Holiday Inn Euro Parco dei Medici: 50 anni e una nuova ballroom
La struttura di Roma Eur celebra un mezzo secolo con un rinnovamento che mescola memoria e modernità.
di Marco De Luca · 18 settembre 2026 · 5 min di lettura

Era un giovedì mattina di settembre quando i primi microfoni hanno iniziato a emettere un leggero fruscio nel foyer dell’Holiday Inn Rome Eur Parco dei Medici. Fuori, i cespugli di un tempo ovcoltati da foglie autunnali tremavano leggeri al passaggio di qualcuno che, come noi, aveva deciso di fermarsi per un caffè veloce. Ma lì, tra una vetrata e l’altra, qualcosa di diverso stava per accingersi: una banda azzurra appesa al mascilloncino del portone, e una lista di nomi che non avevamo mai visto prima.
Mezzo secolo in piazza
Il primo pierre de l’hotel fu posato nel 1976, quando l’area Eur era ancora un campo di sperimentazioni architettoniche e urbanistiche. Cinquant’anni dopo, l’azienda inglese InterContinental ha scritto al suo nome una pagina controversa: aperto nel 1984 come Holiday Inn, l’hotel era uno dei primi esempi di catena internazionale in zona. Oggi, però, non si parla più solo di camere e reception. La struttura ha investito oltre 12 milioni di euro per restare agganciata alle nuove generazioni di viaggiatori che cercano esperienze, non solo un letto.
La ballroom, chiamata ufficialmente Sala dei Medici, è il pezzo forte del restyling. Con i suoi 450 metri quadrati e una capacità massima di 350 ospiti, sembra uscita da un set di produzione hollywoodiana. Il soffitto a volta, le colonne marmoree e gli specchi antichi richiamano l’architettura fascista dell’area, ma le luci a strati e il sistema di audio digitale parlano chiaro: questo spazio non vuole rivivere il passato, lo rilegge.
Noi siamo entrati durante l’ultima ora della festa. Il catering, curato da un ristoratore locale che ha già due stelle Michelin, serviva piatti a base di ingredienti Umbria–Lazio: tortellini di cacio e pepe, bruschette con olio extravergine di un frantolo a pochi chilometri da qui. Il prezzo del menù degustazione? 95 euro a persona. Troppo, direbbero alcuni. Accettabile, dicono invece i commenti lascitati sui social da chi ha partecipato all’evento.
Fuori tema, dentro la piazza
A pochi passi dall’hotel, il Parco dei Medici resiste immutato. Le sue statue in pietra, gli antichi pinnaci e il lago fangoso continuano a parlare di un’epoca in cui l’architettura era un manifesto politico. Ma lontano dall’ombra del Palazzo della Civiltà Italiana, il quartiere è cambiato. Le botteghe sono chiuse, i bar sono diventati boutique di design, e i ragazzi con le scarpe da ginnastica corrono a prendere il metro per andare a lavorare nel centro.
Proprio mentre usciamo, un’anziana ci chiede scusa per averci schivato la sedia. Dice di vivere in questo quartiere da sessant’anni e di non riconoscere più niente. “Prima, qui, si giocava a calcio”, dice, “adesso giocate a carte, vero?” Noi non rispondiamo. Non sappiamo se lei si riferisce al gioco degli abitanti o a qualcosa di più complesso, forse un’idea di comunità che si sta trasformando.
L’hotel ha aperto le sue porte al pubblico per la prima volta nel 1987. Da allora, ha visto passare centinaia di eventi: congressi, matrimoni, cene a tema. Ma l’ultimo restyling ha voluto dare un taglio netto. I mobili sono stati realizzati in collaborazione con un giovane designer romano, Marco De Angelis, che ha scelto legno di rovere e metallo laccato nero. Il tutto sembra firmato da un’inglese anni Sessanta, ma con dettagli che solo un romano potrebbe apprezzare.
Il prezzo del ricordo
La notizia del restyling ha suscitato interesse inaspettato. Sui social, molti utenti hanno condiviso vecchie foto dell’hotel, quelle con le camere arre date e le reception in stile anni Ottanta. “Ricordo quando mio padre lavorava qui”, ha scritto un utente su Instagram, “e ci portava a mangiare nel ristorante con le luci al neon rosa”. Quei ricordi, però, non si possono rivendere. Il costo di una camera standard parte da 140 euro a notte, con amentità che vanno dalla colazione continentale a un piccolo spa con sauna a getto d’acqua.
Siamo rimasti colpiti da una cosa: l’assenza di pubblicità. Nessun cartello lampeggiante, nessun’offerta last minute apposta per i passeggeri del via vai. L’hotel sembra dire la sua esistenza con semplicità. Forse è questo il segreto: non urlare per essere notato, ma lasciare che i dettagli parlino da sé. Il giovane receptionist che ci ha appena consegnato la chiave della camera ha sorriso e detto: “Buon viaggio”.
Avevamo chiesto se la ballroom fosse già prenotata per eventi estivi. “Abbiamo ricevuto richieste da tutta Italia”, ci ha risposto il direttore. “Ma anche da lontro: Germania, Svizzera… sembra che Roma continui ad attrarre, anche quando non sei al centro della città”. Fuori dalla porta, una coppia di turisti spagnoli scatta una foto davanti all’ingresso. Lui indossa un cappello da pesca, lei un abito floreale. Sembra una locandina di un film degli anni Cinquanta, ma con lo smartphone in mano.
Roma non è un museo
Siamo usciti con l’idea che l’Holiday Inn Rome Eur Parco dei Medici non sta semplicemente celebrando un anniversario. Sta ridisegnando il proprio posto in una città che non smette mai di trasformarsi. Roma non è un museo, e neppure il suo Eur lo è. Questo hotel, dopo cinquant’anni, sembra aver capito un punto fondamentale: il futuro si costruisce non cancellando il passato, ma reinterpretandolo con occhi nuovi. O forse, semplicemente, lasciando che ogni generazione trovi il proprio spazio.
Mentre lasciamo il quartiere, il tram 8 ci passa accanto. È lo stesso binario su cui, negli anni Sessanta, i costruttori dell’hotel giungevano ogni mattina per controllare i lavori. Oggi, i passeggeri sono diversi. Ma il rumore delle ruote sul binario sembra il medesimo. Forse, dopo tutto, non è l’hotel che deve cambiare. Sono noi che dobbiamo imparare a vederla, questa città che non smette mai di raccontarci chi siamo.
Spunto di cronaca: Quality Travel
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