Ryder Cup 2027: l'Irlanda scalda i motori ad Adare
Il conto alla rovescia ufficiale è scattato a settembre 2026, dodici mesi prima del tee-off sul campo di Limerick.
di Elena Marchetti · 3 settembre 2026 · 8 min di lettura

Piove fine sul calcare chiaro di Adare. Settembre 2026, un martedì qualunque. Nessuna bandiera sui fairway, solo il rumore sordo dei tagliaerba che disegnano righe perfette sull'erba bentgrass. L'aria sa di torba bagnata e fertilizzante costoso. Manca un anno al primo colpo, ma la macchina organizzativa viaggia già a pieno regime. La notizia è uscita ieri: il countdown è partito. Non serve essere addetti ai lavori per sentire la tensione, basta guardare i camion che scaricano tubi per la nuova irrigazione dietro la clubhouse.
L'ultima volta che l'isola ha ospitato la sfida tra Europa e Stati Uniti era il 2006. Il K Club, Straffan, County Kildare. Pioggia battente per tre giorni, vittoria europea 18,5 a 9,5. Darren Clarke in lacrime, Samuel Eto'o in tribuna a fare da portafortuna. Adare Manor è un'altra storia. Più a ovest, più selvaggia, incastonata in un parco di 340 ettari che i Dunraven hanno plasmato nell'Ottocento. Il campo l'ha ridisegnato Tom Fazio nel 2017, allungandolo a 7.400 yard dal tee nero. Par 72. Green duri come tavoli da biliardo, bunker profondi che inghiottono la palla e la luce. Non è un campo per bomber puri, premia chi sa lavorare la palla, chi accetta il bogey e non si scompone.
Adare Manor, la cattedrale designata
La Manor House non è un hotel, è un palazzo neogotico che guarda il fiume Maigue. Torri, guglie, camini decorati, 104 camere dopo il restauro da 50 milioni di euro chiuso nel 2017. La famiglia McManus, proprietaria, ha messo risorse che nessun altro club irlandese poteva permettersi. JP McManus, il magnate delle scommesse, è l'uomo ombra dietro l'operazione. Lo vedi passeggiare sul ponte di pietra con il cappello da baseball, parla poco, ascolta molto. Ha portato l'Open d'Irlanda qui nel 2007 e nel 2008, poi l'Irish Open 2019 vinto da Jon Rahm sotto il diluvio. La Ryder Cup era il passo logico, l'unico che mancava. La candidatura ha battuto Hinsdale (Chicago) e Marco Simone (Roma) nel 2019. Voto unanime. Da quel giorno i cantieri non si sono più fermati.
Nuova accademia, driving range coperto con TrackMan su ogni postazione, putting green da 18 buche simulato. Spogliatoi che sembrano quelli di una franchigia NFL: armadietti in rovere, docce a vapore, area fisioterapia con macchinari che costano quanto un appartamento a Dublino. La clubhouse storica resta intatta, saloni con camino e ritratti degli antenati, ma nel seminterrato hanno ricavato un media center da 500 posti cablato in fibra ottica dedicata. Broadcasting compound a 200 metri dal green del 18, tribune temporanee già preordinate: 45.000 posti a sedere al giorno, record assoluto per una Ryder Cup europea. Biglietti? Ballot chiuso a maggio 2026, 1,2 milioni di richieste per 200.000 posti totali sui tre giorni di gara. Il mercato secondario viaggia già su cifre a quattro zeri. Abbiamo provato a iscriverci alla lista d'attesa ufficiale: risposta automatica, tempo stimato dodici mesi.
Biglietti e logistica: la sfida dei numeri
Shannon Airport dista venti minuti d'auto. Due terminal, voli diretti da New York, Boston, Londra, Francoforte, Dubai. Ryanair ha aggiunto quattro frequenze settimanali da Stansted e Manchester per il 2027. Aer Lingus metterà su un A330 dedicato da Boston per la settimana clou. Il collo di bottiglia non è l'aereo, è l'ultimo miglio. La N21 da Limerick ad Adare è a due corsie, stretta, attraversa villaggi con dossi e rotonde. Il piano trasporti prevede navette dedicate da parcheggi satellite a Patrickswell e Croom, più treni speciali sulla linea Limerick-Foynes riaperta per l'occasione. 15.000 posti auto totali, prenotabili solo abbinati al biglietto. Chi pensa di arrivare in taxi da Dublino (due ore e mezza senza traffico) farebbe bene a prenotare l'autista ora. Gli hotel entro trenta chilometri sono sold out dal 2024. Restano case private su Airbnb a 800 euro a notte, minimo sette notti. Abbiamo trovato una fattoria a Croagh, quindici minuti in auto, proprietario che alleva Angus e produce un cheddar stagionato 24 mesi da leccarsi le dita.
Il villaggio di Adare ha 1.200 anime. Due strade principali, tettoie di paglia sui cottage, il fiume che scorre lento sotto il ponte a cinque archi del 1200. Durante la settimana della Ryder Cup diventerà una città tenda. Il Dunraven Arms, hotel di charme gestito dalla famiglia O'Callaghan, ha già bloccato tutte le camere per sponsor e TV. Il ristorante Oak Room, una stella Michelin, serve un menu degustazione a 145 euro vini esclusi: astice blu di Clare, agnello del Connemara, mela annurca caramellata. Prenotazioni aperte solo per possessori di biglietto tournament. Abbiamo cenato lì a febbraio: servizio impeccabile, carta dei vini profonda sui bianchi della Loira e sui rossi del Priorat, ma il piatto che ricordiamo è il pane. Soda bread caldo, burro salato di Kilbeggan, marmellata di more selvatiche. Semplice. Perfetto.
