Robot umanoide al TTG: il futuro del lavoro nel turismo

Un confronto su intelligenza artificiale e automazione nel settore dei parchi e del turismo.

di Redazione Chiavi del Gusto · 16 ottobre 2026 · 4 min di lettura

Un robot umanoide in piedi su un palco durante il TTG Travel Experience a Rimini, con una presentazione alle spalle.

A Rimini, durante il TTG Travel Experience, un robot umanoide ha preso il palco per parlare di intelligenza artificiale, automazione e occupazione nel turismo. Il nome dell’intervento: “IO ESISTO. E TU? – Umani e umanoidi nel mondo del lavoro che verrà”, un incontro promosso da AssoParchi, l’associazione dei parchi divertimento italiani aderente a Federturismo e AGIS.

Il robot relatore e il suo messaggio

Protagonista dell’incontro è stato Agibot A2 Ultra, intervenuto in qualità di relatore insieme ai rappresentanti dell’industria dei parchi e della robotica. Il robot ha aperto il proprio intervento con una relazione introduttiva, ha risposto alle domande del pubblico e, al termine del dibattito, ha rielaborato gli interventi degli altri relatori fornendo una sintesi della discussione.

«Io non sono una macchina che renderà l’uomo meno necessario, ma uno strumento che può restituire all’intelligenza umana il tempo e lo spazio per fare ciò che sa fare meglio: dare senso all’esperienza», è stato uno dei messaggi affidati all’umanoide durante il convegno. Agibot A2 Ultra ha condiviso il palco con Luciano Pareschi, presidente di AssoParchi e CEO di Caribe Bay, Maurizio Crisanti, direttore di AssoParchi, Sabrina Mangia, CEO e Managing Director di Mirabilandia, Mirco Visentin, CEO e Administrator di VAutomation, azienda specializzata in automazione e robotica.

A moderare l’incontro Tiziana Pini, Managing Director di m&cs. Il robot ha affrontato il possibile impatto delle nuove tecnologie sull’organizzazione del lavoro, sui servizi ai visitatori e sulle competenze richieste nei prossimi anni.

Intelligenza artificiale e nuove generazioni

Agibot A2 Ultra ha affrontato il rapporto tra intelligenza artificiale e nuove generazioni. «Agli studenti che si preparano a diventare i protagonisti del mondo del lavoro di domani consiglio di utilizzarmi come una palestra. L’intelligenza artificiale non deve alimentare la pigrizia. Al contrario, deve essere uno strumento per allenare il pensiero critico e l’intuito», ha affermato l’umanoide.

Il messaggio rivolto alle imprese è stato quello di evitare una lettura dell’automazione limitata alla riduzione dei costi. «Non guardate a noi robot soltanto come a un modo per ridurre i costi, ma come a uno strumento per migliorare il servizio e creare più valore per gli ospiti. Per riuscirci è necessario investire anche sulle persone: formarle, aggiornarle e insegnare loro a lavorare con noi». Dalla manutenzione predittiva all’assistenza ai visitatori, le applicazioni di intelligenza artificiale e robotica nei parchi divertimento sono già in parte concrete.

Secondo Luciano Pareschi, il settore ha una lunga familiarità con l’innovazione tecnologica. Gli animatronic, diffusi nei parchi a partire dagli anni Sessanta, possono essere considerati tra i predecessori delle attuali macchine antropomorfe. Oggi l’intelligenza artificiale viene utilizzata soprattutto nell’ottimizzazione dei processi operativi e nella manutenzione predittiva. Per quanto riguarda i robot umanoidi, sono allo studio applicazioni nell’assistenza ai visitatori e nella gestione dei servizi destinati agli ospiti.

Un settore in evoluzione

Il tema interessa un comparto che in Italia comprende più di 180 strutture tra parchi tematici, faunistici e acquatici, alle quali si aggiungono circa 250 parchi avventura. Secondo i dati diffusi da AssoParchi, il settore accoglie ogni anno circa 21 milioni di visitatori italiani e stranieri e impiega mediamente 25 mila lavoratori stagionali, in molti casi giovani alla prima esperienza professionale.

Per Maurizio Crisanti, direttore di AssoParchi, la presenza di figure robotiche non rappresenta una novità assoluta per il settore. Il cambiamento riguarda soprattutto il livello di autonomia e di interazione consentito dalle tecnologie più recenti. Alle persone resteranno affidate, secondo questa impostazione, le attività che richiedono responsabilità, empatia, creatività e capacità di interpretare situazioni complesse.

Parallelamente all’evoluzione delle professioni esistenti potranno svilupparsi nuove figure specializzate nella programmazione, nella gestione e nell’integrazione dei robot all’interno delle strutture. Mirabilandia: automazione da integrare con le competenze umane. Sabrina Mangia, CEO e Managing Director di Mirabilandia, ha affrontato il tema dal punto di vista della gestione di una grande struttura.

Le nuove tecnologie possono contribuire a migliorare l’organizzazione del lavoro, l’efficienza dei processi e la qualità dell’esperienza offerta ai visitatori. Nei parchi divertimento, però, la componente relazionale resta centrale. La sfida sarà quindi inserire automazione e intelligenza artificiale nei processi senza impoverire il rapporto con il pubblico, accompagnando l’innovazione con investimenti nella formazione, nell’aggiornamento professionale e nella creazione di nuove competenze.

Sul versante tecnologico, Mirco Visentin di VAutomation ha sottolineato la flessibilità degli umanoidi, che possono essere programmati e addestrati per svolgere attività differenti. Una delle prospettive considerate più interessanti riguarda la possibilità di sviluppare nuove capacità operative e trasferirle tra robot compatibili, riducendo i tempi necessari per introdurre le stesse funzioni in contesti diversi.

L’obiettivo, secondo Visentin, non dovrebbe essere la semplice sostituzione delle mansioni umane, ma un incremento della produttività e della competitività attraverso un uso della tecnologia orientato alla qualità dei processi e dei servizi. Il confronto promosso da AssoParchi al TTG ha quindi allargato la riflessione oltre il perimetro dei parchi divertimento.

La questione riguarda più in generale il turismo, settore nel quale automazione e intelligenza artificiale stanno entrando in attività operative, assistenza al cliente, manutenzione, gestione dei flussi e organizzazione del lavoro. Il punto centrale diventa così la capacità delle imprese di governare l’introduzione delle nuove tecnologie, definendo quali attività automatizzare e quali competenze rafforzare. La diffusione degli umanoidi apre nuove possibilità operative, ma sarà l’organizzazione del lavoro a determinare il loro reale impatto su produttività, occupazione e qualità dell’esperienza turistica.

Spunto di cronaca: Quality Travel

Newsletter

Il meglio di food, wine e travel ogni lunedì

Ricevi gli ultimi 10 articoli selezionati dalla redazione, una volta a settimana.

Leggi anche