Dieci borghi toscani dove rifugiarsi in autunno
Pietra, vino novello e castagne: la Toscana segreta che si accende quando i turisti se ne vanno.
di Giulia Ferrero · 10 agosto 2026 · 9 min di lettura

C'è una Toscana che comincia quando finisce agosto. Le piazze tornano dei paesani, le osterie riaccendono i camini e le colline si vestono di quel rame che nessun filtro fotografico sa davvero rendere. È la stagione dei borghi, e noi ne abbiamo scelti dieci.
Val d'Orcia, Garfagnana e Amiata
In Val d'Orcia, Pienza e Monticchiello sono la classica cartolina che però, vista all'alba di novembre, torna a sorprendere. A nord, la Garfagnana gioca un altro campionato: castagni, nebbie e borghi di pietra come Castelnuovo, dove l'autunno è sagra permanente.
Poi c'è l'Amiata, con le sue castagne IGP e i paesi arroccati; e il Chianti, dove dopo la vendemmia le cantine si aprono e il vino novello fa capolino nelle tavole accanto alla ribollita.
La regola del viaggio lento
La regola del viaggio lento: un borgo al giorno, mai due. Arrivate nel tardo pomeriggio, quando la luce taglia i vicoli e i lampioni si accendono uno a uno. Cenate dove mangiano i locali — lo capirete dalla Panda parcheggiata fuori — e fermatevi a dormire: i borghi, la mattina presto, sono un altro mondo.
Nell'articolo trovate la mappa completa, le trattorie consigliate borgo per borgo e il calendario delle sagre. L'autunno toscano dura poco: non perdetelo a pianificare troppo.
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