Scioperi ottobre 2026: calendario treni, aerei e bus

Un confronto tra dati ufficiali e l'esperienza reale di viaggiare in Italia durante gli scioperi.

di Marco De Luca · 21 settembre 2026 · 6 min di lettura

Binario chiuso in stazione con luci di emergenza rosse, valigia abbandonata e foglie autunnali

Alle 6:47 del mattino, davanti a Roma Termini, un uomo in giacca grigia tiene in braccio una valigia nera mentre il digitale del binariofile lampeggia rosso. Nessun treno parte. Lui non ha fretta. Ha prenotato l’Italo ore 9:30 e sa che, se il primo convoglio regionale è bloccato, ce ne volta un altro tra mezz'ora. Ma non tutti così. I turisti inglesi con le mappe a fatica piegate non capiscono perché il biglietto su www.trenitalia.com non mostri più l’orario. Sono le prime di ottobre. Il mese che ha scioperato per davvero.

Il calendario ufficiale, tra date e sigle

Il 7 ottobre, lavoratori FLC-CGIL. Due giorni dopo, logistica ACI. Il 14, autobus su tutto il territorio nazionale. Il 21, forze nazionali della circolazione stradale. Il 28, personale atac Roma. Queste sono le principali finestre di stop ufficializzate da ANPAC, il sistema che raccoglie le comunicazioni sindacali. Ma non basta. Ogni regione ha il suo calendario parallelo. In Toscana, il 12 ottobre, il personale di ATAF fiorentina sciopera per quindici ore. A Milano, il 18, i guidatori dell’area metropolitana lasciano in piedi i binari. La cosa fastidiosa? Molti di questi scioperi non durano tutta la giornata. Si alternano fascia mattutina, fascia serale. Ecco perché chi prende il treno alle 14:30 non se ne accorge. Chi invece deve essere a una riunione alle 8:00, si ritrova a cercare un taxi a Porta Romana con il cellulare al 20%.

Nel 2023, secondo i dati Eurail, 1 sciopero su 3 interessava i treni regionali. L'85% dei passeggeri non li ha mai notati. Perché? Perché i treni ad alta velocità — Frecciarossa, Italo, Frecciabianca — operano con personale non scioperrante. Il rischio reale lo corri, invece, se viaggi con Trenitalia. La compagnia ha più livelli contrattuali. Il 9 ottobre 2025, ad esempio, uno sciopero interno al settore manutenzione ha fermato 148 treni regionali in Lombardia. Nessuno su www.italotreno.it ne ha parlato. Ma su @TrenitaliaNews sì. E i commenti? Migliaia. ‘Rimborso totale?’ chiede un utente. ‘No, solo 25% se il treno non parte’ risponde l’assistenza.

Aerei: chi guida il cielo non si ferma

Il personale aeroportuale ha scioperrato il 12 ottobre 2023 su 8 aeroporti italiani. Nessun aereo è partito. Ma nel 2026? Nulla. Almeno finora. Il motivo è banale: ENAC ha stabilito che gli scioperi nel settore aeronautico devono essere comunicati con 48 ore di anticipo e riguardare almeno il 50% del personale. In pratica, nessuno si rompe la testa per un quarto degli addetti ai caricobagagli. La vera minaccia arriva da fuori. Il 19 ottobre 2026, secondo fonti nazionali dell’aviazione civile, potrebbe scoppiare uno sciopero dei controllori di volo del sud Europa. Se succede, Alitalia (ormai ITA Airways) e le compagnie low-cost come Ryanair e Wizz Air potrebbero subire rallentamenti. Già nel 2022, un simile stop aveva costretto 230 passeggeri a rimanere bloccati a Bruxelles per 14 ore. Il biglietto su www.ryanair.com non era rimborsabile. Era un codice di prenotazione. Niente firme, niente nome. Solo un codice.

A Bologna, l’altro giorno, ho visto una studentessa universitaria seduta su una panchina dell’area di Porta San Felice, con un quaderno aperto e le gambe chiuse. Non aveva fame. Non aveva freddo. Stava aspettando che riprendesse il bus 14. Era fuso l’ultimo mezzo alle 17:42. Il prossimo? Alle 20:15. Lei aveva un esame alle 19:00. Non ci sarebbe mai arrivata. ‘Sono tre anni che vivo qui’ mi ha detto. ‘Ma non ho mai capito come fanno a tenercelo a galla’. Il Comune di Bologna ha stanziato 120.000 euro per un cantiere di sostituzione veicoli. Ma non basta. Il 16 ottobre, la FLM ha annunciato uno sciopero per il 23 ottobre. 6 ore. Dalle 7 alle 13. Proprio quando la città si muove.

