Colonnine negli hotel, la domanda si misura sui turisti stranieri
Al TTG Travel Experience di Rimini Uattzy invita a leggere il bisogno di ricarica sui mercati esteri, non solo sulle immatricolazioni italiane.
di Giulia Ferrero · 18 ottobre 2026 · 4 min di lettura

A Rimini, al TTG Travel Experience, Stefania Menguzzato ha spostato l'attenzione su un errore di prospettiva. Menguzzato è Chief Financial Officer e co-founder di Uattzy, il brand di UAU S.r.l. che opera nella ricarica pubblica. Il punto, secondo lei, è questo: guardare il mercato elettrico italiano per capire quanta ricarica serva agli hotel significa fotografare solo una parte della domanda.
I numeri sono netti. Ad agosto 2026 la quota di mercato delle auto elettriche in Italia era pari al 7,1%. Nel Regno Unito stava al 29,8%, in Germania al 32,5%, in Francia al 38,4%. Al 30 settembre il parco circolante italiano contava 454.437 vetture elettriche pure. Letti da soli, questi dati raccontano un Paese in ritardo.
Il divario con i Paesi da cui arrivano i turisti
«Continuiamo a discutere dei numeri ancora modesti del mercato elettrico italiano, ma dimentichiamo che il nostro Paese attrae tanti turisti provenienti da aree geografiche in cui questa tecnologia è già una realtà consolidata», ha osservato Menguzzato. «Non possiamo misurare il bisogno di infrastrutture di ricarica e la qualità dei servizi offerti guardando soltanto alle immatricolazioni nazionali».
Sul fronte turistico la domanda internazionale è già maggioritaria. Nel 2025 gli stranieri hanno generato il 55,3% delle presenze complessive in Italia. La Germania resta uno dei mercati di riferimento: nei primi nove mesi del 2025 ha prodotto oltre 11,1 milioni di turisti, con una crescita del 4,9% rispetto all'anno precedente. Sono viaggiatori che arrivano da un contesto in cui l'auto elettrica è già una realtà consolidata.
Un indizio sul comportamento degli utenti online era arrivato già nel luglio 2025. Jean Garris Hand, responsabile globale per la sostenibilità di Hilton, aveva indicato la ricarica per auto elettriche come la dotazione con il più alto tasso di conversione su Hilton.com.
Le installazioni crescono su suolo privato
Anche la rete italiana, intanto, cambia forma. Secondo il Libro Bianco sulla mobilità elettrica di Motus-E, nei primi mesi del 2026 le installazioni su suolo privato ad accesso pubblico crescevano del 46,3%, contro l'8,2% del suolo pubblico. Queste location valgono già il 38% del totale e comprendono sempre più spesso supermercati, centri commerciali, parcheggi, ristoranti e strutture ricettive. Gli hotel, in particolare, sono tra le categorie più dinamiche: più 63%.
Al 30 giugno 2026 i punti di ricarica a uso pubblico in Italia erano 84.564, oltre 17 mila in più rispetto a dodici mesi prima. Il modello che si consolida è quello della ricarica integrata nella sosta: l'automobilista non deve più cercare una colonnina dedicata e attendere il completamento della ricarica, ma può sfruttare il tempo passato in hotel, al ristorante o in un'altra struttura per rifornire il veicolo. Per una struttura ricettiva cambia il valore attribuito al parcheggio. La ricarica diventa un servizio aggiuntivo per gli ospiti e, in alcune località, uno strumento per intercettare clienti di passaggio.
La scelta dell'hotel parte dalla ricerca
Per chi viaggia in auto elettrica la presenza di una colonnina può entrare tra i criteri già nella fase di ricerca e prenotazione. Non basta installarla. Il servizio deve essere visibile nelle informazioni della struttura, accessibile e affidabile nell'uso. «La guest experience comincia molto prima del check-in», sottolinea Menguzzato. «Chi organizza un viaggio vuole sapere di poter arrivare, parcheggiare e ricaricare senza difficoltà».
C'è poi la questione della sostenibilità, che i viaggiatori dichiarano di pesare. Il Sustainable Travel Report 2026 di Booking.com, realizzato su 32.500 persone in 35 Paesi, indica che l'85% degli intervistati considera importante viaggiare in maniera più sostenibile. Per gli operatori dell'ospitalità la ricarica elettrica può assumere una funzione che va oltre il tema ambientale. «Se un servizio può orientare la scelta di un hotel, allora deve entrare automaticamente nella sua strategia commerciale», afferma Menguzzato. «Oggi gli hotel italiani competono su un mercato internazionale e devono prestare molta attenzione alle abitudini dei turisti che vogliono attrarre».
Dalla colonnina alla gestione del servizio
Resta il tema della gestione nel tempo. Installazione, manutenzione, assistenza, pagamenti e monitoraggio diventano parte integrante del servizio offerto al cliente. Su questo interviene Alessandro Vigilanti, CEO e co-founder di Uattzy: «Per un hotel la ricarica deve essere un asset, non un problema da gestire», spiega. «Per questo lavoriamo come full service provider e seguiamo l'intero percorso, dalla progettazione all'installazione, dalla gestione alla manutenzione, garantendo alla struttura un unico interlocutore».
La domanda, insomma, si sposta. Conta sempre meno la diffusione domestica dell'auto elettrica e sempre più l'adeguamento dell'offerta ricettiva alle abitudini dei mercati esteri. Quante strutture italiane, oggi, hanno già inserito la colonnina tra le informazioni che un ospite legge prima di prenotare?
Spunto di cronaca: Quality Travel
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