Italian Cruise Day 2026 a Livorno: rotta su 15,4 milioni di crocieristi
Il forum di Risposte Turismo fotografa un'estate da record e apre il confronto su energia, porti e valore per i territori.
di Elena Marchetti · 12 ottobre 2026 · 7 min di lettura

Venerdì 23 ottobre Livorno si riappropria della scena crocieristica nazionale dopo ventitré anni di assenza. La tredicesima edizione di Italian Cruise Day, il forum ideato e organizzato da Risposte Turismo con Qualitytravel tra i media supporter, apre i battenti in una città che ha appena archiviato un trimestre estivo senza precedenti. L'appuntamento non è una passerella: compagnie, terminalisti, Autorità di sistema portuale, cantieristica e agenti marittimi si ritrovano per leggere numeri che disegnano un settore in espansione costante, capace di macinare record su record ma alle prese con la sfida di tradurre i flussi in ricadute economiche durevoli per i territori che li accolgono.
La fotografia scattata da Risposte Turismo per l'estate 2026 parla chiaro: tra giugno e agosto i sessanta porti crocieristici italiani hanno movimentato oltre 6,1 milioni di passeggeri, considerando imbarchi, sbarchi e transiti, con un balzo del 4,5% sullo stesso periodo del 2025. Le toccate nave hanno toccato quota 2.314, in crescita del 14,9%. È il miglior trimestre estivo mai registrato dalla crocieristica italiana. Le proiezioni per l'intero esercizio indicano 15,4 milioni di passeggeri attesi, +4,3%, e più di 6.000 accosti, +6,6%, valori che proietterebbero il sistema portuale verso nuovi massimi storici. Una corsa che non si ferma al dato congiunturale ma interpella la capacità infrastrutturale del Paese.
Il peso dell'estate resta schiacciante: il trimestre giugno-agosto ha concentrato circa il 60% del traffico passeggeri dei primi otto mesi dell'anno, confermando una stagionalità che le strategie di destagionalizzazione faticano a scalfire. Luglio ha segnato il picco con oltre 2,16 milioni di movimentazioni, quasi duecentomila in più rispetto al 2025. Agosto ha tenuto, mentre giugno ha mostrato una lieve flessione dei passeggeri accompagnata però da un incremento del 16,3% delle toccate nave. La forbice tra crescita degli scali e crescita dei volumi è uno degli elementi che rendono la lettura dei dati più articolata: le navi aumentano a un ritmo decisamente superiore rispetto alle persone che trasportano, segnale di un riempimento medio che cala o di una programmazione più frammentata. Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, legge i numeri come conferma della centralità estiva ma anche come richiamo all'impegno della filiera per allungare il calendario operativo.
La crescita non è uniforme lungo la penisola. Salerno guida gli incrementi assoluti con circa 149mila passeggeri in più, un exploit del 374%. Civitavecchia ne aggiunge 140mila, +9,8%, Ravenna 67mila, +43%. A livello geografico il Centro-Sud Tirreno primeggia con 214mila passeggeri e 162 toccate in più, trainato da Salerno e Civitavecchia che compensano la contrazione di Napoli. Le Isole guadagnano 109mila passeggeri, mentre Adriatico e Ionio perdono complessivamente 45mila movimentazioni e il Nord Tirreno ne lascia 16mila per strada. Livorno, padrona di casa, nel trimestre ha registrato oltre 37mila passeggeri in più, +11,5%, con 28 toccate aggiuntive, +22,8%. I dati di Porto di Livorno 2000 mostrano una progressione destinata a continuare: chiuso il 2025 a 369 scali e 778.368 passeggeri, al 30 settembre 2026 erano già 333 scali e 669.146 passeggeri, con previsione di chiusura a 421 scali e circa 815mila passeggeri. Per Matteo Savelli, presidente di Porto di Livorno 2000, la sfida consiste nel trasformare l'aumento dei traffici in benefici economici duraturi per la città, rafforzando il legame tra terminal, operatori turistici, imprese locali e occupazione.
