Caos voli in Italia: guasto rete ENAV, 192 cancellazioni
Una lunga anomalia alla rete di trasmissione dati ha paralizzato l'Italia, con voli cancellati e ritardi per ore.
di Redazione Chiavi del Gusto · 17 ottobre 2026 · 7 min di lettura

Venerdì 16 ottobre 2026, gli aeroporti italiani vivono una giornata nera. Una lunga anomalia alla rete di trasmissione dati utilizzata per il controllo del traffico aereo ha messo a dura prova l’intero sistema nazionale. Quasi 200 voli cancellati, migliaia di passeggeri coinvolti e una capacità operativa ridotta fino al 50%. Il caos è iniziato durante la notte, quando le anomalie hanno interessato la rete geografica nazionale di trasmissione dati a supporto dei servizi di controllo. Secondo la ricostruzione fornita da ENAV, i sistemi di contingency hanno permesso di mantenere la normale operatività fino alle 6 del mattino. Ma con il progressivo aumento del traffico, la rete alternativa non è risultata sufficiente a sostenere tutti i movimenti programmati.
Il guasto che ha paralizzato l’Italia
ENAV ha precisato che le proprie strumentature erano regolarmente funzionanti. Il problema non è stato provocato direttamente dai radar o dalle apparecchiature utilizzate dai controllori di volo, ma dalla rete attraverso la quale vengono trasmessi i dati necessari alla gestione del traffico. La società ha escluso fin dalle prime ore la pista dell’attacco informatico: «Si esclude che le anomalie siano riconducibili ad attività malevole», ha comunicato. Anche l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha monitorato la situazione senza individuare elementi riconducibili a un’azione cyber ostile. Resta invece da determinare con precisione quale componente della rete abbia generato il malfunzionamento. Le verifiche tecniche proseguono e, allo stato delle informazioni ufficialmente diffuse, non è ancora possibile attribuire il guasto a una singola causa specifica.
A impedire una paralisi totale del traffico è stata la rete secondaria satellitare, attivata come sistema di backup. La rete alternativa ha permesso ai controllori di continuare a gestire gli aeromobili in sicurezza, ma con una capacità inizialmente molto inferiore a quella ordinaria. ENAV ha quindi dovuto contingentare i movimenti. «Il ricorso a questo sistema di backup, pur assicurando la continuità dei servizi di controllo del traffico aereo e i massimi standard di sicurezza, non consente però di gestire il 100% del traffico aereo», ha spiegato la società. Durante la mattinata, il sistema satellitare ha consentito un recupero progressivo. Intorno all’ora di pranzo la capacità era salita al 75%. Dopo gli interventi sulla rete primaria, nel pomeriggio ENAV ha annunciato il completo ripristino.
Salvini e le accuse al governo
Sulla questione è intervenuto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Il MIT aveva inizialmente comunicato di essere in contatto con ENAV per approfondire le cause tecniche dell’anomalia e le conseguenze sulle operazioni, indicando come priorità la sicurezza e il contenimento dei disagi per i passeggeri. Successivamente Salvini ha chiamato direttamente in causa il gestore della rete: «C’è il blocco della rete di trasmissione dati di Enav gestito da Tim, per cui chiedo che i tecnici Tim facciano il massimo per tornare alla normalità». Il ministro ha aggiunto che, qualora il disagio fosse proseguito, avrebbe valutato la possibilità di chiedere a TIM di «rispondere dei danni causati oggi a tanti viaggiatori».
ENAV ha confermato di aver lavorato insieme ai propri fornitori esterni, indicando espressamente TIM come soggetto incaricato della gestione e manutenzione della rete dati. «È in corso un lavoro approfondito e costante con i fornitori esterni di ENAV, a partire da Tim che si occupa di gestione e manutenzione della rete dati, per individuare e risolvere le anomalie», aveva spiegato la società mentre il guasto era ancora in corso. La collaborazione con i tecnici ha permesso, nel pomeriggio, di ripristinare la piena funzionalità della rete primaria di trasmissione dati, consentendo il ritorno al 100% della capacità operativa di gestione del traffico aereo.
Il ritorno della capacità al 100% non ha significato un immediato risveglio dei voli. Dopo diverse ore di riduzione dei movimenti, aeromobili ed equipaggi risultavano infatti fuori posizione e numerosi voli avevano già accumulato ritardi, con effetti destinati a protrarsi anche dopo la risoluzione del problema. Il dato non significa che sia stato chiuso lo spazio aereo italiano o che metà dei voli sia stata automaticamente cancellata. Indica che il sistema di controllo poteva gestire contemporaneamente un numero sensibilmente inferiore di movimenti rispetto alla programmazione ordinaria. Le conseguenze si sono propagate rapidamente lungo la rete, producendo ritardi, cancellazioni e riprogrammazioni.
