Leone 1857 apre La Fabbrica della Felicità a Collegno: 40 milioni investiti

Il nuovo polo esperienziale affianca lo stabilimento storico e racconta 170 anni di dolciaria italiana.

di Redazione Chiavi del Gusto · 27 settembre 2026 · 3 min di lettura

Atrio de La Fabbrica della Felicità con la storica latta gialla Leone al centro, architettura industriale moderna, Collegno.

Collegno, alle porte di Torino. La storica latta gialla campeggia al centro dell'atrio, icona immediata di un marchio che ha attraversato centosettant'anni. Quaranta milioni di euro: questa la cifra messa sul tavolo per erigere La Fabbrica della Felicità, il nuovo polo esperienziale sorto a ridosso dello stabilimento produttivo attivo. Non un semplice museo, ma un luogo dove la visita si intreccia con il lavoro vero, tra il profumo del cioccolato e lo scorrere delle caramelle sui nastri.

Architettura a anello e sette mila metri quadrati

La firma è dello studio milanese Piuarch. Settemila metri quadrati sviluppati su due piani, organizzati attorno a una struttura ad anello che guida il flusso senza imporre una linea retta. Si entra nell'atrio ampio, dove la caffetteria e il flagship store fiancheggiano il simbolo della latta. Da lì il percorso sale e scende, alternando ambienti immersivi a installazioni interattive che rispondono al passaggio, fino ad affacci vetrati che danno direttamente sulle linee produttive: lo sguardo cade sui macchinari in movimento, sulla materia che prende forma.

Laboratori, eventi e la scommessa sull'esperienza

L'offerta non si esaurisce nella passeggiata. Un calendario di laboratori invita i visitatori a sporcarsi le mani, a capire la tecnica dietro il prodotto. Spazi modulari sono pronti ad accogliere convention aziendali o iniziative private, trasformando la fabbrica in una location viva anche oltre l'orario turistico. L'obiettivo dichiarato è far convivere narrazione e fatturato, storia e mercato.

Il sogno dei proprietari e i numeri del bilancio

«Custodire, tramandare, condividere una bella storia Italiana». La frase porta la voce di Michela Petronio, presidente, e dell'imprenditore Luca Barilla, alla guida del marchio dal 2018. L'acquisizione di sei anni fa portava con sé questo progetto: un sogno che ora ha indirizzo, metri quadrati, impianti. L'ultimo bilancio disponibile, chiuso al 2024, registra tredici milioni di euro di fatturato e un ebitda negativo per quattro milioni e quattrocentomila euro. L'investimento da quaranta milioni pesa sui conti, la scommessa è che l'esperienza generi valore nel medio periodo.

La notizia circola da qualche giorni. Il traffico verso Collegno inizia a salire, tra curiosi e addetti ai lavori che vogliono toccare con mano il risultato. La latta gialla brilla sotto i faretti nuovi, immobile al centro della scena. Resta da vedere se il pubblico risponderà come sperano i due proprietari.

Un polo che guarda alla produzione

La scelta di costruire accanto allo stabilimento esistente non è casuale. Il percorso a anello è pensato per mostrare il fare, non solo il fatto. Chi cammina tra le sale immersive può affacciarsi e vedere la linea che non si ferma. È un modo per dire che la tradizione non è un reperto da vetrina ma un processo continuo. Piuarch ha disegnato i varchi visivi come parti integranti dell'allestimento, non come concessioni.

Spunto di cronaca: Pambianco Wine

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