See Cheese, Ragusa capitale del formaggio dall'1 al 3 dicembre
Prima edizione del congresso internazionale sui formaggi tradizionali: 44 relatori da 16 paesi e la riapertura della Cacioteca Regionale Siciliana.
di Elena Marchetti · 31 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Quarantaquattro relatori internazionali, sedici paesi rappresentati, quindici sessioni di lavoro di cui cinque plenarie. Sono i numeri della prima edizione di See Cheese – International Congress on Traditional Cheeses, che si svolge a Ragusa dall'1 al 3 dicembre 2026 negli spazi del CoRFiLaC, il Consorzio per la Ricerca nel settore della Filiera Lattiero-Casearia e dell'agroalimentare.
L'appuntamento nasce in collaborazione con l'Università degli Studi di Catania, l'Assessorato Regionale dell'Agricoltura della Regione Sicilia, il Comune di Ragusa e la Società cooperativa Progetto Natura. L'obiettivo dichiarato è mettere in dialogo ricerca scientifica avanzata, tradizione artigianale centenaria e sostenibilità ambientale, valorizzando il patrimonio locale e le conoscenze che hanno costruito la cultura del formaggio.
Cinzia Caggia, professoressa ordinaria di Microbiologia Agricola all'Università di Catania e presidente del CoRFiLaC dal 2026, spiega il senso del congresso: «Il Congresso non presenta il formaggio tradizionale come qualcosa da "proteggere" semplicemente, ma come una filiera da rendere più resiliente, misurabile e contemporanea. See Cheese parte dalla tradizione, ma costruisce il programma come un percorso di trasformazione: dal territorio al consumatore».
La Cacioteca riapre dopo la ristrutturazione
Il taglio del nastro è fissato per martedì 1° dicembre alle ore 10.00: la cerimonia ufficiale segna la riapertura della Cacioteca Regionale Siciliana, restituita alla comunità dopo una fase di interventi di ristrutturazione ed efficientamento. All'apertura partecipano autorità locali e nazionali, con l'ospite d'onore Nello Musumeci, Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, e il fondatore Giuseppe Licitra.
Licitra, professore ordinario dell'Università di Catania e fondatore della Cacioteca, sottolinea la portata dell'intervento: «Questo momento di riapertura assume una valenza che va oltre la mera manutenzione straordinaria dell'immobile, configurandosi come un'azione di riqualificazione e potenziamento di un'infrastruttura funzionale alle attività scientifiche, tecniche e istituzionali del CoRFiLaC». La struttura è dotata di un nuovo impianto fotovoltaico per ottimizzare i consumi tecnologici e di dieci celle di stagionatura capaci di ospitare fino a dieci tonnellate ciascuna. Diventerà un polo multifunzionale per attività di ricerca, laboratori del gusto, seminari e convegni.
Dieci filoni tematici, dal caldo degli animali al neuromarketing
Il programma scientifico si articola attorno a dieci filoni tematici che coprono l'intera filiera del formaggio tradizionale. Si parla di nutrizione animale e impiego dei sottoprodotti agro-industriali, di valorizzazione degli scarti lattiero-caseari nell'ottica dell'economia circolare e di gestione della biodiversità negli allevamenti di razze autoctone. Ampio spazio allo studio dello stress da caldo nelle specie mediterranee, sviluppato attraverso un progetto internazionale con le università algerine e l'Università di Milano. I lavori approfondiscono anche tecniche di produzione e stagionatura, mettendo a confronto caseificazione industriale e tradizionale e rivalutando strumenti storici come il legno alla luce della scienza moderna.
Sul fronte tecnologico si discute di packaging funzionali ricavati da scarti della filiera come le vinacce. Le sessioni di microbiologia e sicurezza alimentare affrontano la diversità microbica secondo la prospettiva integrata One Health. Il decimo filone, dedicato a marketing, neuroscienze e analisi sensoriale, è sviluppato con il professor Vincenzo Russo dell'Università IULM di Milano attraverso un laboratorio biometrico per studiare le reazioni dei consumatori. Un focus specifico riguarda i formaggi brasiliani e i loro aspetti scientifici di produzione.
Tra i relatori figurano John A. Lucey dell'Università del Wisconsin-Madison, Antonio Fernandes de Carvalho dell'Universidade Federal de Viçosa, Bartosz Sołowiej dell'Università di Lublino, Photis Papademas della Cyprus University of Technology, Elena Ciani dell'Università di Bari, Jennifer Mahony dell'University College Cork e Paul Boettcher della FAO.
Caci figurati e concorso per formaggi innovativi
La ricerca si intreccia con la cultura materiale del territorio: il congresso prevede degustazioni guidate, percorsi sensoriali di abbinamento e la dimostrazione dei casari di Geraci Siculo, chiamati a realizzare i tradizionali caci figurati, un'arte antica a rischio di estinzione.
Il congresso ospita anche il Concorso Formaggio Innovativo: l'arte del reimpiego, gara che premia i produttori capaci di esprimere intelligenza casearia e qualità organolettica nelle categorie dei formaggi freschi, semistagionati e spalmabili.
Per partecipare ai lavori è necessario iscriversi; le informazioni per accedere a corsi, cene e degustazioni sono disponibili online. Ragusa, per tre giorni, diventa il punto di incontro tra scienza, artigianato e sostenibilità.
Spunto di cronaca: Dissapore
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