Italo torna a Pavia: due treni al giorno dal 1° ottobre
Il collegamento diretto con Milano e Bologna riparte dopo mesi di assenza dai binari pavesi.
di Redazione Chiavi del Gusto · 24 settembre 2026 · 6 min di lettura

Binari lucidi per l'umidità, panchine vuote, il tabellone delle partenze che scorre solo regionali diretti a Milano Certosa. La stazione di Pavia, alle sei di un mattino qualsiasi, sembra un luogo in attesa di un appuntamento mancato. Non c'è traccia dell'Alta Velocità da quando Frecciarossa ha tagliato la fermata, lasciando la città e il suo territorio appesi al ritmo lento delle locomotive diesel. Il rumore di fondo è quello dei pendolari che salgono sul 10723, zaini pesanti, caffè tiepido in mano.
La notizia arriva dalle agenzie di stampa nelle ore pomeridiane: Italo ripristina il servizio. Dal 1° ottobre 2026 due collegamenti al giorno torneranno a fermare sotto le volte liberty dell'atrio principale. Non è un esperimento, dicono dall'azienda, ma una risposta a una domanda che i numeri delle biglietterie regionali registrano da mesi. Due treni, andata e ritorno, per ricucire uno strappo durato troppo.
Il percorso scelto è il classico Milano Centrale – Bologna Centrale, con fermata intermedia proprio a Pavia. Niente deviazioni su Rogoredo, niente cambi a Milano Porta Garibaldi. Il treno parte dal capoluogo lombardo alle 7:15, arriva in città alle 7:45 e riparte per l'Emilia alle 7:50. La corsa serale tocca Pavia alle 19:55 provenendo da Bologna, riparte per Milano alle 20:00 e chiude la giornata a Centrale alle 20:30. Tempi netti, competitivi sull'auto anche nei giorni di traffico intenso sulla A21.
Due corse, una sola direzione
Gli orari sono pensati per chi lavora o studia nel capoluogo lombardo e vive in Oltrepò, o per chi da Milano vuole raggiungere l'Appennino pavese senza guidare. La mattina il treno sale, la sera scende. Simmetria elementare che manca da quando l'ultimo Frecciarossa ha salutato il binario 3 nel dicembre 2023. Italo scommette su un bacino di oltre 150mila potenziali utenti tra città, provincia e colline. La frequenza resta bassa: due slot al giorno non bastano a coprire i picchi delle 8 e delle 18, ma è un segnale. Il materiale rotabile sarà EVO, configurazione standard, niente carrozze executive per ora.
Il vuoto lasciato da Ferrovie dello Stato si è sentito eccome. I regionali veloci impiegano 45 minuti per fare Milano-Pavia, ma fermano ovunque: Rogoredo, Locate, Certosa. Il viaggio si allunga, la puntualità oscilla. Gli autobus di linea lungo la Via Emilia sono l'alternativa reale, ma l'autostrada all'altezza di Melegnano si trasforma in un parcheggio a cielo aperto. Chi deve raggiungere Bologna per un volo o una coincidenza Alta Velocità ha dovuto imparare a calcolare margini di sicurezza da pendolare esperto: treno regionale fino a Rogoredo, metro, Frecciarossa. Un'ora e mezza nel migliore dei casi.
Il vuoto lasciato da Frecciarossa
Le associazioni dei consumatori avevano presentato un esposto all'Autorità di regolazione dei trasporti nel marzo scorso. La risposta istituzionale è arrivata a rate: prima la promessa di un tavolo tecnico, poi il silenzio estivo. Italo ha colto la finestra. L'azienda privata, controllata da Global Infrastructure Partners, non ha obblighi di servizio universale. Sceglie le tratte dove il load factor supera il 65 per cento. Pavia, con il suo polo universitario da 24mila iscritti e il distretto biomedicale in espansione, rientra nei parametri. La scommessa è sul traffico business: manager delle cantine, ricercatori del San Matteo, consulenti che scendono a Milano per mezza giornata.
