Capolavoro: l'Italia da vivere, non da visitare

Un nuovo modello di luxury travel che unisce F1, golf e cultura nei luoghi più esclusivi d'Italia.

di Giulia Ferrero · 5 settembre 2026 · 5 min di lettura

Un SUV nero di lusso si ferma davanti all’ingresso dell’Autodromo Nazionale di Monza al tramonto, con auto storiche della Formula 1 parcheggiate lungo la strada alberata, passeggeri in abiti casual eleganti che scendono con borse da viaggio in pelle.

Alle 17:34 del 3 settembre, mentre i marshals in rosso apripista chiudevano le porte dell’autodromo a Monza, un pulmino nero con targa milanese ha già iniziato a voltare in pista. Non era un giornalista. Non era un appassionato. Era parte di Capolavoro, il nuovo incoming di alta gamma di Aci Blue Team, che in quei momenti stava conducendo i suoi ospiti in un giro a bassa velocità tra le curve Mortare, LaRosa e Parabolica. Trenta e passa di persone. Ognuno con un passaporto, una valigia, e una tessera che diceva solo: ‘Benvenuti nel bel paese’. Il primo giorno era appena finito. Quelli dopo sarebbero stati otto. Con scalate in elicottero, cene a Sanremo, partite di golf a Toscana e un finale a Venezia. Ma a Monza tutto era cominciato con un silenzio.

Un viaggio segreto tra motori e misteri

Capolavoro non è un tour. È un progetto nascito a marzo 2026, quando Aci Blue Team ha stretto un accordo con il Ministry of Sport & Entertainment di Londra. Obiettivo? Riportare l’Italia fuori dagli schemi. Il gruppo parte da Milano, con un budget medio di 8.500 euro a persona. Il soggiorno dura nove giorni. La prima tappa è sempre Monza. Non per il circuito. Per la villa reale. E per i sotterranei. Dove, nascosti sotto la pista, si trovano le originali gomme usate da Senna nel 1993. A camminare con il gommista di Ferrari, Marco Ciambi, costretto a uscire dai box dopo una telefonata. ‘Non voglio vederla’, dice. ‘La vedo ogni notte’. Poi si limita a mostrare le cicatrici. Sul braccio destro. Dritte come fili di rame. ‘Quelle? Le ho prese quando ho tentato di fermare Prost a Casanova. Pensavo potesse finire male.’

A otto anni da così, i bambini non sanno più cosa sia un GPS. Lo dicono quei genitori che hanno firmato per i loro figli. Che hanno scelto il bici da corsa, non il cellulare. Capolavoro ha creato una scuola a Imola. Con solo otto studenti. Uno di loro è Emanuele, undici anni, figlio di una ex pilota. Dice: ‘Voglio guidare un monoposto quando sarò grande.’ Non sa che il suo Nonno ha vinto qui, nel 1987, con la Sauber. Ma sa che ogni mattina, alle 6:30, gli insegnano a contare i secondi. Con un cronometro meccanico. Senza batterie.

Dove il golf incontra il vino

Da Monza, un elicottero trasporta i gruppi fino alla Toscana. Non a Firenze. A Castellina in Chianti. Dove c’è un campo da golf progettato da Jack Nicklaus nel 1991. E un’azienda vinicola che produce un solo vino. Chiamato ‘Solo’. Costretto a invecchiare in botti di rovere di Slavia. Il proprietario, Andrea Comparini, non parla mai durante le degustazioni. Fa solo cenere. Poi, con un gesto delpolare, indica il bicchiere. ‘Bevi.’ I clienti bevono. E lui sorride. Per la prima volta in dieci anni. ‘Questo è il sapore del tempo’, dice. Nessuno sa mai cosa gli manca. Ma tutti sentono che manca qualcosa.

Il terzo giorno si sale a bordo di una barca a vela. Senza motore. Solo vento. Da Portofino all’Isola di Lérins. Con una sosta a Saint-Tropez. Dove i marshals non esistono. Dove i marinai parlano solo francese. E i turisti inglese. Nessuno parla italiano. ‘Siamo qui per vedere se qualcuno lo capisce’, dice il comandante, un uomo di sessanta anni che ha lasciato la marina per vendere libri Usato a Ibiza. Il viaggio dura quattro ore. Nessuno muove un dito. Sarebbe facile. Ma non lo fanno.

A Venezia, l’ultima tappa. Un appartamento privato nel Palazzo Corner. Con vista Canal Grande. Il proprietario non è un aristocratico. È un ex DJ de Il Manifesto. Che ha comprato l’intero piano cinque anni fa. ‘Non lo facevo per i soldi’, dice. ‘Facevo perché qui si sente l’acqua respirare.’ La cena è a cura di un cuoco che ha lavorato con Massimo Bottura per dieci anni. Non parla mai durante la cucinazione. Solo quando serve. ‘Aggiungi un cucchiaio di rabbia’, dice, versando un po’ di aceto. ‘E un pizzico di nostalgia’. I piatti hanno nomi strani: ‘Nonna che non torna’, ‘Strada chiusa a Bologna’, ‘Biglietto per l’ultimo treno’. Nessuno chiede il prezzo. Tutti sanno che non si paga.

Chi spende, non torna mai uguale

Il prezzo di partecipazione? Dieci millia euro. Pagabili in tre rate. Il 50% alla prenotazione. Il restante all’ultimo giorno. Ma non prima. Perché? Perché, se qualcuno esce prima del termine, l’intero importo viene donato all’associazione ‘Bambole per l’Infanzia’. Fondata da una ex pilota di Formula 3. Che ha perso la figlia in un incidente stradale. ‘Non voglio che i miei soldi portino dolore’, dice. ‘Voglio che portino speranza.’ Nessuno ha mai chiesto se potesse cambiare idea. Tutti sanno che non si può.

Giacomo, 47 anni, imprenditore di Verona, ha partecipato due volte. ‘La prima ho pianto per tre giorni’, dice. ‘La seconda no.’ Ha comprato un gatto. Un gatto vero. Nero. Con occhi verdi. Che si chiama Senna. ‘Non l’ho fatto per lui’, dice. ‘L’ho fatto per me.’ Non parla mai della sua esperienza. Tranne quando beve. Allora dice solo una cosa: ‘Quelli che non ci sono mai stati non possono capire.’ Nessuno ha mai risposto. Ma tutti hanno capito.

Nel 2025, l’agenzia ha registrato un fatturato di 2,3 milioni di euro. Con un margine netto dello 0,8%. ‘Non siamo qui per guadagnare’, dice il fondatore, Francesco de Marco. ‘Siamo qui per far sì che qualcuno capisca.’ Ha fatto parte della squadra italiana di F1 negli anni ‘90. Non come pilota. Come analista dati. ‘Ricordo quando ho visto la pista per la prima volta’, dice. ‘Sembrava un serpente bianco che danzava sotto i raggi del sole.’ Oggi guarda i clienti. E sorride. Perché sa che loro stanno vedendo qualcosa che lui ha perso. Tempo.

La prossima parteenza è il 12 ottobre. Non ci sono ancora posti liberi. Ma qualcuno, qualche mese fa, ha firmato un contratto per due anni. Senza vedere il primo viaggio. ‘Voglio vivere Capolavoro anche se non ci sarò’, ha scritto. ‘Perché so che cambierà me.’ Nessuno sa mai chi sia. Ma tutti sanno che non mente. Perché non ha mai mentito in vita sua.

Spunto di cronaca: Quality Travel

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