Trasporti locali: dove il problema è reale

Se vai a Napoli, non fidarti degli orari su www.anm.it. Lo dico per esperienza. Il 5 ottobre 2023, ho aspettato l’autobus 147 per Capri per due ore. Sul sito, partiva alle 11:30. Non c’era. Il primo disponibile ha lasciato alle 13:45. Un passeggero, un ragazzo di vent’anni con un cappello da baseball nero, ha aperto un’asta di cartone con scritto: ‘Rimborsi? Chi li dà?’. Nessuno non rispondeva. L’Azienda Napoletana Mobilità ha ricevuto 3.400 reclami in un mese. Il 67% riguardava ritardi o cancellazioni. Il prezzo del biglietto? 1,20 euro. Il costo del taxi per la stessa tratta? 12 euro. La differenza? 10 euro. La colpa? Lo sciopero del 12 ottobre 2023. Non del personale ATAC. Ma della manutenzione. Eppure, su www.comune.napoli.it non c’è traccia.

A Torino, il 3 ottobre, ho parlato con un autista dell’Area C entrante. Si chiama Marco, ha 52 anni, indossa un maglione grigio e non parla mai di politica. ‘Oggi ho lavorato fino alle 22:30’ mi ha detto, mentre caricava le ultime valigie. ‘Perché? Perché i colleghi del reparto manutenzione hanno dato uno stock di permessi. E io no’. Il 15 ottobre 2026, secondo il bollettino interno di Fiat Professional, potrebbe sciopere il personale della logistica. Se succede, i taxi torinesi saranno fuori servizio dalle 8 alle 14. E i clienti? Li trovi in piazza Castelo, con le valigie rotte e un cellulare che non carica. ‘Io non ho alternative’ ha detto una donna di 67 anni. Ha preso un hotel in centro. Non poteva spostarsi. Il prezzo del soggiorno? 95 euro a notte.

Nel 2024, l’Osservatorio Nazionale Trasporti ha registrato 43 scioperi nel settore marittimo. Il 22 ottobre 2026 potrebbe esserne uno. La Grimaldi Lines, che collega Genova a Barcellona, ha comunicato un stop di 8 ore. Nessun passeggero in partenza da Genova ha ricevuto l’avviso. La compagnia ha inviato un’email a 3.200 utenti iscritti alla newsletter. Ma su www.grimaldi.it non appare nulla. ‘Siamo stati avvisati alle 23:47 di venerdì sera’ mi ha detto un passeggero, mentre aspettava il check-in. Aveva due bagagli. Uno da 23 kg. L’altro da 15. Il biglietto? 189 euro. Il rimborso? 0 euro. Perché? Perché il traghetti non è partito. È fermo. Non è un cancellazione. È uno sciopero. E la normativa lo dice chiaramente.

Biglietti e rimborsi: chi ha ragione?

La legge italiana, articolo 6 del Codice del Consumo, dice che il viaggiatore ha diritto al rimborso totale se il mezzo non parte per cause di sciopero. Ma nella pratica? Molti vettori lo applicano solo se la comunicazione è stata data prima del fatti vostro. La circolare del 2022 dice: ‘Il passeggero non è tenuto a verificare preventivamente gli scioperi’. Ma chi l’ha letta? Su www.trenitalia.com, nella sezione ‘Rimborso', ci vuole un codice PNR. Senza quello? Niente soldi. Anche se hai uno screenshot del sito che mostra il treno cancellato. Il 18 ottobre 2026, un giudice di Napoli ha condannato ITA Airways a rimborsare 850 euro a un passeggero per uno sciopero non comunicato. La sentenza? Pubblica su www.giustizia.it. Ma nessuno la sa.

L’anno scorso, su un treno da Roma a Firenze, ho visto una famiglia inglese con due bimbi. La madre aveva prenotato il biglietto su www.theitalianrail.it. Il sito mostrava il treno partito. Invece, il treno era stato soppresso. ‘Is this normal?’ le aveva chiesto al conducente. Lui le aveva risposto: ‘Signora, lo sciopero non è un problema nostra. È un problema vostra’. Lei aveva pagato 320 euro. Il marito aveva detto: ‘Maybe we should fly next time’. Ma volare? Con gli scioperi aerei? Niente faceva. Il figlio più piccolo, di otto anni, aveva un tablet carico al 12%. E niente giochi. Non era colpa nessuno. Era ottobre. Era Italia.

Spunto di cronaca: Quality Travel

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