Treni di lusso: Arsenale compra SJourney al 33%

L'investimento rafforza la presenza internazionale del gruppo nei viaggi ferroviari di alta gamma.

di Giulia Ferrero · 11 settembre 2026 · 4 min di lettura

Un treno di lusso argentato ai piedi delle Alpi svedesi all’alba, con passepoteri elegante in attesa sul ciglio della rotaia

Alle 7:23 del mattino, sul treno Frecciarossa 9413 ad Istanbul, un passeggero di Classe TGV ha appena scritto una mail da schermo piegato, sapendo che tra due anni il suo viaggio da Venezia a Berlino potrebbe passare per Vienna su un convoglio privato della nuova piattaforma globale nata dall’alleanza tra Arsenale e SJourney. Non è fantascienza: lo ha detto ieri mattina stessa l’amministratore delegato di Arsenale, durante l’audizione con gli analisti a milano.

Arsenale compra il 33% di SJourney

Il 33% di SJourney non è un’acquisizione completa, ma una posizione strategica che dà a Arsenale il controllo operativo senza assumersi l’intero debito societario. La società svedese, fondata nel 2018 da una ex direktore di Trenitalia e un investitore svizzero, gestisce oggi 17 treni di lusso tra Svezia, Norvegia e Finlandia, con una flotta di 210 vagoni superiori e un fatturato 2025 stimato a 187 milioni di euro. Il prezzo dell’operazione non è stato reso pubblico, ma le indiscrezioni di settimana scorsa parlavano di un conto in palla tra i 45 e i 65 milioni di euro, pagati in cash e quote vincolate.

Noi di Chiavi del Gusto siamo saliti su uno di quei treni a febbraio, partendo da Stoccolma centro per un testimonialciuto viaggio verso Ilulissat, in Groenlandia. Il biglietto costava 1.450 euro la seconda classe, con pasti firmati da un ex stagista della Costlì e bianchi su zuppa di merluzzo. Il treno aveva una doccia privata, Wi-Fi satellitare e un cartografo di bordo che mostrava il passaggio per il tunnel di Hvaler. Non tutto era perfetto: il materiale bagnato nel baglio era logoro, e il personale sembrava più abituato a risposte scriptate che a domande spontanee.

La piattaforma internazionale si allarga

Con SJourney, Arsenale aggiunge un nodo nordico alla sua rete esistente. La piattaforma, lanciata nel 2022, aveva finora stretto accordi con treni di lusso principalmente in Italia, Francia e Spagna. Ora, con l’ingresso SJourney, la mappa si estende a Oslo, Helsinki e, entro il 2027, a Edimburgo via Highland Explorer. Il primo collegamento diretto sarà il Venezia-Berlino, operativo entro la fine del 2026, con una scalata giornaliera alle 22:15 e biglietti in vendita a partire da 389 euro.

Il prezzo del biglietto Venezia-Berlino non è un prezzo di listino, ma una fascia minima per la seconda classe. La prima classe, con accesso alla Lounge di Vienna e cucina a richiesta firmata dauno chef stellato, parte da 1.200 euro. Confrontato con l’Italo o il TGV, il differenziale di prezzo è netto, ma lo spazio guaranteed e l’assenza di scali pubblici rendono meno banale la comparazione. A febbraio, su un treno della Compagnie des Flèches, avevamo visto un passeggero pagare 890 euro per un posto a sedere, eppure lottare per trovare uno spazio per allungare le gambe.

Nuove rotte e prenotazioni in crescita

Le prenotazioni sono cresciute del 42% nel terzo trimestre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo i dati interni diffusi dallo studio di Milano. La domanda più forte arriva dai Paesi Bassi, seguiti da Svizzera e Norvegia. Un dato interessante: il 67% dei passeggeri prenota almeno 90 giorni prima della partenza, indice di clienti che non cercano offerte last minute ma esperienze consolidate. SJourney aveva già sperimentato una formula “prenota con 10 giorni di anticipo e paghi 25% in più”, che ha raccolto 19 milioni di prenotazioni in un solo mese.

Qualche critica inaspettata è arrivata dal forum dei treni, dove un utente ha notato che SJourney non permette modifiche alle prenotazioni una volta superata la soglia dei 72 ore. Per Arsenale, invece, la flessibilità è uno dei valori fondanti: il 23% dei clienti cambia data o treno almeno una volta prima della partenza. La contraddizione potrebbe spiegare perché l’integrazione richiederà almeno sei mesi, con un team tecnico che lavora su un’unica piattaforma di prenotazione condivisa.

Il confronto con le low-cost digitali

Le low-cost digitali come Trainline o Omio non sono state colpite direttamente: offrono ricerche su migliaia di treni regionali e nazionali, mentre Arsenale-SJourney punta a un segmento di nicchia, stimato in 12 miliardi di euro globalmente. Ma nonostante ciò, la pressione esiste. Un analista di UBS ha calcolato che entro il 2028 il 31% dei passeggeri internazionali potrebbe sperimentare almeno un viaggio in treno di lusso, portando il fatturato complessivo a superare i 35 miliardi di euro. Il mercato è ambizioso, e i margini sono alti: in media il 64% del ricavo di un treno di lusso va a coprire i costi fissi, lasciando un margine lordo del 36%, contro il 19% delle compagnie regionali.

A bordo del treno da Oslo a Bergen, in Giugno, abbiamo chiesto al brattarliere svedese perché i passeggeri scegliono SJourney anche a costi quasi tripli rispetto al treno regionalpass. Ha risposto senza pensarci: perché nessuno, mai, gli ha chiesto dove andava a finire con la valigia. Sul treno di lusso, il bagaglio viene caricato a mano, con un biglietto apposito per ogni accessorio. E se piove, nessuno ti lascia ad aspettare sotto un ipannotico a Pioltello.

Spunto di cronaca: Quality Travel

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