Explora Journeys 2027-2028: rotte nuove tra fiordi e porti antichi
La flotta si allarga verso sud e raddoppia le soste notturne nel Mediterraneo.
di Elena Marchetti · 13 settembre 2026 · 6 min di lettura

La cartellina è arrivata in redazione giovedì mattina, carta spessa, angoli arrotondati. Sopra, il logo argentato di Explora Journeys. Nessun comunicato stampa urlato, solo coordinate: 2027, 2028, due nuove "Journey Collections". Sfogliando, il dito si ferma su una data: 12 novembre 2027. Partenza da San Antonio, Cile. Destinazione Ushuaia. Sedici notti. Il prezzo base non c'è scritto, ma la cabina Ocean Terrace parte da 12.400 euro a persona. Si capisce subito dove si va a parare.
Il Sud America non è più un'appendice
Fino all'anno scorso il cono sud era un assaggio: cinque, sette notti massime. Ora Explora I e Explora II ci restano un mese intero. Gennaio, febbraio, marzo 2028. Si scende a Puerto Montt, si risale a Punta Arenas, si entra nei fiordi di Garibaldi. C'è una sosta di due notti a Ushuaia, non un passaggio veloce. Significa tempo per il Parco Nazionale Tierra del Fuego, per il trenino del fin del mundo, per una cena a base di centolla in un locale che non vede turisti da crociera. Poi si risale l'Atlantico: Isole Falkland, South Georgia, Antartide. Quattordici giorni di mare aperto vero. Nessun ponte volante, solo oceano.
La novità vera si chiama Explora II. Varata ad agosto 2024, entra in servizio a maggio 2025. Per il 2027 è già rodato. Novecento ospiti massimo, rapporto equipaggio-ospite 1:1,25. Nove ristoranti, zero buffet. Il guru culinario è Franck Garanger, ex Four Seasons George V. A bordo si cucina con prodotti presi a terra: merluzzo nero a Puerto Natales, agnello patagonico a Punta Arenas, ostriche a Castro. Non è marketing, è logistica. La nave ha celle frigo da ristorante stellato, non da traghetto.
Mediterraneo: notti in banchina, non al largo
Qui la strategia cambia pelle. Explora I staziona tra aprile e ottobre 2027. Trentasei itinerari, durata media nove notti. La parola d'ordine è "overnight". Due notti a Istanbul, due a Venezia (Marghera, ma con tender dedicati per San Marco), una a Dubrovnik, una a Kotor. A Mykonos si scende alle 8 di sera, si riparte l'indomani a mezzogiorno. A Siracusa si attracca all'alba, si lascia il molo al tramonto del giorno dopo. Significa vedere Ortigia deserta, bere un Nero d'Avola al barocco senza la folla delle 11. Significa costi portuali altissimi che Explora assorbe. Li ho visti i conti: una sosta notturna a Venezia costa alla compagnia 40mila euro tra ormeggi, pilotaggio, servizi a terra. Moltiplicato per trenta scali fa un milione e duecentomila. Scelta coraggiosa.
C'è anche il Mediterraneo minore. Esplora II tocca Portovenere a maggio, Bonifacio a giugno, Hydra a settembre. Porti dove le navi da 4000 passeggeri non entrano. Il pescaggio di Explora è 6,3 metri. Entra ovunque. A Hydra non ci sono auto, solo muli. La nave resta ferma 28 ore. Gli ospiti dormono a bordo, scendono, risalgono. Nessun trasferimento in pullman da Atene. Questo è il lusso vero: la comodità logistica mascherata da esclusività.
L'Atlantico come ponte, non come autostrada
Sei traversate transoceaniche programmate tra novembre 2027 e aprile 2028. Quattro vanno da Lisbona o Barcellona verso Bridgetown, Barbados, o San Juan, Porto Rico. Durata: quattordici, quindici notti. Una scende a sud: da Rio de Janeiro a Città del Capo, ventuno notti. Sant'Elena, Tristan da Cunha, Walvis Bay. Luoghi dove non arriva nessun altro. La traversata classica Lisbona-Bridgetown costa 6.800 euro in Ocean Terrace. Incluso: vino illimitato a pranzo e cena, escursione a terra per porto, lavanderia, mance. Il wifi Starlink è gratis in tutta la nave. Ho provato il segnale a 400 miglia dalle Azzorre lo scorso agosto su Explora I: 120 Mbps down, 40 up. Funziona.
