Turismo organizzato e permacrisi: Fiavet

La domanda resta alta ma i viaggiatori chiedono più sicurezza e protezione.

di Elena Marchetti · 18 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Fiera del turismo a Rimini con viaggiatori che consultano le agenzie di viaggio

Nel 2025 il turismo mondiale ha toccato un nuovo record: 1,52 miliardi di arrivi internazionali. Un dato che dice molto della tenacia della domanda di viaggi, anche attraverso pandemie, guerre e eventi climatici estremi. Il quadro è emerso durante il TTG Travel Experience di Rimini, in un convegno promosso da Fiavet-Confcommercio sul tema “Esistere nelle tempeste perfette: come il turismo organizzato può guidare il mercato e non subirlo nell’era della permacrisi”. L’analisi, firmata da Tourism Economics, società di Oxford Economics, si basa su 85 crisi del settore negli ultimi 25 anni.

Permacrisi: quando lo shock non è più un evento isolato

Il concetto di “permacrisi” non è un’etichetta da usare alla moda. È una descrizione precisa di un mercato in cui le crisi non arrivano più di punto in battuta, ma si susseguono in maniera quasi costante. Ogni shock forma nuovi equilibri, e il viaggiatore ne sente l’incertezza. La ricerca mostra che la distanza tra rischio reale e rischio percepito è ampia. La disinformazione e l’allarmismo amplificano l’effetto degli eventi, generando fino al 30% di cancellazioni che non hanno fondamento. Ma i viaggiatori non rinunciano: cambiano modo di viaggiare.

Ecco perché le richieste di viaggi organizzati e maggiormente tutelati sono aumentate del 25%. Un segnale chiaro: in tempi di instabilità, la protezione diventa un bene. Fiavet interpreta questo dato come un rafforzamento del ruolo delle agenzie di viaggio e delle tour operator. Non sono più solo intermediari: sono punti di riferimento in un mare di incertezze. Il canale trade non solo accompagna i flussi, ma li guida.

Prepararsi prima della crisi per riprendersi più velocemente

Chi investe in preparazione preventiva non è colpito di passaggio. Secondo Tourism Economics, le imprese e le destinazioni che hanno strumenti di gestione delle emergenze in anticipo recuperano i volumi di traffico più del 50% rispetto a chi interviene dopo. I tempi medi di recupero sono passati da 24 mesi a 10-12 mesi. Non è un dettaglio tecnico: è una differenza concreta. Il settore ha imparato a ripristinare rapidamente collegamenti e capacità operativa.

Giuseppe Scanu, vicepresidente vicario di Fiavet-Confcommercio, ha aperto il dibattito. Poi è intervenuto Gianluca Caramanna, consigliere per i rapporti istituzionali del ministro del Turismo. Caramanna ha ricordato le difficoltà del turismo outgoing, colpito dalle tensioni geopolitiche e dalla ridefinizione di alcune rotte aeree. Il governo ha risposto con campagne istituzionali come “Viaggio organizzato, vacanza assicurata”, pensata per sostenere la filiera e proteggere il consumatore.

Sul tema trasporti e intermodalità, Massimo Formichella di Trenitalia ha parlato di diversificazione dei mercati e collaborazione con il canale trade. La strategia riduce la dipendenza da singoli segmenti di domanda. Tommaso Fumelli di ITA Airways ha evidenziato la possibilità di riallocare la capacità e modificare le rotte in risposta all’evoluzione della domanda. Le agenzie, insomma, sono il collante tra offerta e incertezza.

Assicurazioni e assistenza: la tutela diventa prodotto

La gestione del rischio non riguarda solo le destinazioni. Coinvolge anche il comparto assicurativo. Mauro Colatei, amministratore delegato di Aspevi Roma, ha parlato dell’evoluzione delle coperture e dei servizi di assistenza in tempo reale. Tra gli esempi citati, le operazioni di rientro protetto gestite durante le recenti crisi in Medio Oriente. Trasparenza, chiarezza e velocità: queste sono le parole chiave per ricostruire la fiducia del viaggiatore.

La notizia è di queste ore, e il messaggio resta uno: il turismo organizzato non è più un lusso, ma un necessario scudo contro l’incertezza. La domanda cresce, ma cambia volto. Chi sa adattarsi, guida. Chi aspetta, subisce.

E mentre le crisi si moltiplicano, una domanda resta aperta: quanto durerà questa fase di permacrisi? E quando il prossimo shock arriverà, chi sarà pronto a trasformarlo in un’opportunità?

Spunto di cronaca: Quality Travel

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