Buonocore Hospitality Group: quinto brand nel 2027 e rotta sui 200 milioni

Il gruppo di Enrico Buonocore accelera su Langosteria, Pepe e Bagni Fiore con nuove aperture tra Milano, Caraibi e St Moritz.

di Giulia Ferrero · 11 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Interno di un ristorante di lusso in Galleria del Corso a Milano.

Sul palco del 6° Wine & Food Summit promosso da Pambianco insieme a PwC, Enrico Buonocore, founder e CEO, disegna la traiettoria del suo gruppo senza giri di parole. Novantatré milioni di euro: è la stima di chiusura per il 2026. Duecento milioni: l'asticella fissata per il 2030. La notizia circola da qualche giorno, ma i numeri non invecchiano. Buonocore Hospitality Group oggi raccoglie quattro insegne — Langosteria, Ally's Bar, Pepe, Bagni Fiore — e si prepara a varcare una soglia dimensionale diversa.

Il quinto brand e la Galleria del Corso

Il primo passo concreto ha una data e un indirizzo. Settembre 2027, Galleria del Corso 4. Lì dove il Langosteria Café aveva abbassato le serrande lo scorso anno, sorgerà il quinto brand del portafoglio. Non c'è ancora un nome ufficiale, ma la casella è prenotata. L'operazione segna il ritorno in una posizione strategica del centro milanese, a pochi passi dal quadrilatero della moda, e completa il disegno di presidio fisico che il gruppo sta costruendo tassello dopo tassello.

A fare da apripista, intanto, c'è la location di Montenapoleone. Aperta l'anno scorso, ospita sotto un unico tetto tre anime del gruppo: Langosteria, Pepe e Ally's Bar. La formula multi-brand ha generato venticinque milioni di euro di fatturato. Un risultato che conferma la capacità di attrarre flussi trasversali, dalla colazione al dopocena, in uno degli indirizzi più contesi della città. È il modello che si intende replicare, con le dovute calibrature, anche altrove.

Langosteria vola tra Caraibi, Madrid e Stati Uniti

Langosteria resta il vettore principale dell'espansione internazionale. Porto Cervo e Londra sono presidi consolidati. Nel 2026 si aggiunge l'approdo ai Caraibi, all'interno dell'hotel Cheval Blanc St-Barth, operazione che alza il profilo della cucina di mare in un contesto ultra-lusso. La roadmap prosegue con Madrid, altre piazze europee non specificate, poi il salto oltreoceano verso Stati Uniti e Asia. Parallelamente, per St Moritz si studia un'apertura estiva — luglio e agosto 2027 — che affianchi la stagione invernale storica, trasformando la sede alpina in una destinazione a dodici mesi.

Pepe e Bagni Fiore: progetti in cantiere

Gli altri due pilastri non restano fermi. Per Pepe si valuta l'apertura del secondo locale, con un bivio ancora aperto: restare in Italia o esordire direttamente all'estero. Bagni Fiore, format che unisce beach club, bar e ristorante, ha un progetto di sviluppo dedicato e ha già raccolto manifestazioni di interesse che il team sta analizzando. Non ci sono scadenze pubbliche, ma la volontà di scalare il format balneare è esplicita.

La rotta verso i 200 milioni

La somma delle parti porta a quel traguardo da duecento milioni. Novantatré quest'anno, il doppio tra cinque esercizi. La forbice è larga e tutto dipende dall'esecuzione: il quinto brand a Milano, l'estate a St Moritz, i Caraibi già in cantiere, le incognite su Pepe e Bagni Fiore. Il 2027 sarà l'anno della verità, con tre cantieri principali che partiranno quasi in contemporanea. La prossima tappa del racconto si giocherà tutta sull'esecuzione.

Spunto di cronaca: Pambianco Wine

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