Maldive, tassa turistica al 17%: ASTOI chiede di rivedere le regole
Dal 1° ottobre 2026 la Tourism Goods and Services Tax colpisce anche i tour operator esteri che vendono l'arcipelago: l'associazione scrive a Malé.
di Alessandro Ratti · 3 ottobre 2026 · 4 min di lettura

Dal 1° ottobre 2026 la Tourism Goods and Services Tax maldiviana, aliquota 17%, non riguarda più solo chi opera sul territorio dell'arcipelago. L'estensione arriva con l'Ottavo Emendamento alla normativa sulla Goods and Services Tax e coinvolge anche i tour operator e gli altri operatori turistici esteri che vendono prodotti inbound verso la destinazione, compresi i servizi di intermediazione e prenotazione. Vale anche se alle Maldive non c'è una sede operativa stabile. Per le imprese non residenti significa obblighi fiscali e amministrativi nuovi. Su questo ASTOI Confindustria Viaggi ha chiesto un intervento alle autorità maldiviane.
La questione tocca da vicino il mercato italiano. Le Maldive contano per il turismo organizzato nazionale: secondo i dati citati dall'associazione, l'Italia è il terzo mercato della destinazione, con circa 153 mila passeggeri all'anno. Buona parte di questi viaggi passa da tour operator e agenzie di viaggio.
Le lettere del 7 e del 25 settembre
ASTOI si è mossa prima dell'entrata in vigore. Il 7 settembre ha scritto al Presidente della Repubblica delle Maldive Mohamed Muizzu e al Ministro del Turismo e dell'Aviazione Civile Mohamed Ameen. Il 25 settembre è tornata sul tema con una nuova comunicazione alle autorità e al MIRA, la Maldives Inland Revenue Authority, l'ente che amministra e riscuote le imposte nel Paese. Nelle lettere l'associazione elenca le difficoltà che, secondo lei, derivano dal nuovo regime, e chiede di intervenire sulle modalità di applicazione della tassa.
Il nodo della registrazione e dell'imponibile
Il primo nodo è il quadro operativo. La disciplina prevede per le imprese non residenti obblighi di registrazione, rendicontazione, fatturazione e pagamento della GST. Secondo ASTOI alcuni elementi che servono alle imprese internazionali per adempiere correttamente non sono ancora definiti abbastanza. Per un tour operator internazionale vuol dire integrare nei sistemi gestionali procedure specifiche: individuare le transazioni interessate, ricostruirne le componenti, capire come vanno trattate fiscalmente e conservare la documentazione per eventuali controlli.
Poi c'è la natura dei pacchetti turistici. Un viaggio alle Maldive può mettere insieme servizi acquistati in Paesi diversi: voli internazionali, assicurazioni, trasferimenti, servizi accessori, oltre al soggiorno nella destinazione. La guida del MIRA prevede che le componenti non riconducibili al prodotto turistico inbound restino fuori dal trattamento TGST. Individuarle e documentarle una per una, però, richiede procedure complesse, tanto più che le categorie usate dai sistemi gestionali dei tour operator non coincidono per forza con quelle della normativa maldiviana. Servono altre attività di classificazione e allocazione dei ricavi.
Terzo nodo, la filiera. Nella distribuzione di un soggiorno alle Maldive possono entrare in gioco resort, tour operator, grossisti, bed bank, agenzie di viaggio, OTA, DMC e altri soggetti: la stessa transazione passa per diversi livelli prima di arrivare al cliente finale. ASTOI chiede di chiarire come applicare la TGST quando nella stessa operazione intervengono più soggetti, e segnala il rischio di interpretazioni diverse e di una doppia imposizione lungo la catena.
Pacchetti già venduti e prenotazioni in corso
C'è anche il tema della tempistica, sollevato dai tour operator italiani. La TGST è entrata in vigore il 1° ottobre 2026, ma le imprese avevano già negoziato contratti, definito prezzi, comprato disponibilità e messo in vendita pacchetti per la stagione successiva con il quadro normativo precedente. Secondo le indicazioni del MIRA, una transazione conclusa prima del 1° ottobre può comunque essere assoggettata alla GST se il momento della fornitura cade dal 1° ottobre in avanti. Per ASTOI sarebbe stato più semplice applicare le nuove regole alle operazioni concluse dopo l'entrata in vigore, senza toccare prodotti già programmati e venduti.
Il 17% e i margini degli operatori
L'associazione guarda anche alle conseguenze economiche. Più costi e più adempimenti, insieme all'incertezza su come applicare la tassa, potrebbero pesare sulla programmazione dei prodotti, sulle attività promozionali e sulle decisioni di investimento dei tour operator. ASTOI contesta anche il fatto che ricavi generati e fatturati all'estero possano essere tassati pure alle Maldive. E sostiene che il 17% pesi molto rispetto ai margini che i tour operator conseguono di norma.
Da qui una conseguenza concreta: secondo l'associazione, la maggior parte degli operatori associati non si è iscritta al registro GST, come forma di dissenso verso la nuova disciplina.
La richiesta alle autorità maldiviane è doppia: valutare l'abrogazione delle disposizioni che estendono il regime GST ai non residenti, oppure rivedere modalità e tempi di applicazione. Per ASTOI la combinazione tra disposizioni attuative ancora incomplete e difficoltà nel determinare l'imponibile rende molto complicato, per gli operatori esteri, rispettare gli obblighi. L'associazione ha quindi comunicato che, così stanno le cose, i tour operator interessati potrebbero non riuscire a completare l'iscrizione al registro GST del MIRA. L'auspicio ora è un confronto con le istituzioni maldiviane per arrivare a un quadro applicativo più chiaro, e permettere agli operatori italiani di continuare a programmare e vendere la destinazione con più certezza sulle regole.
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