AIAV e TEEC: l'Italia corteggia i turisti del Golfo

Firmata a Torino l'intesa per intercettare i flussi alto-spendenti da Arabia Saudita ed Emirati.

di Giulia Ferrero · 9 settembre 2026 · 6 min di lettura

Stretta di mano tra rappresentanti AIAV e TEEC in una sala riunioni a Torino

Torino, sala riunioni dell'hotel Principi di Piemonte. Tavoli di rovere, bicchieri d'acqua San Pellegrino, l'odore del caffè Lavazza che sale dalle tazzine. Alle 11.03 di mercoledì 9 settembre 2026, Fulvia Bocconi, presidente AIAV, e Khalid Al-Mansour, chairman di TEEC, firmano il protocollo. Nessun brindisi, solo una stretta di mano asciutta. Intorno, una trentina di agenti associati sfogliano la brochure bilingue: italiano a sinistra, arabo a destra. La notizia è questa: non un comunicato, ma un appuntamento operativo.

L'accordo prevede che 52 agenzie AIAV, selezionate per specializzazione incoming, entrino nel portafoglio TEEC. Il network saudita, nato a Riyadh nel 2021, aggrega 140 travel designer e concierge che servono clienti con budget medio superiore a 15.000 euro a viaggio. Obiettivo dichiarato: convogliare almeno 3.000 viaggiatori alto-spendenti nel 2027, con un giro d'affari stimato oltre i 45 milioni di euro. Numeri che, se confermati, sposterebbero l'asticella dell'incoming dal Golfo dal 4 al 7 per cento del totale extra-UE per l'Italia.

Il Golfo non è più solo Dubai

Fino a tre anni fa, il turista del Golfo significava Dubai, shopping mall e Burj Al Arab. Oggi la mappa si è allargata: Riyadh, Jeddah, AlUla, persino Neom. La Vision 2030 saudita ha liberalizzato i visti turistici, introdotto l'e-visa istantaneo per 49 Paesi (Italia inclusa dal 2022) e stanziato 800 miliardi di dollari in infrastrutture culturali. Il risultato? Nel 2025 l'Arabia Saudita ha emesso 27 milioni di visti tourist, +320% sul 2022. Chi viaggia non cerca più solo lusso: vuole patrimonio UNESCO, enogastronomia autentica, esperienze private in vigna. TEEC nasce proprio per intercettare questa domanda, e AIAV offre la filiera locale.

Dati ENIT 2025: i visitatori dai sei Paesi GCC (Arabia Saudita, Emirati, Qatar, Kuwait, Bahrain, Oman) hanno toccato quota 412.000 ingressi in Italia, con una spesa media pro-capite di 2.840 euro, quasi il doppio della media UE. La permanenza media si attesta a 9,2 notti, contro le 5,8 del turista tedesco. Il 68% sceglie strutture 5 stelle o ville private; il 41% prenota esperienze enogastronomiche su misura. Numeri che spiegano perché AIAV abbia accettato di aprire il proprio database a un partner straniero: il mercato c'è, manca l'offerta strutturata.

Piemonte in prima linea

La scelta di Torino come sede della firma non è casuale. Il Piemonte, con Langhe, Roero e Monferrato, è la regione italiana che nel 2025 ha registrato la crescita più alta di arrivi dal Golfo: +47% anno su anno. Merito del Barolo, sì, ma anche della vicinanza a Malpensa (45 minuti in treno) e dell'offerta alpina per l'estate. TEEC ha chiesto esplicitamente itinerari che uniscano vino, montagne e città d'arte in un unico flusso logistico. AIAV ha risposto selezionando 12 agenzie piemontesi, tra cui due specializzate in wedding destination: una a Barolo, una a Stresa. Il primo fam trip per buyer sauditi è già calendarizzato per fine ottobre: tre notti a Torino, due in Langa, una sul Lago Maggiore.

Operativamente, l'intesa prevede tre pilastri. Formazione: quattro webinar obbligatori per gli agenti AIAV su cultura araba, requisiti halal, gestione della privacy (il GDPR non vale a Riyadh). Fam trip: due all'anno, finanziati al 50% da TEEC, con itinerari validati da un comitato misto. B2B: un workshop annuale alternato tra Torino e Riyadh, il prossimo in programma al Four Seasons Kingdom Centre l'11-13 novembre 2026. Maria Rossi, vicepresidente AIAV con delega all'incoming, ha definito il calendario "aggressivo ma realistico". Ha anche avvertito: "Chi non supera il test di cultural awareness entro dicembre resta fuori".

