Costa Crociere, l’inverno riparte dalla meraviglia
La nuova campagna punta su atmosfere sospese e itinerari meno scontati per la stagione fredda.
di Marco De Luca · 15 settembre 2026 · 5 min di lettura

Genova, quindici settembre. La sala stampa di Palazzo San Giorgio profuma di caffè bruciato e salsedine secca. La presentazione è iniziata con quindici minuti di ritardo, il tempo che il presidente della compagnia, Mario Zanetti, finisse una call con Singapore. Sullo schermo alle sue spalle scorrono immagini al rallentatore: un tramonto sul Canale di Suez, mani che impastano pane nero, una bambina che insegue gabbiani sul ponte 14. Nessun voice-over, solo un brano di Olafur Arnalds. La parola chiave è “meraviglia”, declinata in sette lingue. Non è uno slogan, dicono. È la bussola per l’inverno 2026-27.
La campagna costa sette milioni di euro, tra produzione e pianificazione media. Una cifra che nel settore fa sorridere: MSC ne spende il triplo per la sola Italia. Ma Costa ha scelto la via della sottrazione. Niente testimonial hollywoodiani, niente fontane di cioccolato in coperta. Il video hero dura novanta secondi e mostra solo gesti: un sommelier che versa un Vermentino di Gallura a dodici gradi, un comandante che controlla la rotta su un tablet ingiallito dal sole, una nonna che sistema il bavaglino al nipote prima dello sbarco a Muscat. La regia è di Luca Guadagnino, o meglio della sua squadra. Si vede. C’è una grana voluta, quasi analogica, che stona con la lucidità 4K dei competitor.
Rotte che non finiscono nei depliant
Quattordici navi in flotta, undici dedicate all’inverno. Le novità vere stanno negli itinerari “slow”: ventuno notti da Savona a Rio de Janeiro senza scali tecnici, solo soste lunghe. Poi c’è il giro del Golfo Arabo che salta Dubai per fermarsi tre giorni a Khasab, nell’enclave dell’Oman, e una notte a Sir Bani Yas, riserva naturale dove girano liberi orici e gazzelle. Nessun centro commerciale a bordo durante le soste. Il catalogo pdf, scaricato ieri sera, segna un +12% di notti in porto rispetto alla scorsa stagione. È poco, ma è una direzione. La Costa Smeralda, ammiraglia a LNG, farà base a Dubai per tutto l’inverno: crociere di una settimana, prezzi da 649 euro a persona in cabina interna, voli esclusi. L’anno scorso la stessa cabina costava 589. L’inflazione, anche qui, morde.
Parliamo di cibo, che è il motivo per cui leggiamo questa testata. La partnership con Bruno Barbieri entra nel terzo anno. Il menu “Meraviglia” debutta sul ristorante principale di tutte le navi: cinque portate, nessuna opzione “internazionale” (leggasi: pollo alla griglia e patatine). Si mangia spaghetto ai ricci di mare a Civitavecchia, tagine di agnello a Salalah, feijoada leggera a Salvador de Bahia. Gli ingredienti arrivano via container refrigerati dai mercati locali, non dai magazzini centralizzati di Barcellona. Costa dichiara il 68% di approvvigionamento locale nei porti mediterranei, il 41% in quelli extraeuropei. Numeri verificabili? Abbiamo chiesto i certificati. Arriveranno a ottobre. Intanto, a bordo della Toscana, assaggiamo un risotto al Nero di Seppia con polvere di capperi di Pantelleria: cottura perfetta, sapore netto. Non è banale per una cucina che serve duemila coperti a sera.
La cucina non è più un extra
Il vero spostamento è strategico. Fino a due anni fa la ristorazione premium era un upsell: pagavi trenta euro in più per il ristorante dello chef. Ora il menu “Meraviglia” è incluso nella tariffa base. I ristoranti a tema – Teppanyaki, Sushino, Fiorentina Steak House – restano a pagamento, ma la proposta centrale alza l’asticella. Zanetti lo ammette a microfoni spenti: “Il cliente medio ha cinquant'anni, viaggia con la moglie e due figli adolescenti. Non vuole scegliere dove mangiare ogni sera. Vuole fidarsi”. La mossa taglia le gambe alle critiche sul “mangiare da mensa” che infestano TripAdvisor da un decennio. Funziona? Sulla carta sì. Nella realtà dipende da chi sta ai fornelli alle undici di sera, quando la brigata è al terzo turno consecutivo.
Sul ponte 5 della Smeralda, nel nuovo “Laboratorio del Gusto”, un sommelier siciliano tiene una masterclass su vini vulcanici. Etna, Pantelleria, Santorini. Trenta posti, sold out in quaranta minuti dall’apertura prenotazioni via app. Costa ha investito 4,2 milioni nella formazione dell’equipaggio food&beverage: centoventi ore a testa tra vini, allergeni, storytelling. Il turnover però resta alto: il 34% dei cuochi cambia nave o mestiere entro dodici mesi. È il tallone d’Achille di tutta l’industria. Nessuna campagna lo risolve.
Il nodo dei prezzi e della stagionalità
La campagna “Meraviglia” spinge le prenotazioni anticipate: sconto 15% se confermi entro il 31 ottobre, cabina gratis per il terzo e quarto letto (bambini sotto i 18 anni). Le agenzie di viaggio, canale ancora dominante per il 62% delle vendite Costa in Italia, hanno ricevuto le provvigioni rivedute: 8% base, 10% se vendi il pacchetto bevande Premium. È una guerra per la liquidità immediata. Il cash flow invernale copre i costi fissi delle navi ferme in estate per manutenzione. Chi prenota ora blocca il cambio dollaro-euro a 1,08. Chi aspetta Natale paga il 22% in più. I numeri li abbiamo visti sul cruscotto revenue management: le curve di prenotazione 2026 sovrappongono quasi perfettamente il 2023, pre-inflazione. Il mercato ha assorbito i rincari.
C’è un capitolo ambientale che il comunicato stampa sfiora appena. La flotta LNG – Smeralda, Toscana, la nuova Pacifica in arrivo ad aprile – copre il 38% dei posti letto invernali. Il metano liquido abbatte le polveri sottili del 95%, gli ossidi di azoto dell’85%, la CO2 del 20%. Ma il metano slip, la quota di gas non bruciato che sfugge in atmosfera, resta un problema tecnico irrisolto. Costa aderisce al programma “Net Zero 2050” di CLIA, l’associazione armatori. Gli obiettivi intermedi al 2030 sono scritti sull’acqua. Nessuna certificazione terza parte. A bordo i distributori di plastica monouso sono spariti dal 2022. L’acqua è in bottiglie di vetro riciclato, prodotta a bordo per osmosi inversa. Risparmio: 1.200 tonnellate di PET l’anno. È concreto. Il resto è comunicazione.
Cosa resta da vedere a bordo
La campagna è bella. La regia di Guadagnino dà spessore a un prodotto che spesso scivola nel kitsch. Gli itinerari provano a uscire dai soliti porti-da-cartolina. La cucina è l’unico argine vero alla commoditizzazione del mare. Ma manca un pezzo: l’equipaggio. Nei video non compaiono i filippini che lavano i ponti alle cinque del mattino, gli indonesiani in cucina, gli ucraini alla reception. La meraviglia è anche il loro stipendio, i mesi lontani da casa, i contratti ITF rispettati o no. Costa ha firmato l’accordo con Nautilus nel 2023. Le ispezioni a sorpresa non sono pubbliche. Chiederemo i report la prossima volta che saliamo a bordo. L’inverno è lungo. C’è tempo per verificare.
Spunto di cronaca: Quality Travel
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