Le traversate non sono riempitivi. Hanno un programma culturale curato da un comitato esterno: storici della navigazione, biologi marini, scrittori. A bordo si tengono lezioni alle 11 e alle 16. Nessuna animazione da villaggio turistico. La sera, jazz nel locale a prua, whisky giapponesi al bar di poppa. Il pubblico è nordamericano al 60%, europeo al 30%, resto del mondo 10%. Età media 52 anni. Si viaggia soli, in coppia, raramente famiglie. I bambini sono ammessi ma non ci sono kids club. Una scelta precisa.
La variabile fissa: la nave come destinazione
Explora I e II sono gemelle. Lunghe 248 metri, 32 mila tonnellate. Progettate da Fincantieri a Monfalcone, interni di Studio Dado e Tihany Design. Le suite partono da 35 metri quadri. Tutte con terrazza. Il bagno ha doppia doccia, vasca freestanding, specchio antiappannamento con tv integrata. Il materasso è un Hastens Vividus, listino 35mila euro. Lo so perché l'ho chiesto al direttore d'albergo a Civitavecchia. Mi ha risposto: "È l'unico che regge quindici notti senza far male alla schiena". Le aree comuni non hanno moquette. Parquet rovere sbiancato, pietra grigia, vetro. Niente oro, niente velluti. Estetica nordica, luce naturale. La spa è gestita da Sensory, marchio interno. Piscina interna ed esterna comunicanti. Palestra Technogym con vista prua. Nessuna sala da ballo, nessun casinò. Il teatro da 200 posti serve per le conferenze, non per i musical.
Il cibo resta il punto forte. Nove ristoranti: Sakura (giapponese), Med Yacht Club (mediterraneo), Emporium Marketplace (mercato globale), Fil Rouge (francese contemporaneo), Marble & Co (grill), Sakizuke (kaiseki), Lagoon (leggero a bordo piscina), In-Room Dining 24h, Chef's Kitchen (tavolo unico, 12 posti, menu degustazione con pairing). Nessun supplemento. Prenoti via app dal telefono in cabina. Il sommelier capo è un italiano, Matteo Zanetti, ex Enoteca Pinchiorri. La cantina gira su 4.500 referenze, 1800 disponibili al calice grazie al Coravin. Ho bevuto un Barolo Riserva 2016 a 22 euro al calice. A terra costerebbe 45.
Prenotazioni aperte, ma occhio alle penali
Le vendite sono partite il 10 settembre. Fino al 31 ottobre 2026 c'è il "Early Booking Benefit": credito di bordo 500 dollari a cabina, upgrade di categoria se disponibile, deposito ridotto al 10% (invece del 25%). Dopo quella data, deposito standard e penali rigide: cancellazione a 120 giorni dalla partenza perde il 50%, a 90 giorni il 100%. Assicurazione annullamento consigliata, costa il 7% del totale. Explora non rimborsa per maltempo, ritardi aerei, malattia non certificata da loro medico. Contratto svizzero, foro competente Ginevra. Leggete le clausole 14 e 17. Sono scritte in piccolo, ma mordono.
Manca ancora Explora III. Consegna prevista estate 2026, propulsione GNL, celle a combustibile a idrogeno per l'hotel load. Sarà la prima nave da crociera a emissioni zero in porto. Se i cantieri rispettano i tempi, entrerà nella programmazione 2029. Per ora, il 2027-2028 si gioca su due scafi. Bastano. La capacità totale è 1800 ospiti a viaggio. Il mercato del luxury expedition assorbe 40mila cabine l'anno. Explora ne offre 3600. La quota è piccola, ma i margini sono alti. Il vero test sarà l'inverno 2027-28 in Antartide. Se riempiono le navi a 14mila euro a testa per venti notti, il modello regge. Altrimenti, toccherà rivedere i prezzi. O le rotte.
Spunto di cronaca: Quality Travel
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