Le reazioni dopo il blackout
A emergenza rientrata è intervenuto anche Igor De Biasio, amministratore delegato di ENAV. In una comunicazione inviata ai circa 5.000 dipendenti del gruppo, riportata da Adnkronos, De Biasio ha sottolineato la necessità di intervenire sull’infrastruttura per ridurre il rischio che episodi analoghi possano ripetersi. «Stiamo lavorando tutti insieme per evitare che si ripresentino in futuro situazioni di questo tipo, soprattutto con nuovi grandi investimenti sulla rete», ha scritto l’amministratore delegato. Più critica la posizione di Gaetano Intrieri, amministratore delegato di Aeroitalia, secondo cui i problemi infrastrutturali erano già stati segnalati in precedenza.
«Le criticità delle infrastrutture di ENAV erano già state evidenziate da tempo. Nel 2018, quando lavoravo presso la Struttura tecnica di missione del Ministero dei Trasporti, avevo già richiamato l’attenzione su alcune problematiche legate alle strutture e al loro funzionamento. Pur riconoscendo la professionalità del management, ritengo che negli anni non siano stati effettuati investimenti sufficienti per l’ammodernamento delle infrastrutture e delle tecnologie», ha dichiarato a Skytg24. «Il controllo del traffico aereo – ha proseguito Intrieri – è un servizio strategico che deve garantire continuità ed efficienza. Se le infrastrutture non vengono aggiornate adeguatamente, il rischio di disservizi aumenta. La presenza di sistemi di backup è fondamentale per evitare che una singola avaria possa compromettere il funzionamento della rete, ma la resilienza tecnologica richiede investimenti costanti».
«Quanto accaduto non dovrebbe verificarsi, soprattutto in un Paese che punta a incrementare il turismo e considera il trasporto aereo un asset fondamentale per la propria economia. Le conseguenze ricadono su migliaia di passeggeri e sulle compagnie aeree. È quindi necessario investire nell’ammodernamento delle infrastrutture e garantire sistemi sempre più affidabili, affrontando criticità che erano già note da anni», ha concluso Intrieri. Il Codacons ha intanto annunciato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma chiedendo di accertare eventuali responsabilità e ipotizzando la possibile interruzione di pubblico servizio.
L’episodio riporta l’attenzione anche sul precedente del 29 giugno 2025, quando un’avaria al sistema di trasmissione dei dati radar del Centro di controllo d’area di Milano aveva provocato per diverse ore pesanti limitazioni al traffico nel Nord-Ovest italiano. In quel caso il problema era stato successivamente ricondotto a un componente trasmissivo di rete malfunzionante. Il precedente assume rilievanza perché riguarda ancora una volta l’infrastruttura di trasmissione delle informazioni utilizzata dal sistema di controllo, anche se non ci sono al momento elementi sufficienti per affermare che i due guasti abbiano avuto la stessa origine tecnica. Intanto la società specializzata nell’analisi del trasporto aereo Cirium ha fornito una prima misura dell’impatto: intorno alle 12 italiane aveva contato 192 voli cancellati, con appena il 31% delle partenze in orario.
Va inoltre considerato che il 16 ottobre era già in programma uno sciopero di 24 ore del personale easyJet, circostanza che rende necessario distinguere le cancellazioni provocate direttamente dal guasto ENAV da quelle riconducibili all’agitazione sindacale. La situazione rimane complessa da decifestrare, soprattutto per i passeggeri che hanno visto stravolti i loro piani. Mentre i tecnici continuano le verifiche sulla rete primaria, resta aperta la questione degli investimenti necessari per evitare che un simile caos si ripeta. L’Italia non può permettersi di mettere a rischio la propria immagine come destinazione turistica, soprattutto in un periodo in cui il settore del viaggio cerca di rilanciarsi. Il problema, però, non è solo tecnico: è anche politico ed economico. Chi pagherà i costi di questo blackout?
Empty airport terminal with delayed flight information screens showing cancellations, passengers waiting at gates, Italian flag visible in background, dramatic lighting, editorial photography style
Aeroporto italiano in tilt: schermi con cancellazioni, passeggeri in attesa
Spunto di cronaca: Quality Travel
Newsletter
Il meglio di food, wine e travel ogni lunedì
Ricevi gli ultimi 10 articoli selezionati dalla redazione, una volta a settimana.