Il nodo dei visti e della connettività

Il visto Schengen resta il collo di bottiglia. Nonostante l'e-visa saudita, il turista del Golfo deve ancora richiedere il visto per l'area Schengen: tempi medi 15 giorni, documentazione bancaria rigorosa, assicurazione obbligatoria. AIAV sta spingendo per un accordo di facilitazione con la Farnesina, modellato su quello siglato con la Cina nel 2023. Sul fronte aereo, ITA Airways ha confermato il volo diretto Roma-Riyadh da marzo 2027 (tre frequenze settimanali, A321neo LR), mentre Saudia valuta il ripristino di Milano-Malpensa, sospeso nel 2020. Senza collegamenti diretti, il viaggio si allunga di 6-8 ore: un deterrente per chi ha tempo contato e budget illimitato.

C'è poi il capitolo halal. Non basta certificare la cucina: servono sale preghiera orientate verso La Mecca, personale che conosca i tempi del digiuno durante Ramadan, menu senza alcol né derivati del maiale anche nel minibar. In Piemonte, al momento, solo sette strutture su 320 hanno la certificazione Halal Italia riconosciuta da JAKIM (Malaysia) o ESMA (Emirati). AIAV ha avviato un percorso con un ente certificatore di Bologna per portare a 25 il numero entro giugno 2027. Un investimento da 1.200 euro a struttura, rimborsabile al 60% da fondi regionali per l'internazionalizzazione.

Matrimoni e celebrazioni: il segmento che cresce

Il wedding destination dal Golfo vale, da solo, 18 milioni di euro l'anno in Italia (stima Federmep 2025). Le coppie saudite ed emiratine scelgono ville storiche in Toscana, masserie in Puglia, castelli sul Garda. Budget medio: 220.000 euro, esclusi voli e alloggi ospiti. Richiedono separazione degli spazi uomo/donna durante la cerimonia, catering halal certificato, intrattenimento senza alcol ma con fuochi d'artificio sincronizzati su musica araba. AIAV ha creato un sottogruppo "Celebrations" con sei wedding planner che parlano inglese e hanno seguito il corso di cultural awareness di TEEC. Primo evento test: un matrimonio da 150 ospiti a Castello di Neive, ottobre 2026. Se tutto fila, il format sarà replicato.

Non mancano le perplessità. Alcuni agenti AIAV, soprattutto al Sud, temono che TEEC imponga margini troppo stretti: la commissione standard per l'incoming è il 10%, ma i sauditi chiedono l'8% con pagamento a 60 giorni. "Rischiamo di lavorare per coprire i costi fissi", mi ha confidato un titolare di agenzia a Lecce, chiedendo anonimato. C'è anche il tema della stagionalità: il Golfo viaggia in inverno (novembre-marzo) ed evita l'estate italiana per il caldo. Significa riempire strutture che altrimenti chiuderebbero, ma richiede personale formato tutto l'anno. Non tutte le imprese se lo possono permettere.

Prossima tappa: Riyadh

Il 12 novembre la delegazione AIAV volerà a Riyadh per il workshop. Porteranno 18 itinerari pre-confezionati, schede tecniche in arabo, listini netti in euro e riyal. TEEC ha promesso la presenza di 40 buyer selezionati, tra cui tre membri della famiglia reale (nomi top secret). L'obiettivo minimo: 40 contratti firmati entro fine 2026. Quello massimo: strutturare un flusso continuo, non episodico. Fulvia Bocconi, prima di chiudere la riunione a Torino, ha detto una frase che suona come promessa e avvertimento: "Se non sappiamo raccontare l'Italia nella loro lingua, loro la racconteranno senza di noi".

Resta da vedere se l'offerta italiana saprà standardizzare l'eccellenza senza banalizzarla. Il turista del Golfo non cerca l'autentico per definizione: cerca il controllo della qualità, la garanzia che ciò che ha prenotato corrisponda a ciò che vivrà. Finora l'Italia ha venduto sogni. Adesso deve consegnare procedure. La prima prova sarà il fam trip di ottobre. Se i buyer sauditi torneranno a Riyadh con foto vere, non solo brochure, l'accordo avrà superato la prova del nove. Altrimenti sarà solo un altro protocollo firmato davanti a un caffè.

Spunto di cronaca: Quality Travel

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