Meliá Collection, a Milano apre Residenza del Cardinale

Nel distretto delle 5 Vie, il gruppo spagnolo porta il suo marchio luxury in un palazzo del XIII secolo: 28 camere e un ristorante affidato a Carlo Zarri.

di Redazione Chiavi del Gusto · 5 ottobre 2026 · 3 min di lettura

L'ingresso di Residenza del Cardinale, boutique hotel di The Meliá Collection in un palazzo del XIII secolo nel distretto delle 5 Vie a Milano

Un palazzo del XIII secolo, a pochi passi dalla Pinacoteca Ambrosiana. Nel distretto delle 5 Vie, uno dei nuclei più antichi di Milano, ha aperto Residenza del Cardinale. È un boutique hotel di 28 camere e suite, e segna il debutto di The Meliá Collection in città.

L'inaugurazione è a settembre. Per il marchio di Meliá Hotels International è un doppio esordio: entra a Milano e per la prima volta va nel segmento delle residenze private per vacanza. In Italia la struttura si affianca alla Tenuta di Artimino, in Toscana, e allarga la presenza del gruppo nel luxury italiano.

Un format intimo, alternativo ai grandi hotel

Il format punta su dimensioni contenute, privacy e servizi alberghieri di fascia alta. Vuole essere un'alternativa ai grandi alberghi del centro. Nelle intenzioni del gruppo, la formula unisce la privacy di un soggiorno in una casa privata con servizi e standard dell'ospitalità luxury.

«Questa nuova apertura sotto l'egida The Meliá Collection ci permette di completare l'offerta luxury del Gruppo in una destinazione chiave come Milano», dice Gabriel Escarrer Jaume, presidente e ceo di Meliá Hotels International. Poi aggiunge: «Siamo certi che i nostri ospiti internazionali apprezzeranno la possibilità di vivere il capoluogo meneghino da una posizione privilegiata e in una dimensione più intima rispetto ai grandi hotel del centro».

A Milano il gruppo è già presente con Meliá Milano, ME Milan Il Duca, INNSiDE Milano Torre Galfa e Palazzo Cordusio Gran Meliá.

Il recupero firmato Studio Simonetti e Progetto CMR

Il palazzo, del XIII secolo, è passato da residenza privata a struttura per l'ospitalità internazionale. Il recupero è firmato da Studio Simonetti e Progetto CMR: conservazione degli elementi storici, nuova distribuzione degli spazi, adeguamento ai servizi dell'ospitalità contemporanea e interventi per migliorare l'efficienza energetica.

«L'intervento nasce nel rispetto dell'anima di un palazzo storico, dove gli interni frammentati in appartamenti hanno ritrovato una nuova unità narrativa», spiega Massimo Simonetti, fondatore e ceo dello Studio Simonetti. Il progetto è intervenuto sulla redistribuzione degli ambienti, sulle finiture, sugli elementi architettonici e sulla scelta degli arredi, per conservare «l'intimità di una casa».

Sulla rigenerazione, Massimo Roj, founding partner e ceo di Progetto CMR, insiste sul rapporto tra tutela e nuova funzione: «Abbiamo restituito nuova vita a un luogo di grande valore, rispettandone il carattere e reinterpretandolo attraverso un linguaggio contemporaneo, attento al benessere delle persone, all'efficienza e alla qualità dell'esperienza».

Gli interni uniscono riferimenti all'architettura storica milanese a elementi e arredi contemporanei. Il concept si ispira al cardinale Federico Borromeo, fondatore della Pinacoteca Ambrosiana nel 1618. La vicinanza all'istituzione culturale entra nel posizionamento della struttura, che punta sul patrimonio artistico della zona e sull'idea di usare l'hotel come punto di partenza per scoprire il centro storico. In Pinacoteca ci sono, tra le altre opere, il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci e lavori di Caravaggio, Raffaello, Botticelli e Tiziano.

Per Beppe Fumagalli, imprenditore e proprietario di Residenza del Cardinale, il legame con la città resta centrale nel progetto: «A pochi passi sorgeva in antichità il Foro Romano, da cui la vecchia Milano e le sue viuzze si sono sviluppate fino ad arrivare alla Piazza Duomo. Abbiamo ridato vita alla Residenza con un tocco classico, preservando il sapore della vecchia Milano».

Nocciola Restaurant&Bar, 70 posti tra interni e corte

Dentro la struttura c'è anche Nocciola Restaurant&Bar, ristorante supervisionato dallo chef piemontese Carlo Zarri. Quaranta coperti interni e altri trenta posti nel dehors ricavato nella corte storica, dove è stato fatto un progetto di landscape design. La cucina guarda soprattutto al Piemonte e ai suoi prodotti più rappresentativi: dal tartufo alla carne di Fassona fino al Barolo. In carta ci sono anche piatti tradizionali come vitello tonnato e bagna càuda, reinterpretati dallo chef. Il ristorante cambia impostazione durante la giornata: a pranzo guarda anche alla clientela business, la sera vira verso il fine dining. Nel bar sono esposte opere del fotografo tedesco Karl Blossfeldt, conosciuto per le immagini ravvicinate di piante, foglie e fiori, usate per creare un dialogo tra le geometrie naturali e quelle dell'edificio.

Spunto di cronaca: Quality Travel

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