumento del 14%. Il 60% è generato dall'estero. Tre i driver indicati: l'espansione internazionale, che ha portato a quasi 230 punti vendita nel mondo; gli investimenti sulla supply chain, con particolare attenzione al polo produttivo di Castelletto Stura, in provincia di Cuneo, «per sostenere la crescita dei volumi e garantire sempre i più elevati standard qualitativi»; e il rinnovamento del portafoglio prodotti grazie agli investimenti in ricerca e sviluppo.

Sul fronte della filiera, l'impegno è verso un sistema «sempre più sostenibile e integrato», attraverso iniziative come la Rainforest Alliance e gli investimenti dedicati alla filiera della 'Nocciola Piemonte Igp', l'unica varietà utilizzata nelle ricette dell'azienda.

Spunto di cronaca: Pambianco Wine

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