Compagnia del Gusto: due acquisizioni entro fine 2026
La holding della famiglia Cosulich concentra le nuove operazioni nella subholding Compagnia del Mare e guarda ai 200 milioni di ricavi nel 2031.
di Redazione Chiavi del Gusto · 11 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Due operazioni da chiudere entro la fine del 2026. Compagnia del Gusto, la holding promossa nel 2024 dalla famiglia Cosulich, ha messo nel mirino altre due acquisizioni, concentrate nella subholding Compagnia del Mare. A raccontarlo è il CEO Ettore Nicoletto, intervenuto al 6° Wine & Food Summit promosso da Pambianco – PwC.
Il grossista e la ristorazione: il tassello che manca
Una delle due operazioni ha un bersaglio preciso. «Una di queste acquisizioni – ha raccontato Nicoletto – ci rafforzerebbe molto sul canale dei grossisti e della ristorazione, garantendoci un accesso diretto in un segmento per noi importante, visto il nostro forte radicamento nel canale moderno».
Il ragionamento è lineare: il gruppo è già radicato nel canale moderno, quello che manca è una porta d'ingresso diretta verso grossisti e ristorazione. Da qui la scelta di un'operazione mirata, non di un semplice allargamento di portafoglio. Il segmento, ha spiegato il CEO, è importante proprio per il posizionamento che l'azienda ha già costruito altrove.
Nove marchi in portafoglio, dal mare al vino
Il portafoglio attuale conta nove insegne: Fjord, Sal SeaFood, Elite, Arya, Sansego, Cantine Romagnoli, KrumiriRossi, Winelivery e Jascots Wine Merchants. Dentro ci stanno ittico, specialità alimentari e vino, con l'asse del mare affidato alla subholding Compagnia del Mare.
La subholding è il perno delle due operazioni in arrivo: è lì che si concentrano le acquisizioni annunciate, ed è lì che il gruppo costruisce il proprio posizionamento sull'ittico.
Da 80 a 200 milioni: i numeri del piano
Sul fronte dei ricavi la tabella di marcia è scandita. Entro il 2026 il gruppo conta di arrivare a 80 milioni di fatturato. L'obiettivo dichiarato per il 2031 è raggiungere, se non superare, i 200 milioni, con un ebitda margin tra il 18% e il 20%.
«È chiaro che ci sarà una progressione per arrivare a questa cifra», ha spiegato Nicoletto durante il summit. La crescita, però, non passerà soltanto dal mare: il piano guarda anche altrove.
Nel 2027 è attesa un'accelerazione importante, alimentata da altre acquisizioni che guardano oltre l'ittico: specialità alimentari artigianali e vino. L'orizzonte si allarga, dunque, oltre la subholding del mare.
L'evento di liquidità del 2031
Il piano al 2031 prevede anche un evento di liquidità. Due le strade indicate: la cessione a un operatore industriale o finanziario, oppure — a seconda delle condizioni di mercato — la quotazione in Borsa.
Per ora resta il calendario ravvicinato: due M&A entro fine 2026, con il canale dei grossisti e della ristorazione come primo obiettivo dichiarato. Quale delle due operazioni arriverà per prima, e se il tassello della ristorazione sarà davvero il primo a cadere, è la domanda che accompagna i prossimi mesi.
Spunto di cronaca: Pambianco Wine
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