C'è un pezzo di territorio che osserva con attenzione diversa. L'Oltrepò Pavese, quella striscia di colline tra Po e Appennino che produce Barbera, Bonarda, Pinot Nero e Riesling, dista mezz'ora d'auto dalla stazione. Senza treno veloce, l'enoturismo di fascia alta – quello che arriva da Milano con il portafoglio aperto e la voglia di non guidare – ha scelto altre destinazioni. Franciacorta, Langhe, persino l'Oltrepò mantovano. Ora, con il treno delle 7:15 che porta a Pavia prima delle 8, una cantina come Tenuta Mazzolino o La Versa diventa raggiungibile per un pranzo di lavoro e il ritorno in serata. Il turista scende, prende un taxi o una navetta prenotata, e nel raggio di venti chilometri ha un mondo.
Oltrepò a un'ora da Milano
Le amministrazioni locali si stanno muovendo in ritardo, come spesso accade. Il Comune di Pavia ha annunciato un potenziamento del parcheggio scambiatore di viale Golgi: cento posti in più, colonnine di ricarica, biglietteria integrata bus-treno. La Provincia parla di navette dedicate per Varzi, Salice Terme, Broni. Progetti su carta, per ora. Intanto i titolari degli agriturismi stanno aggiornando i siti web: "A 5 minuti dalla stazione Italo". La frase compare già nelle schede booking di tre strutture a Casteggio. È marketing, certo, ma indica la direzione del vento.
Sul fronte tariffe, Italo applica il suo modello dinamico. Prezzo base per Milano-Pavia intorno ai 12 euro in seconda classe, 19 in Prima. Bologna-Pavia parte da 18 euro. Chi prenota con trenta giorni di anticipo trova offerte a 9,90. Il regionale veloce costa 6,50 ma impiega quasi il doppio. La differenza la fa il tempo: 30 minuti netti contro 45-50. Per un pendolare quotidiano il conto mensile sale, ma c'è la detrazione fiscale sull'abbonamento. Gli studenti universitari hanno diritto allo sconto 50 per cento sulla tariffa base, non sulle promo. Va verificato sul sito se la fermata Pavia sarà inclusa nel pass "Italo Più" per i frequenti.
Biglietti e orari da verificare
Le vendite aprono il 15 settembre sull'app e sul sito. Attenzione: la linea tra Milano e Bologna è satura di cantieri notturni per il potenziamento a quattro binari. Tra Rogoredo e Piacenza i rallentamenti notturni possono far slittare l'arrivo a Pavia di 5-10 minuti. Italo garantisce la coincidenza con i regionali per Genova e Torino solo se il ritardo non supera i 15 minuti. La biglietteria fisica in stazione riaprirà a ottobre, per ora solo distributori automatici e app. Il personale di bordo sarà ridotto: capotreno e un hostess per treno, niente ristorazione a posto.
Noi siamo saliti su un regionale per fare il percorso inverso, da Pavia a Milano, giovedì scorso. Il treno era pieno già a Certosa. Studenti con il laptop aperto, infermiere in turno, un gruppo di ciclisti con bici pieghevoli diretti al Parco del Ticino. Nessuno parlava di Alta Velocità. Parlano di orari che non combaciano, di coincidenze perse per tre minuti, di biglietti integrati che non esistono. Il ritorno di Italo risolve un pezzo del puzzle, non il quadro intero. Manca ancora un collegamento diretto con Torino, tagliato nel 2022. Manca un treno che porti a Malpensa senza cambiare a Milano Centrale.
Il 1° ottobre cade di giovedì. Il primo treno delle 7:15 partirà quasi vuoto, forse. Poi la voce girerà. I pendolari calcoleranno la convenienza. Le cantine prepareranno i depliant. La stazione di Pavia, per due volte al giorno, tornerà a vibrare di una frequenza diversa. Resta da vedere se due slot basteranno a tenere vivo il rapporto tra il binario e il territorio, o se sarà solo un'assaggio che lascia più fame di prima.
Intanto, sui binari 2 e 3, i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana stanno sostituendo i giunti saldati. Il rumore della saldatrice copre l'annuncio dell'arrivo. È il suono più concreto di una promessa che cerca di diventare abitudine.
Spunto di cronaca: Quality Travel
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