MSC Crociere e l'America's Cup a Napoli nel 2027

Una partnership di grande rilievo per il tourism italiano.

di Alessandro Ratti · 24 settembre 2026 · 5 min di lettura

MSC Crociere e l'America's Cup a Napoli nel 2027

Alle 9 del mattino, mentre il porto di Genova era ancora avvolto dalla nebbia leggera, ho visto il primo galeone di MSC varcare le acque in direzione sud. Non era un normale giorno di partenza. Era il 24 settembre 2026, e dietro la poppa, appesa al parapeto, sventolava una tenda con la scritta America’s Cup. Un dettaglio, sì, ma uno che diceva già molto. Dietro quella stessa tenda, forse, i milioni di spettatori che seguiranno la regata del 2027. E dei investimenti che stanno cambiando il modo in cui navighiamo verso il futuro.

Il comunicato stampa lo ha ufficializzato ieri: MSC Crociere è ora Global Cruises Partner della 38ª Louis Vuitton America’s Cup, l’evento nautico più prestigioso al mondo, che nel 2027 arriverà a Napoli. È una notizia che non ha sorpreso chi, come noi, segue da anni l’evoluzione di questa grappoliata di imprese crocieristiche. Ma non è neppure una novità banale. È un passo concreto, e dice molto delle ambizioni di MSC nel settore dei viaggi esperienziali.

Perché Napoli, perché 2027

Napoli non è un nome a caso. È una scelta strategica, e non solo per la sua posizione geografica. La città ha sempre avuto una relazione profonda con il mare, e l’America’s Cup non poteva scegliere un luogo più simbolico. Nel 2027, i team di tutto il mondo garecheraanno in acque partenopei, con la sagoma dell’Vesuvio come sfondo. Un’immagine che non è solo bella, ma carica di significato storico. E MSC, con le sue crociere, sarà lì per trasportare non solo passeggeri, ma sogni.

La scelta di 2027 è interessante. Non è un anno qualunque. È un anno in cui il turismo nautico sta riscattando terreno, e MSC ha già annunciato piani per nuovi itinerari dedicati agli appassionati di vela. Si paruta di investimenti per oltre 500 milioni di euro, tra navili nuovi e rinnovati. Ma non tutto è rose e fiori. Alcuni critici dicono che questa partnership possa sembrare troppo distante dal pubblico. Noi non siamo d’accordo, ma capiamo le resistenze.

Così, mentre i tecnici di MSC perfezionavano i dettagli dell’intesa, abbiamo chiesto a alcuni passeggeri di bordo del primo navego che abbiamo intervistato cosa pensassero di questa notizia. Una coppia di anziani inglesi, seduti al pianoforte panoramico, hanno ridacchiato: ‘Siamo qui per la crociera, non per la vela. Ma se c’èuno spettacolo in più, perché no?’. Un risposto semplice, eppure rivelatore della delicatezza con cui MSC cerca di bilanciare intrattenimento e autenticità.

Il valore di una partnership

Parlare di valore qui sarebbe riduttivo. Si tratta di immagine, sì, ma anche di audience. L’America’s Cup attira milioni di spettatori in tv e online, e MSC avrà la possibilità di portare il proprio brand davanti a un pubblico globale. Ma non è solo marketing. È una strategia. MSC vuole posizionare le sue crociere non solo come vacanza, ma come esperienza sportiva e culturale. E i primi risultati sono già visibili.

Nel 2025, MSC ha lanciato il programma ‘Vela & Crociere’, che ha già coinvolto oltre 12.000 passeggeri in attività nautiche. Ora, con l’America’s Cup, punta a raddoppiare quei numeri. Ma attenzione: non tutti i partner hanno lo stesso entusiasmo. Alcuni concorrenti hanno già commentato che questa alleanza potrebbe creare uno squilibrio competitivo. Noi non siamo qui per giudicare, ma per osservare.

A bordo della nave che abbiamo ispezionato, il capo della comunicazione di MSC, Marco Ferrara, ci ha confessato una cosa inaspettata: ‘Non vogliamo solo sponsorizzare. Vogliamo partecipare. Vogliamo che i nostri passeggeri si sentano protagonisti, non spettatori’. Una dichiarazione forte, eppure ambiziosa. E forse, è questo il cuore della strategia: trasformare il pubblico in attori.

Crociere e sport: un connubio naturale?

La domanda non è mai semplice. Chi navetta tra i porti sa che il turismo e lo sport spesso camminano insieme. Ma non sempre si incontrano bene. La crisi pandemica ha messo a dura prova questa intuizione: molti passeggeri hanno abbandonato le crociere per cercare esperienze più personalizzate. Eppure, negli ultimi anni, il numero di crociere tematiche è cresciuto del 40%. Tra queste, le esperienze legate alla vela sono tra le più richieste.

Abbiamo parlato con un timone veteranus, l’approfallatore di un maxi yacht ormai ritirato, che ha visto passare l’America’s Cup da spettatore per quarant’anni. ‘Oggi i ragazzi hanno leoni per bruciare’, ci ha detto, riferendosi ai giovani atleti. ‘Ma i vecchi savoir-faire non si perdono. E se MSC sa unire questi due mondi, sarà un successo’. Una convinzione non banale, e non del tutto condivisa da tutti.

I numeri lo confermano: nel 2026, il 25% dei passeggeri su crociere ha partecipato a un evento sportivo durante il viaggio. Tra tutti, la vela è il quarto sport per numero di partecipanti. E MSC, col suo ingresso nell’America’s Cup, vuole spingere questa percentuale al 40%. Ma non tutti i commentatori ne sono convinti. Alcuni dicono che il rischio sia perdere l’anima delle crociere. Noi, invece, lo consideriamo un tentativo coraggioso.

Mentre scendevamo dalla nave, un giovane passeggero ci ha chiesto: ‘Ma alla fine, questa America’s Cup sarà vista da chi non naviga mai?’. Una domanda semplice, eppure profonda. Non abbiamo risposto subito. Ma forse, è proprio lì che sta la sfida: far sì che i non-navigatori si sentano parte di un mare più grande.

Napoli, il mare, e l’attesa del 2027

Napoli aspetta. E non è solo una questione di annunci. È una domanda silenziosa, fatta di onori, tradizioni e promesse. La città ha già iniziato a preparare infrastrutture per accogliere i team e gli spettatori dell’America’s Cup. Ma non è solo logistica. È cultura. Per anni, il mare è stato un confine per Napoli. Ora, potrebbe diventare un ponte. E MSC, con le sue crociere, potrebbe essere uno di quelli che lo costruiscono.

Mentre il sole calava su Genova, abbiamo visto un’altra nave partire. Dietro, una figura sembrava guardare lontano, verso sud. Forse, verso Napoli. O forse, solo verso il mare. Ma non importa. L’importante è che il mare, ormai da tempo, non è più solo un luogo. È un destino. E MSC, con l’America’s Cup, sembra aver capito che la vera rotta non si trova su una mappa. Ma dentro di noi.

E allora, aspettiamo. Aspettiamo il 2027, aspettiamo le prime onde di questa regata. Ma soprattutto, aspettiamo di capire se il mare potrà davvero unire chi lo naviga e chi lo sogna.

Spunto di cronaca: Quality Travel

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