Oltre il green: mangiare nel Munster
Limerick città è a quindici chilometri. Non la si visita per bellezza architettonica, ma per fame vera. Il Milk Market il sabato mattina: bancarelle di ostriche di Clarinbridge aperte al momento, salsicce nere di Clonakilty, formaggi a latte crudo di St Tola. Compri, ti siedi su una balla di fieno, bevi una pinta di Guinness spillata bene. La sera si va al The Curragower, affacciato sullo Shannon, fish & chips con merluzzo appena sbarcato, patate fritte nel grasso d'oca. Oppure al 1826 Adare, cucina moderna irlandese nel cortile delle scuderie: piccione selvatico con barbabietola e ginepro, 38 euro. Il whiskey scorre ovunque. Midleton Very Rare 2023 a 45 euro il bicchiere al bar della Manor. Redbreast 12 anni a 9 euro al pub di Patrickswell. Teeling Single Grain a 11 euro a Limerick. La distilleria di Midleton è a un'ora d'auto, tour su prenotazione, assaggio finale in una botte ex-bourbon. Ne vale la pena.
Il cibo qui non è folklore. È filiera corta per necessità storica, diventata vanto. Il manzo Aberdeen Angus pascola sui prati che bordano il fairway del 14. L'agnello sale sui monti Slieve Felim, torna tenero e saporito. Le ostriche crescono nella baia di Tralee, acqua fredda, salinità perfetta. I formaggi arrivano da cooperative che contano venti soci al massimo. Nessuna catena, nessuna certificazione industriale. Il burro Kerrygold che compri al supermercato a Milano viene da qui, ma il burro che spalmi sul pane al Dunraven Arms è un'altra cosa: crudo, coltura viva, giallo intenso. Costa 6 euro il panetto da 250 grammi alla fattoria di Croagh. Ne abbiamo comprati tre.
L'ombra del 2006 e la squadra europea
Luke Donald sarà il capitano? Probabile. Ha vinto a Roma 2023, conosce il formato, gestisce lo spogliatoio con mano leggera. Ma la federazione non ha ancora confermato. Rory McIlroy sarà lì, 38 anni, alla sua settima Ryder Cup. Vuole vincere in casa, anzi, a un'ora da Holywood dove ha imparato a colpire. Shane Lowry, 39 anni, il tifo lo porta lui: voce roca, risata contagiosa, messo bene in classifica mondiale. Seamus Power, 36 anni, il lavoro silenzioso. Padraig Harrington, vice capitano designato, gira il campo con il taccuino, misura i green con lo stimpmeter, annuisce. L'obiettivo dichiarato: battere il record di affluenza. 290.000 spettatori totali, superando i 270.000 di Celtic Manor 2010. Gli americani arrivano forti: Scheffler, Burns, Cantlay, Morikawa, Thomas. Giovani, lunghi, freddi. L'Europa serve esperienza e putter caldi. Il campo di Fazio non perdona l'errore laterale. L'erba alta ai lati dei fairway è fescue alta trenta centimetri. La perdi, non la ritrovi. O giochi indietro, o fai drop. Nessun rough gestibile.
Il meteo è l'incognita vera. Settembre nel Munster può regalare 18 gradi e sole pieno, o 10 gradi con vento da sud-ovest che piega gli alberi e pioggia orizzontale. Nel 2019, Irish Open, Rahm ha vinto con -16 sotto il diluvio. Il drenaggio del campo regge, i fairway sono sabbia su argilla, l'acqua scivola via in ore. Ma le tribune temporanee su terreno molle sono un rischio ingegneristico. I tecnici hanno piantato 12.000 picchetti d'acciaio per ancorare le strutture. Il piano B prevede percorsi alternativi per gli spettatori su passerelle sopraelevate. Costo extra: 4 milioni di euro. Il budget totale dell'evento supera i 100 milioni, 60% privato (McManus, sponsor, diritti TV), 40% pubblico (governo irlandese, Failte Ireland, Limerick Council). Ritorno stimato: 180 milioni di euro di indotto turistico diretto. I conti tornano, se il tempo tiene.
Camminando verso il green del 18, si vede la Manor House riflettersi nello specchio d'acqua artificiale. Cigni veri, non di plastica. Un airone cenerino ferma immobile su una gamba. Il rumore dei tagliaerba si è spento. Resta il vento sugli alberi secolari, querce e faggi piantati dal secondo conte di Dunraven nel 1850. Manca un anno. Le bandiere arriveranno, le tribune cresceranno, le telecamere punteranno su ogni putt. Adare tornerà a essere un villaggio sonnolento con i tetti di paglia. Ma per una settimana di settembre 2027, il centro del mondo del golf sarà qui. E noi, che abbiamo assaggiato il cheddar di Croagh, saremo pronti a raccontare se l'Europa saprà difendere la coppa sul filo di un putt da tre metri con il vento contro.
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