Overtourism, Guerri: «Prima l'offerta, poi la domanda»

La capo di gabinetto del Ministero del Turismo è al Global Summit del WTTC a Malta. Fa il bilancio dell'edizione romana e spiega la strategia italiana.

di Marco De Luca · 15 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Borgo italiano arroccato visto dal mare al tramonto, con luci accese nelle case e un traghetto in navigazione in primo piano

Malta. Il Global Summit del World Travel & Tourism Council è in corso sull'isola. Per Erika Guerri, capo di gabinetto del Ministero del Turismo, è il momento di guardare indietro di un anno. «Venendo oggi a Malta, l'edizione di Roma la guardiamo con tantissima nostalgia», racconta.

La nostalgia ha un motivo. L'edizione romana del summit è ancora ricordata dai vertici del WTTC: dai CEO al chairman, tutti le dicono che l'Italia ha alzato lo standard e che quell'appuntamento è stato indimenticabile. Ma il bilancio non si ferma al riconoscimento. Per Guerri, il summit del 2025 ha rafforzato il rapporto tra il nostro Paese e l'organizzazione e ha aumentato il peso italiano al suo interno.

«Tra i componenti del board sono aumentati gli italiani presenti e questo è un altro motivo di orgoglio», sottolinea. Tra i risultati più concreti mette gli investimenti annunciati durante l'edizione romana e il coinvolgimento di una platea d'imprese più ampia. Sul piano economico cita una cifra: 8 miliardi di investimenti annunciati. C'è un secondo aspetto che le interessa ancora di più. Il WTTC, dice, ha avvicinato anche le piccole e medie imprese al proprio mondo. E la forte presenza di PMI è una delle peculiarità del turismo italiano.

Il peso italiano nel board del WTTC

A Malta torna anche una domanda: perché il WTTC ha scelto prima Roma e poi Malta, due destinazioni associate ai problemi di overtourism? Guerri risponde con una frase dell'imprenditore Daniele Kihlgren, fondatore del modello dell'albergo diffuso: «Non si deve adattare il luogo al turismo, ma il turismo al luogo». Una filosofia che, secondo il Ministero, ha guidato anche le politiche italiane degli ultimi anni.

Stagione unica, presenze nei mesi spalla

Il cambio di passo si legge nel calendario. «Abbiamo iniziato a ragionare non più in termini di destagionalizzazione, ma di stagione unica», spiega. La scelta, sostiene, sta già dando risultati: le presenze aumentano nei mesi cosiddetti spalla, cioè ottobre, novembre, aprile e maggio. L'obiettivo dichiarato è trasformare il turismo da settore considerato a basso valore aggiunto in comparto ad alto valore aggiunto, capace di distribuire meglio i flussi durante l'intero anno.

Per arrivarci indica una priorità precisa: la connettività. «Assicurare la connettività in luoghi diversi e per dodici mesi l'anno è fondamentale», dice, citando il trasporto pubblico locale, i collegamenti marittimi e i servizi necessari a sostenere un turismo distribuito su territori meno frequentati.

Non è un lavoro solo del Ministero. La strategia coinvolge anche il commercio locale, le amministrazioni comunali e gli operatori privati, con due obiettivi: allungare i periodi di apertura delle attività e valorizzare destinazioni meno conosciute.

Il passaggio più netto arriva sul rapporto tra domanda e offerta, quando rovescia uno dei principi più diffusi nell'analisi economica. «Il turismo funziona un pochino al contrario rispetto agli altri settori», afferma. «Se non c'è l'offerta, non può arrivare nemmeno la domanda».

Piccoli comuni, isole minori e digitalizzazione

Da qui una scelta precisa su dove indirizzare le risorse: le nuove linee di investimento del Fondo di Sviluppo e Coesione 2021-2027 vengono concentrate su piccoli comuni, isole minori e digitalizzazione. Così si creano le condizioni perché nascano nuovi flussi turistici.

Secondo la dirigente è proprio l'assenza di un'offerta adeguata e di collegamenti efficienti a favorire il concentrarsi dei visitatori nelle destinazioni già affermate. «Le asimmetrie di connettività sono una delle cause dell'overtourism», spiega. «È più facile e meno costoso raggiungere luoghi dove esistono già aeroporti e collegamenti, e questo finisce per congestionare sempre gli stessi territori».

La risposta all'eccessiva concentrazione dei flussi, per il Ministero del Turismo, non passa da limiti alla domanda. Passa dalla costruzione di nuove opportunità di viaggio, di nuovi servizi e di nuove destinazioni capaci di distribuire meglio i visitatori sul territorio nazionale e durante tutto l'anno. Resta da capire chi, tra comuni, operatori privati e trasporti, si muoverà per primo.

Spunto di cronaca: Quality Travel

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