Luxury Hospitality Conference 2026: il lusso vale 8,7 miliardi

A Milano 900 partecipanti e 1.163 iscritti per la sesta edizione firmata Teamwork Hospitality.

di Alessandro Ratti · 30 ottobre 2026 · 4 min di lettura

Lobby di un hotel di lusso a Milano con pavimenti in marmo, dettagli in ottone e luce calda al tramonto.

Il conto, alla fine, è di novecento partecipanti. La sesta edizione della Luxury Hospitality Conference si è chiusa la scorsa settimana a Milano, al Meliá Milano, dove il 23 ottobre si sono ritrovati 1.163 iscritti per la giornata organizzata da Teamwork Hospitality e dedicata all'ospitalità di alta gamma.

Sul palco si sono alternati 90 speaker internazionali, con 60 aziende partner e 15 media partner al seguito. Il programma ha messo al centro il futuro del lusso alberghiero: crescita del mercato, investimenti, trasformazione della guest experience, intelligenza artificiale, formazione, design e sostenibilità.

«Siamo orgogliosi dello straordinario successo di questa sesta edizione della Luxury Hospitality Conference a Milano. È stato un privilegio accogliere sul palco figure di riferimento internazionale come Horst Schulze, Shannon Knapp, Laurent Gardinier e i tanti protagonisti che guidano l'evoluzione del nostro settore», ha dichiarato Mauro Santinato, presidente di Teamwork Hospitality. «Con oltre 1.100 iscritti alla conferenza, l'obiettivo rimane offrire una piattaforma concreta alle tante voci dell'ospitalità di lusso, anticipando trend e dati di mercato, ma soprattutto garantendo uno spazio di confronto, alta formazione e networking».

Sessanta minuti con Horst Schulze

Uno dei momenti centrali è stato il keynote di Horst Schulze, Founding Member di The Ritz-Carlton Hotel Company e Founder di Capella Hotel Group. Circa sessanta minuti in cui ha ripercorso i principi alla base della sua visione dell'ospitalità, soffermandosi sul rapporto tra cultura aziendale, organizzazione dei processi e qualità del servizio. Per Schulze l'eccellenza dipende dalla formazione dei collaboratori, dalla responsabilizzazione dei team e dalla capacità di rendere ogni interazione con l'ospite parte coerente dell'esperienza.

Il lusso vale 8,7 miliardi di euro

A dare una dimensione economica alla crescita ci ha pensato THRENDS, che durante la conferenza ha presentato le nuove stime sul mercato italiano. Nel 2025 gli hotel a cinque stelle avrebbero generato un fatturato di circa 8,7 miliardi di euro, in aumento rispetto agli 8 miliardi del 2024 e pari a circa il 28% dell'intero fatturato alberghiero nazionale, stimato in 31,4 miliardi. Cresce anche la redditività: il margine Ebitda medio del segmento luxury è passato dal 17% del 2024 al 19% nel 2025.

L'offerta, intanto, si allarga. Ai 745 hotel a cinque stelle censiti nel 2025 dovrebbero aggiungersi 39 nuove aperture nel corso del 2026. Un'espansione che rafforza il peso dell'Italia, indicata da THRENDS come il terzo mercato mondiale dell'hotellerie di lusso.

Intelligenza artificiale, brand e nuove competenze

La tecnologia è stata uno degli altri temi portanti. Il panel «The Future Guest Journey in the Age of AI» si è concentrato sull'evoluzione del viaggio dell'ospite, dove strumenti digitali e sistemi di intelligenza artificiale entrano in un numero crescente di fasi: dalla ricerca e prenotazione fino alla personalizzazione del soggiorno e alla comunicazione successiva all'esperienza. Diversi interventi hanno analizzato il ruolo dell'IA nella relazione con il cliente, nel marketing e nella costruzione dell'identità dei brand.

Accanto alla tecnologia, però, la conferenza ha mantenuto forte l'attenzione sulla componente umana: il valore dell'ascolto, della relazione personale, la capacità di costruire un servizio riconoscibile. Elementi che continuano a pesare nel posizionamento luxury.

Sul fronte delle strategie, il panel «The new luxury mandate: growth, value and credibility in a changing market» ha riunito rappresentanti di Altagamma, Bulgari | LVMH, Ginori 1735 e Il Borro, affrontando il rapporto tra sviluppo del business, valore del brand e credibilità. Il tema degli investimenti è stato approfondito in «Building the future with key insights from leading investors in Italian luxury hospitality», dedicato alle prospettive dell'hospitality di alta gamma in Italia, ai nuovi modelli di investimento e alle strategie che accompagnano l'espansione del settore.

Spazio anche alla formazione, con EHL Group, Glion Hospitality & Luxury Business Education, Istituto Marangoni e ALMA chiamate a confrontarsi sulle competenze richieste da un mercato in cui cambiano rapidamente modelli di business, tecnologie e aspettative dei clienti. Il rapporto tra leadership, cultura aziendale e capacità manageriale è emerso come uno dei nodi principali per accompagnare la crescita del settore e sostenere la qualità del servizio.

Il programma ha affrontato anche il rapporto tra ospitalità, architettura e design, con interventi dedicati al ruolo degli spazi nella costruzione dell'identità di hotel e resort. La sostenibilità è stata analizzata soprattutto nella sua dimensione operativa: come integrare criteri ambientali e responsabilità nei processi di sviluppo delle strutture e nella progettazione dell'esperienza. Architetti, designer e professionisti del settore hanno collegato progettazione, sostenibilità e posizionamento, in un mercato in cui l'identità delle strutture è sempre più legata al rapporto con il territorio e con la destinazione.

La Luxury Hospitality Conference tornerà a Milano il 20 ottobre 2027, per la settima edizione.

Spunto di cronaca: Quality Travel

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