Alba, la stagione del tartufo bianco è cominciata
Alla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba, tra asta mondiale, trifulau e risotti che valgono un viaggio.
di Giulia Ferrero · 12 agosto 2026 · 7 min di lettura

Ogni autunno, Alba si sveglia prima dell'alba. I trifulau escono con i loro cani addestrati tra i filari delle Langhe, dove la nebbia nasconde il tesoro più prezioso della gastronomia italiana: il Tuber magnatum Pico, il tartufo bianco che non si può coltivare e che si conquista solo con pazienza e naso.
L'asta mondiale e il mercato dei sensi
La Fiera Internazionale, giunta alla sua ennesima edizione, trasforma il centro storico in un mercato dei sensi. Nella corte della Maddalena i giudici valutano ogni esemplare: forma, profumo, consistenza. I prezzi, lo sappiamo, fanno notizia — ma il vero spettacolo è l'asta mondiale, che collega Alba a Hong Kong e New York.
Il modo migliore per capire il bianco resta la semplicità: tajarin al burro, uovo in camicia, un risotto mantecato al Castelmagno. Il tartufo scende in lamelle sottilissime, e basta. Come dicono qui: il tartufo non si cucina, si incorona.
Dove e come gustarlo
Nei ristoranti stellati di Piazza Duomo e dintorni, la stagione detta i menu. Ma anche nelle osterie di paese, da La Morra a Monforte, il profumo del bianco si fa strada tra le tavole apparecchiate con tovaglie di lino.
Consiglio pratico: prenotate con largo anticipo, vestitevi a strati e lasciate spazio per la bagna cauda. L'autunno nelle Langhe non perdona le mezze misure.
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