Autostazioni italiane, piano da 300 milioni: sicurezza a 5,7 su 10
Un'indagine FlixBus su 871 persone in oltre 120 città misura la sicurezza percepita nei terminal: la media nazionale si ferma a 5,7 su 10.
di Redazione Chiavi del Gusto · 3 ottobre 2026 · 4 min di lettura

Oltre una persona su tre, in Italia, non si sente al sicuro mentre aspetta l'autobus in autostazione. Il numero arriva da un'indagine FlixBus condotta tra giugno e agosto 2026: un questionario compilato da 871 persone che vivono in più di 120 città. La sicurezza percepita nei terminal si ferma a una media nazionale di 5,7 punti su 10.
Il dato è stato presentato il 2 ottobre alla Camera dei Deputati. L'occasione è il Piano Nazionale per le Autostazioni, iniziativa promossa da FlixBus insieme a esponenti della Camera e del Ministero dei Trasporti, all'Autorità di Regolazione dei Trasporti, ad ANAV, ANCI e Unione Nazionale dei Consumatori. L'intenzione dichiarata: portare le autostazioni al centro del dibattito sulla mobilità nazionale, anche in vista della prossima Legge di Bilancio.
Milano Lampugnano e Genova, i punteggi che scendono
La media di 5,7 su 10 racconta solo una parte. In alcune delle principali autostazioni italiane il punteggio scivola più in basso. A Milano Lampugnano la sicurezza è indicata come priorità dal 63% dei partecipanti all'indagine, con una valutazione media di 4,7 su 10. A Genova Fanti d'Italia, dove il tema dell'insicurezza è segnalato dal 50% degli intervistati, ci si ferma a 4,9.
La criticità che ricorre più spesso, però, non è la paura. È l'assenza di spazi adeguati per l'attesa: il 45% degli intervistati segnala la mancanza di luoghi attrezzati, panche e sale d'attesa. Tra le carenze citate compaiono anche i punti di ristorazione e i servizi igienici. Dettagli che pesano soprattutto su chi deve passare periodi prolungati nei terminal durante le coincidenze.
Il documento presentato alla Camera parla di un divario rispetto alle stazioni ferroviarie e agli aeroporti. Il riferimento è anche a una ricerca del professor Andrea Giuricin sulle autostazioni italiane ed europee, dalla quale emergono differenze in termini di sicurezza, efficienza e accessibilità. Per colmare il gap, il piano quantifica in 300 milioni di euro il fabbisogno di intervento strutturale.
Le otto proposte del Manifesto
Al centro dell'iniziativa c'è un Manifesto per un Piano delle Autostazioni Italiane, otto proposte per riqualificare le strutture esistenti e progettare i terminal futuri. La prima riguarda la definizione giuridica dell'autostazione: una disciplina normativa univoca che ne riconosca il ruolo nel sistema della mobilità nazionale. Poi l'obbligo di realizzare autostazioni nei comuni di grandi e medie dimensioni e fermate attrezzate nei centri più piccoli, per rafforzare la connettività territoriale e favorire l'interscambio tra diverse modalità di trasporto.
Il Manifesto chiede anche standard minimi nazionali su sicurezza, accessibilità e servizi. La richiesta nasce dalla domanda crescente di trasporto su gomma e dalla necessità di adeguare i terminal alle esigenze dei passeggeri. Un altro capitolo riguarda la tecnologia: le autostazioni vanno preparate alla transizione energetica e all'introduzione delle nuove tecnologie, mentre i sistemi di informazione al passeggero vanno aggiornati per rendere più semplice l'accesso alle informazioni sui servizi di trasporto.
Cinquanta milioni di passeggeri e un settore da 550 milioni
Cesare Neglia, Vice President Europe West di Flix e Managing Director di FlixBus Italia, ha sottolineato la crescita della domanda di trasporto in autobus. I dati forniti dalla società: dal lancio di FlixBus sono oltre 50 milioni i passeggeri trasportati in Italia. E la domanda è risultata significativa anche sulle rotte già servite dal trasporto ferroviario.
Serena Lancione, presidente di ANAV, ha parlato della crescita del trasporto con autobus a media e lunga percorrenza. I numeri citati dall'associazione: in poco più di dieci anni i chilometri di linea percorsi sono aumentati del 135%, mentre il settore vale circa 550 milioni di euro. Una crescita che ha rafforzato i collegamenti tra grandi città, territori periferici e aree meno servite, rendendo necessario, secondo ANAV, un adeguamento delle infrastrutture di interscambio.
Il Piano nasce da un confronto tra operatori privati, associazioni di categoria, enti locali, autorità di regolazione e rappresentanti dei consumatori: ANAV, ANCI, ART e UNC. L'obiettivo è un partenariato pubblico-privato stabile, con un coordinamento tra istituzioni e imprese per definire quadro normativo e regolatorio e un programma di investimenti pluriennali. Autostazioni più sicure, accessibili, intermodali e sostenibili: è questo il traguardo dichiarato dai promotori.
Il tema tocca anche le condizioni di lavoro degli autisti. Salvatore Deidda, presidente della IX Commissione Trasporti della Camera, ha collegato la qualità delle autostazioni e delle aree di sosta alla capacità del Paese di attrarre e trattenere autisti professionisti, chiedendo un approccio coordinato a livello nazionale. Andrea Casu, vicepresidente della stessa Commissione, ha richiamato la necessità di una visione organica delle diverse realtà territoriali, per ridurre le diseguaglianze, migliorare sicurezza e accessibilità e rafforzare l'integrazione tra autostazioni, trasporto pubblico e altri nodi della mobilità.
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