Marco Sacco lascia Piano 35: a Torino cambia la vetta

Lo chef lascia la guida del ristorante più alto di Torino e guarda al Piccolo Lago, sul lago di Mergozzo.

di Giulia Ferrero · 27 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Sala vuota di un ristorante panoramico all'ultimo piano di un grattacielo di vetro al tramonto, con tavoli apparecchiati e la città che si riflette nelle vetrate

Sette anni. Tanti ne ha passati Marco Sacco in cima al grattacielo di Intesa Sanpaolo, a guidare Piano 35, il ristorante più alto di Torino. Adesso lascia la guida e dice dove vuole tornare: al «luogo da cui tutto è partito», il suo lago.

Piano 35 è una delle non molte stelle rimaste sotto la Mole, e l'annuncio arriva in queste ore. Sacco non parla di chiusura: parla di spostare il baricentro. Dal tetto del grattacielo alle rive del lago di Mergozzo, dove si trova il Piccolo Lago.

Dal tetto di Torino al lago di Mergozzo

Il Piccolo Lago è il ristorante che nel 2025 è passato di colpo da due stelle Michelin a nessuna, forse dopo la vicenda giudiziaria che ha coinvolto lo chef. Le stelle non sono più tornate, nemmeno dopo che Marco Sacco è risultato inattaccabile nelle procedure igienico sanitarie della sua cucina, e dunque estraneo alla contaminazione che aveva colpito alcuni suoi clienti. A quel progetto, il più grande, sembra voler dedicare adesso le sue energie.

«Quando guardiamo a questi anni», racconta lo chef, «pensiamo soprattutto alle relazioni che si sono create. Piano35 ci ha dato tanto e siamo profondamente grati a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto e lo hanno fatto crescere insieme a noi. È stato un percorso intenso, stimolante e ricco di soddisfazioni».

I ringraziamenti e i clienti attesi sul lago

Poi i ringraziamenti di rito. «A Torino lasciamo una parte importante della nostra storia», dice Sacco, che ringrazia Intesa Sanpaolo per la fiducia accordata in questi anni, per essere stato partner inestimabile, sempre pronto a sostenere un progetto tanto ambizioso, per aver gioito al suo fianco dei successi costruiti insieme.

Un grazie speciale va anche a chi ha lavorato al suo fianco: dietro ogni servizio, ogni piatto e ogni successo ci sono professionisti che hanno messo passione, competenza e dedizione. Senza di loro, dice lo chef, tutto questo non sarebbe stato possibile.

E poi ci sono i clienti, che Sacco aspetta sulle rive dei «suoi» laghi, tra Mergozzo e l'Isola dei Pescatori, per condividere nuovi momenti, nuove emozioni e quello che, sostiene, sa fare meglio: accogliere.

Intesa Sanpaolo: al lavoro per la nuova gestione

La banca commenta l'annuncio ringraziando lo chef e il gruppo per il percorso condiviso alla guida del ristorante e del lounge bar e per i risultati di prestigio raggiunti nei sette anni di permanenza.

L'esperienza di Piano35, si legge nella nota, è culminata con la Stella Michelin nel 2020 e ha contribuito ad aprire il grattacielo di corso Inghilterra alla città. Nella ristorazione torinese si è affermata come una realtà di riferimento, con professionalità e attenzione alle eccellenze del territorio.

Intesa Sanpaolo sta cercando la nuova gestione, per riaprire appena possibile e dare continuità alla valorizzazione del grattacielo disegnato da Renzo Piano: campione di sostenibilità, sede di cultura, luogo di lavoro per duemila persone della banca.

Intanto la gestione del Gruppo Sacco a Piano35 va avanti fino al 3 gennaio 2027. Cosa succederà dopo, lassù, al ristorante più alto di Torino, ancora non si sa.

Spunto di cronaca: Dissapore

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