La mattinata: numeri, istituzioni e il rapporto Italian Cruise Watch
I lavori prendono il via alle 8.30 con welcome coffee e accrediti. Dopo gli interventi di benvenuto di Davide Gariglio, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, e di Matteo Savelli, seguono i saluti istituzionali. Alle 9.45 tocca a Roberto Petri, presidente di Assoporti, e a Donato Liguori, direttore generale per i porti, la logistica e l'intermodalità del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Alle 10 viene presentato Italian Cruise Watch 2026, il rapporto di ricerca che dal 2011 monitora l'industria crocieristica italiana: sarà Francesco di Cesare a illustrare la nuova edizione, contenente anche le elaborazioni sull'estate appena conclusa. Subito dopo, un'intervista al viceministro Edoardo Rixi intitolata "Il posto della crocieristica nel Paese di domani" sposta la discussione dal dato congiunturale alla collocazione del comparto nelle politiche infrastrutturali italiane: capacità delle banchine, mobilità terrestre, stazioni marittime, elettrificazione, rapporto con le città, gestione dei flussi e coordinamento tra investimenti pubblici e strategie private. Gariglio ha sottolineato come la crescita debba essere accompagnata da una visione capace di tenere insieme competitività, qualità dei servizi, sostenibilità e ricadute sulle comunità locali, ricordando che l'AdSP del Mar Tirreno Settentrionale comprende, oltre a Livorno, Piombino e gli scali dell'Arcipelago Toscano, realtà diverse che possono usare il turismo crocieristico come leva di sviluppo.
Compagnie, cantieri e transizione: il confronto tecnico
Alle 10.40 inizia la tavola rotonda "La crocieristica in Italia: stato dell'arte e prospettive future". Al tavolo siedono Roberto Alberti, senior vice president, chief corporate officer e CFO di Costa Crociere; Alessandro Carollo, associate vice president Government Relations di Royal Caribbean Group; Francesco Mariani, amministratore delegato di Trieste Terminal Passeggeri; Leonardo Massa, vice president Southern Europe di MSC Cruise Division; John Portelli, general manager di Roma Cruise Terminal; e Matteo Savelli. Uno dei confronti più attesi della giornata scatta alle 11.45 con "Cold-ironing e LNG, a che punto siamo?". Partecipano Fabrizio Cafagna, New Building and After Sales Vice President Sales di Fincantieri; Claudio Evangelisti, amministratore delegato di Gas and Heat; Francesco Galietti, National Director Italy di CLIA; Emanuele Gesù, LNG & new fuel projects di Banchero Costa Network; e Mattia Picco, Head of Structured Origination di AXPO Italia. Il cold ironing, che permette alle navi in sosta di collegarsi alla rete elettrica di terra invece di usare i motori di bordo, è il perno tecnologico della transizione energetica in porto. Chiude la mattinata, alle 12.45, l'intervista a Mario Zanetti, amministratore delegato di Costa Crociere, sul tema "Perché l'Italia può continuare a crescere nella geografia crocieristica mondiale": la competizione tra destinazioni e sistemi portuali passa dalla capacità di adeguare infrastrutture e servizi, attrarre investimenti e offrire esperienze a terra in grado di sostenere il valore della destinazione.
Investimenti e nuova geografia: il pomeriggio a Livorno
Dopo il networking lunch, i lavori riprendono alle 14.15 con "Investire nella crocieristica". La sessione vede Tomaso Cognolato, presidente di Assiterminal e amministratore delegato di Terminal Napoli, Davide Gariglio, Raffaele Latrofa, presidente dell'AdSP Mar Tirreno Centrosettentrionale, e Matteo Paroli, presidente dell'AdSP Mar Ligure Occidentale. Alle 15.15 tocca a "La ricchezza della geografia crocieristica italiana", dedicata alle alternative di scalo e alle opportunità offerte dai diversi territori. Intervengono Giuseppe Amoruso, presidente di Amalfi Coast Cruise Terminal, Port of Salerno; Domenico Bagalà, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna; Alessandra Cabella, Senior Business Development Manager Southern & Eastern Europe and Middle East di Oceania Cruises; e Francesco Rizzo, presidente dell'AdSP dello Stretto. Il panel intercetta uno dei cambiamenti più interessanti del mercato: l'Italia dispone di una rete molto ampia di porti crocieristici, con caratteristiche e dimensioni diverse, e accanto agli scali principali esistono numerosi porti che possono entrare negli itinerari come destinazioni alternative offrendo alle compagnie nuove possibilità di programmazione. La crescita registrata nel 2026 da realtà come Salerno e Ravenna rende questo tema particolarmente attuale. L'ultima tavola rotonda, alle 16.15, sarà dedicata agli agenti marittimi, definiti dal programma come l'anello chiave tra nave e territorio.
La giornata livornese si chiude senza sintesi ufficiali, lasciando aperti i dossier che contano: la capacità dei porti di reggere l'urto di 6.000 accosti annui, la corsa al cold ironing tra cantieri e fornitori energetici, la partita degli investimenti pubblici e privati sulle banchine, e soprattutto la domanda che attraversa ogni intervento: quanto di quei 15,4 milioni di passeggeri si trasforma in spesa locale, escursioni, servizi, occupazione e opportunità per le imprese dei territori toccati. La risposta non sta nei numeri di testa, ma nel lavoro quotidiano che lega un terminal alla sua città.
Spunto di cronaca: Quality Travel
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