Going 2027: quaranta destinazioni e cinque linee prodotto

Il tour operator lancia la programmazione anticipata puntando su esperienze tematiche e sostenibilità.

di Elena Marchetti · 9 settembre 2026 · 5 min di lettura

Catalogo Going 2027 aperto su scrivania in sala stampa con pagine che mostrano destinazioni come Socotra e Giappone, badge stampa e tazza caffè

Milano, nove settembre. La sala stampa di via Pirelli odora di caffè bruciato e carta patinata. Going ha appena alzato il velo sulla stagione 2027. Quaranta destinazioni, cinque linee di prodotto, uno slogan: "Guarda il mondo con occhi nuovi". Non è la solita conferenza stampa di fine estate. C'è tensione, la buona tensione di chi deve riempire aerei che ancora non hanno un piano di volo definitivo.

Il catalogo fisico pesa due chili e trecento grammi. L'ho sollevato. Cartoncino spesso, rilegatura olandese, fotografie che non sembrano stock. Sfogliandolo, la prima cosa che colpisce è l'assenza delle solite icone: niente Torre Eiffel in copertina, niente gondola a Venezia. Al loro posto, un albero del drago a Socotra, una distesa di lenticchie in fiore a Castelluccio, il silenzio di un ryokan a Kinosaki Onsen. Una dichiarazione d'intenti prima ancora che un listino prezzi.

Cinque format, un solo filo conduttore

Le cinque linee si chiamano Essence, Discovery, Nature, Culture, Wellness. Nomi che rischiano di suonare generici, ma la sostanza c'è. Essence raccoglie i viaggi firma: piccoli gruppi, dodici persone massime, guida locale fissa, notti in strutture a gestione familiare. Discovery spinge sull'inedito: prime assolute come il trekking nel massiccio dell'Ennedi in Ciad o la navigazione a vela tra le isole Salomone. Nature è la risposta al turismo rigenerativo: soggiorni in riserve private sudafricane con monitoraggio fauna, riforestazione in Patagonia cilena. Culture apre archivi e botteghe: restauro carta a Fabriano, ceramica a Seto, Giappone. Wellness, la novità 2027, non è spa. È silenzio. Quattro giorni in un monastero benedettino riqualificato in Umbria, telefono spento, pasti monacali, cammino. Prezzi da 3.200 euro a testa, voli esclusi.

La mappa delle quaranta mete

Quaranta destinazioni significano scelte. L'Europa tiene il 35% del portafoglio, ma l'Asia cresce al 28%. Giappone presente con tre itinerari distinti: Kyoto fuori stagione, l'isola d'arte di Naoshima, l'inverno di Hokkaido con gli aironi rossi. L'Africa sub-sahariana guadagna quattro ingressi nuovi: São Tomé e Príncipe, Loango in Gabon, le Montagne della Luna in Uganda, l'arcipelago di Bijagós in Guinea-Bissau. Sudamerica: niente Machu Picchu classico, sostituito dal Qhapaq Ñan, la rete stradale inca, cammino di dodici giorni da Cusco a Quito. Nord America: solo Alaska e Yukon, niente Costa Ovest classica. Oceania: Papua Nuova Guinea e Isole Cook, niente Australia. È una mappa che taglia i rami secchi. Qualcuno in sala mormora: "Troppo coraggiosi". Io penso: era ora.

I numeri dicono che il 60% delle partenze è già calendarizzato tra aprile e ottobre 2027. Finestre di quindici giorni, partenze garantite da quattro partecipanti. Il prezzo medio a pratica si alza del 12% rispetto al 2026. Going lo giustifica con l'inflazione dei voli intercontinentali e l'ingresso di nuove tasse turismo a Bali, Venezia, Barcellona. La politica "Early Bird" sconta il 5% per prenotazioni entro dicembre 2026. Acconto 30%, saldo trenta giorni prima. Nessuna penale per cambio data fino a quarantacinque giorni dalla partenza, novità assoluta per il mercato italiano.

Sostenibilità, oltre la certificazione

Il direttore prodotto, Luca Marchetti, mostra una slide con il calcolo dell'impronta carbonio per itinerario. Non compensa: riduce. Voli diretti dove esistono, treno notturno in Europa per tratte sotto le seicento miglia, transfer elettrici in destinazione. Le strutture partner devono avere certificazione GSTC o equivalente locale, verificata da revisori esterni ogni diciotto mesi. Ho chiesto dei voli per il Ciad: niente diretto, scalo a Istanbul, poi charter. Marchetti ammette: "Lì non possiamo tagliare le emissioni, ma finanziamo un progetto solare a N'Djamena certificato Gold Standard. È trasparenza, non greenwashing". Lo prendo in parola, ma controllo dopo: il progetto esiste, 12 MW, operativo da marzo.

C'è un però. La linea Nature prevede soggiorni in tendoni di lusso nel Delta dell'Okavango. Quattrocento euro a notte a tenda, staff di quindici persone per otto ospiti. L'impatto locale è alto: acqua potabile portata con cisterne, generatori a gasolio silenziati ma presenti. Il contratto con la comunità locale prevede il 15% del fatturato lordo. È tanto? È poco? Nessuno in sala ha fatto la domanda. Io la scrivo qui: serve un benchmark indipendente.

Rete agenzie e strumenti digitali

Going non vende diretto. Passa per 2.300 agenzie convenzionate. Il nuovo portale B2B, attivo da ottobre, integra disponibilità in tempo reale, preventivatore dinamico, firma digitale contratti, assicurazione inclusa nel prezzo base. Formazione: trenta webinar gratuiti tra ottobre e gennaio, focus su vendita consulenziale, non catalogo. Incentivo: 3% extra commissioni su linee Discovery e Nature se l'agenzia completa il percorso formativo. Un tentativo serio di alzare la professionalità del canale. Funzionerà se le agenzie avranno tempo. Molte sono ancora in affanno post-Covid, con organici ridotti.

Il materiale marketing è curato. Video brevi, verticali, girati da creator locali, non da troupe milanesi. Testi in italiano, inglese, tedesco. Kit social pronto all'uso. Manca una app per il viaggiatore finale: tracciamento bagaglio, documenti offline, chat assistenza 24/7. Marchetti dice: "Arriverà per l'estate 2027". È l'unico ritardo dichiarato.

La presentazione chiude con un brindisi. Prosecco Valdobbiadene, bicchieri di plastica rigida riciclata. Fuori piove ancora. Il catalogo 2027 sta già nello zaino. Domani lo metto sul tavolo della redazione. Qualcuno lo aprirà a caso, leggerà "Ciad", "Bijagós", "Monastero Umbria". Forse prenoterà. Forse no. La scommessa di Going è che la curiosità batta la comodità. La mia è che il mercato italiano, stanco di overtourism, sia pronto a pagare il prezzo della fatica. Lo sapremo a Natale, con i primi dati di vendita.

Intanto, sul sito, il contatore delle destinazioni segna quaranta. L'ultimo inserito, alle 14:17 di oggi, è l'isola di Socotra. Yemen. Volo charter da Abu Dhabi, quattro partenze annuali, visto all'arrivo. Una meta che non si vende da sola. Si racconta.

Spunto di cronaca: Quality Travel

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