Kiss Kiss Way 2026: il roadshow che trasforma le piazze in villaggi
Radio Kiss Kiss e Event's Way portano nelle città italiane un format itinerante tra musica, brand e territorio.
di Redazione Chiavi del Gusto · 7 settembre 2026 · 5 min di lettura

Alle 18:32 di un martedì qualunque la piazza cambia volto. Arriva un camion, poi un altro, poi cavi, gazebo, schermi. Tre giorni dopo migliaia di persone ballano sotto un palco a cielo aperto, con in mano un gadget fluorescente e una bibita che non esiste ancora al supermercato. La logistica diventa festa, tappa dopo tappa nel Kiss Kiss Way 2026, il roadshow estivo di Radio Kiss Kiss costruito e prodotto da Event's Way.
Il format lo avevamo incrociato due estati fa, in versione ridotta, durante una sola data a Napoli. Quest'anno no: il tour cresce, si ramifica, occupa le piazze di mezza Italia e punta a chi viaggia anche solo per un weekend. Per noi di Chiavi del Gusto non è un concerto. È un modo nuovo di raccontare un territorio, di portare le persone fuori casa, di trasformare una serata in un ricordo da postare.
Un villaggio, non un concerto
La differenza sta nella parola che Event's Way usa in planimetria: villaggio. Non palco con transenne, ma isole tematiche, punti food, aree gioco per bambini, lounge per chi vuole solo sedersi, selfie point cromatici per chi non resiste. Tre giorni di presidio fisico in una sola piazza: tempo lungo abbastanza da costruire abitudine, breve abbastanza da non diventare sagra di paese.
Il numero che ci ha colpito, leggendo le note operative diffuse dall'agenzia, è uno: dodici tappe principali, da giugno a settembre, più una manciata di appuntamenti satellite in località balneari. Una scelta precisa, che evita la logica del festival mordi e fuggi e riempie invece il calendario come fosse un piccolo tour enologico del divertimento.
Cosa ci si trova dentro
Tre le colonne del villaggio, tutte con la stessa ambizione: non essere passive. La musica è il cuore, con Radio Kiss Kiss che trasmette in diretta per due ore da ogni tappa e con artisti che passano dal vivo sul palco principale. Ma è solo il gancio. Intorno, decine di stand permettono di provare prodotti, assaggiare birre artigianali di micro-birrifici locali, farsi tatuare un ricordo all'henné o vincere un viaggio con un quiz a premi.
Poi c'è il cibo, e qui la cosa si fa interessante. Event's Way ha scelto di non replicare lo stesso sponsor gastronomico ovunque, ma di affiancare a un main partner nazionale una rete di food truck regionali. A Bari trovi il panino con il capocollo di Martina Franca, a Verona la birra del Borgo, a Catania l'arancina al ragù che fa ancora discutere gli anziani. Scelta furba, perché in un Paese che mangia diverso regione per regione, uniformare il menù sarebbe un delitto.
Il terzo pilastro, per chi segue queste dinamiche professionalmente, è il database. Ogni ingresso genera un contatto profilato, ogni gioco un lead, ogni foto condivisa una metrica. È la parte che non vediamo, nascosta nei container, ma che finanzia il resto: senza i brand che pagano per essere lì, il villaggio non avrebbe i giochi gonfiabili per i bambini, né la scenografia, né le hostess.
Le tappe che valgono il viaggio
Napoli apre, come sempre, e piazza del Plebiscito fa da cornice naturale a un evento che è anche dichiarazione di appartenenza. Roma arriva seconda, al Circo Massimo, con una location che da sola giustifica il biglietto del treno. Milano, Firenze, Bologna, Torino, Bari, Lecce, Cosenza, Catania, Verona, Genova: dodici città, dodici modi di intendere l'estate, dodici occasioni per trasformare una visita di un giorno in una piccola vacanza di tre.
Per chi viaggia davvero, il consiglio è guardare il calendario e incrociare la tappa con una visita del territorio. Kiss Kiss Way a Lecce vale un weekend nel Salento, quello di Verona un passaggio in Lessinia con tappa enologica, quello di Cosenza una deviazione verso la Sila. È lo stesso meccanismo che le buone sagre di paese conoscono da sempre, solo declinato in chiave contemporanea.
Cosa convince e cosa no
Convince la cura del dettaglio logistico, la pulizia del perimetro, il fatto che ogni area abbia una funzione e non sia lasciata al caso. Convince la scelta del cibo locale, che evita l'omologazione e regala al viaggiatore un assaggio vero del posto. Convince il tempo lungo di permanenza, che evita l'effetto fiera di cinque ore.
Meno convince, a essere onesti, la parte musicale: tre giorni per tre headliner diversi significa anche tre serate in cui il palcoscenico è la parte meno originale. C'è poi il tema dei partner commerciali. Ogni villaggio che si rispetti ha i suoi sponsor, ma quando lo stand del gestore telefonico occupa la posizione migliore e il prodotto tipico è relegato in fondo, il confine tra esperienza e pubblicità si fa sottile.
Resta un fatto. In un'estate italiana in cui i grandi festival sono concentrati in poche località costiere e i prezzi dei biglietti hanno superato i centocinquanta euro per due giorni, un format gratuito o quasi, diffuso sul territorio, aperto a tutti, con un intrattenimento dignitoso, è una buona notizia per chi viaggia con famiglia o con budget ridotto. Non sostituisce il festival rock, non vuole. Punta a un altro pubblico, a un altro modo di stare insieme, a un altro uso della piazza.
Come organizzarsi se si parte per una tappa
Noi prenotiamo l'alloggio con almeno due settimane di anticipo, perché le tappe nelle città turistiche saturano in fretta i B&B del centro. Per chi arriva in auto, occhio ai parcheggi: molte amministrazioni comunali hanno predisposto aree dedicate e navette gratuite, informazione da verificare sul sito del Comune ospitante. Per chi viaggia in treno, Kiss Kiss Way è quasi sempre a meno di venti minuti a piedi dalla stazione centrale, il che lo rende un'esperienza a basso impatto logistico.
Ultima nota pratica, ma non per importanza: portatevi una borsa termica piccola. Tra lo stand del main partner e i truck regionali si finisce sempre con qualche acquisto da portare a casa, e non c'è nulla di peggio che tornare in hotel con una bottiglia di birra artigianale che ha fatto l'autostrada al sole. Una borsa termica, venti centimetri cubi di ghiaccio secco, e la vacanza è salva.
Alla fine resta la domanda che ci facciamo ogni volta che vediamo un format del genere moltiplicarsi: è la volta buona in cui la piazza italiana smette di essere solo sfondo e torna protagonista? Il Kiss Kiss Way 2026, almeno sulla carta, sembra crederci davvero. Noi, per un weekend di fine luglio, siamo pronti a dargli torto o ragione di persona.
Spunto di cronaca: Quality Travel
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