Lago di Como: Lake Como Experiences gira il lusso su misura

La travel company affida al regista Matteo Kovaci la campagna video che racconta il Lario senza stereotipi.

di Marco De Luca · 4 settembre 2026 · 5 min di lettura

Scena all'alba sul Lago di Como: un pescatore rammenda le reti su un molo di pietra, con ville storiche sfocate nella foschia sullo sfondo.

Alle 6:55 del mattino del 4 settembre 2026 la redazione di Quality Travel ha pubblicato una notizia che sembra una normale operazione di comunicazione: una travel company lancia una serie di video. E invece no. Sotto c'è qualcosa di diverso. Lake Como Experiences presenta "Personally, Lake Como", campagna firmata da Matteo Kovaci, regista milanese classe 1984, già dietro la macchina da presa per brand come Santoni e Tod's. La prima puntata è online dal 3 settembre, girata tra Bellagio, la Tremezzina e la sponda orientale. Durata: undici minuti. Location principali: Villa del Balbianello, Lido di Bellagio, una cantina privata sopra Varenna.

La scelta del regista non è casuale. Kovaci lavora con un'estetica precisa: lunghe inquadrature fisse, pochissima musica, dialoghi reali. Niente voice over patinato, niente drone che sorvola il lago come fosse una cartolina. Il risultato, almeno nei primi due episodi che siamo riusciti a vedere, restituisce un Lario che di rado appare nei format turistici: silenzioso, un po' ostico, fatto di gesti quotidiani.

Cosa racconta davvero la prima puntata

Il primo episodio si apre su una barriera di sassi a Dervio. Un uomo di settant'anni, Giovanni, rammenda le reti da pesca mentre la moglie gli passa il caffè in un bicchiere di vetro. Parla in dialetto. Kovaci non aggiunge sottotitoli. Per tre minuti non succede niente, se non il rumore dell'acqua e quello di una canoa che passa. A quel punto arriva la voce del protagonista, che spiega come ha visto cambiare il lago negli ultimi quarant'anni: troppi motoscafi, troppa fretta, troppi soldi spesi male.

L'operazione è delicata. Da un lato Lake Como Experiences vende soggiorni da 1.800 a 12.000 euro a notte, con transfer in elicottero da Malpensa, chef privati, degustazioni in cantine storiche. Dall'altro, nei suoi video, mostra una comunità che quella ricchezza la guarda con un certo fastidio. È una contraddizione? Forse. Ma è una contraddizione onesta, quella di chi sa che il lusso, sul Lario, non può ignorare i residenti. Noi della redazione abbiamo apprezzato lo sguardo. Non è una trovata: è una dichiarazione d'intenti.

Il lusso, ma senza farsi notare

Il format di "Personally, Lake Como" prevede otto episodi totali, pubblicati a cadenza quindicinale fino a febbraio 2027. Ogni puntata segue un ospite diverso: un collezionista d'arte americano a Como, una coppia tedesca in luna di miele a Cernobbio, un ex manager giapponese in cerca di silenzio a Menaggio. La cifra spesa, raccontano i fondatori, oscilla tra i 6.000 e i 45.000 euro a persona per soggiorni di tre-sette notti. Sono numeri che farebbero saltare sulla sedia mezzo mondo, ma che nel segmento ultra-high-end sono routine.

Quello che convince di più è la scelta di non mostrare le ville dall'interno con ostentazione. Kovaci indugia sui dettagli: un corrimano di pietra consumato, il rumore di un cancello che si apre, il vapore di un piatto di risotto con il pesce di lago. Sono immagini che funzionano. Il rischio, semmai, è che la campagna resti un oggetto d'autore, fruito da pochi addetti ai lavori. Lake Como Experiences, fondata nel 2019 dall'imprenditore comasco Riccardo Brambilla, ha dichiarato un budget di produzione di 320.000 euro per l'intera serie. Una cifra alta per un'azienda con quindici dipendenti. La scommessa, evidentemente, è che il video diventi virale nel segmento giusto: quello dei viaggiatori disposti a pagare per sentirsi, appunto, "personally". Ci sembra un azzardo calcolato, non una scommessa cieca.

Chi è Matteo Kovaci, e perché è stato scelto

Matteo Kovaci non è un nome da passerella. Lavora da quindici anni nel campo della pubblicità d'autore, con uno stile che molti avvicinano a quello di Wim Wenders e, in parte, al documentarismo italiano anni Settanta. Ha diretto corti per la Fondazione Prada, spot per il Teatro alla Scala, un documentario sui pescatori di Cesenatico nel 2021 che gli è valso un Nastro d'Argento nella sezione cortometraggi. Quando Brambilla lo ha contattato, racconta Kovaci in una breve nota stampa, la richiesta era netta: "Niente foto da catalogo, niente sponsor mascherati. Il Lario è un luogo vero, non un set."

E qui sta il punto interessante. La campagna non è pensata per vendere ville o barche. È pensata per vendere un'idea: che sul Lario il lusso vero è quello che non si vede. Una cena in una casa di pescatori ristrutturata a Colico costa 280 euro a persona, vino compreso. Una lezione di vela al tramonto con skipper privato, partendo da Domaso, si aggira sui 450 euro per due ore. Sono prezzi alti, certo. Ma non sono cifre da jet set. È una fascia che Lake Como Experiences ha capito essere più ampia di quanto sembri: professionisti under 50 con disponibilità tra i 15.000 e i 50.000 euro l'anno da destinare a viaggi. Target in crescita, stando ai dati di GlobalData 2025 sul luxury travel europeo.

Cosa cambia, adesso, per il Lago di Como

La campagna arriva in un momento delicato. L'estate 2026 ha registrato un calo del 7,8% delle presenze straniere sul Lario rispetto al 2024, secondo i dati della Camera di Commercio di Como. Le cause sono note: meteo instabile, guerre in Medioriente che hanno tagliato fuori una fetta di clientela mediorientale, effetto saturazione. Lake Como Experiences risponde investendo in contenuti, non in promozioni tradizionali. Una scelta controcorrente, che potrebbe pagare o rivelarsi un buco nell'acqua.

Ai visitatori italiani, la serie potrebbe sembrare lontana. Non lo è. Anzi. Tra gli episodi in uscita a novembre ce n'è uno girato interamente a Brunate, sul sentiero per il Faro Voltiano, con protagonista una guida alpina di 34 anni che racconta la geologia del lago. È un pezzo che, secondo noi, vale anche per chi vive in Lombardia e non ha mai considerato il Lario come destinazione weekend. Il punto, in fondo, è proprio questo: spostare lo sguardo. Dal lago visto a quello vissuto. Dal catalogo alla persona. Resta da capire se il format reggerà oltre le prime due puntate, e se la curiosità dei viaggiatori digitali si trasformerà in prenotazioni vere. Per ora, la scommessa di Brambilla e Kovaci ci sembra la mossa più originale dell'anno nel turismo italiano di fascia alta. Non è poco.

Spunto di cronaca: Quality Travel

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