Wine Paris 2026, 63mila visitatori e 6.537 espositori

La fiera francese cresce sull'asse internazionale e allarga lo spazio a spirits e no alcol

di Giulia Ferrero · 10 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Bottiglie di vino e un bicchiere di bevanda analcolica su un banco espositivo di una fiera del vino, con visitatori sfocati sullo sfondo

Oltre 63mila visitatori in arrivo da 169 Paesi e 6.537 espositori da 63 nazioni: sono i numeri dell'edizione 2026 di Wine Paris, la manifestazione fieristica francese che negli anni ha allargato il proprio perimetro ben oltre il vino, fino a spirits e bevande analcoliche. Una crescita che non si arresta e che guarda già al prossimo appuntamento.

L'obiettivo 2027: settemila espositori

Per il 2027 la fiera punta a raggiungere quota settemila espositori, con una componente internazionale sempre più rilevante: già oggi supera la metà del totale. È il senso di un percorso costruito nel tempo, raccontato da Nicolas Cuissard, direttore Wine Paris – Vinexposium, dal palco del 6° Wine & Food Summit promosso da Pambianco – PwC.

«Fin dall'inizio, il nostro obiettivo è stato quello di creare un evento diverso da tutti gli altri», ha spiegato Cuissard, ricordando la scelta di riunire il meglio delle principali manifestazioni internazionali. La ricetta, secondo il direttore, passa dalla qualità dei contenuti: un ricco programma di conferenze e masterclass che coinvolgono alcuni dei maggiori esperti del settore a livello mondiale. A questo si aggiunge lo sviluppo di una piattaforma di matchmaking pensata per favorire gli incontri e le opportunità di business tra gli operatori.

C'è poi la vocazione internazionale. «Abbiamo lavorato fin da subito per darle una dimensione globale, partendo dalla Francia e coinvolgendo progressivamente il mondo del vino, sia dal lato degli espositori sia da quello dei visitatori», ha aggiunto. E un ruolo lo gioca anche la città ospitante: Parigi, la città dell'amore, della gastronomia, della storia e del vino, che rende la destinazione particolarmente attrattiva per gli operatori del settore.

Spirits e no alcol, la nuova partita

La crescita passa anche dall'ampliamento delle categorie rappresentate, con un'attenzione crescente agli spirits e al segmento no e low alcol. Audrey Marqueyssat, direttrice Be Spirits e The Other Sip – Vinexposium, ha parlato dal palco del summit di una convergenza sempre più evidente tra comparti, soprattutto tra quello del vino e quello delle bevande analcoliche.

Sempre più produttori vinicoli stanno introducendo nella propria gamma referenze senza alcol. In passato trovavano posto all'interno di Wine Paris; oggi, grazie a The Other Sip, hanno uno spazio dedicato e possono intercettare buyer specificamente interessati a questa categoria. «È una tendenza sempre più importante e dobbiamo essere in grado di rispondere alle esigenze di questi visitatori, ma anche dei produttori», ha spiegato Marqueyssat.

Cambia anche la provenienza delle aziende partecipanti. Se all'inizio la presenza era concentrata soprattutto nei Paesi del Nord Europa, dove il mercato delle bevande no e low alcohol è più sviluppato, in vista del 2027 arrivano sempre più aziende francesi, spagnole e italiane che prima non c'erano. Sono stati attirati anche produttori dalla Cina e dalla Corea: l'attesa è di circa 70-80 produttori.

The Other Sip si distingue per l'ampiezza dell'offerta: vini dealcolati, spirits analcolici, bevande fermentate come kefir e kombucha, prodotti a base di fiori e ready-to-drink. Una varietà che, insieme alla provenienza internazionale degli espositori, apre nuove opportunità commerciali ai produttori e permette ai visitatori di scoprire un'ampia gamma di categorie e prodotti, anche difficilmente reperibili in altre manifestazioni o attraverso i canali distributivi tradizionali.

Be Spirits, oltre metà espositori dall'estero

L'internazionalizzazione resta uno dei principali motori di sviluppo anche per Be Spirits. Nel 2026 oltre il 50% degli espositori proveniva dall'estero e quella percentuale, secondo Marqueyssat, aumenterà significativamente nel 2027 grazie all'ampliamento di tutti i padiglioni internazionali. L'obiettivo dichiarato è alimentare la presenza di buyer stranieri, offrendo alle aziende nuove occasioni per sviluppare il proprio business oltreconfine.

Spunto di cronaca: Pambianco Wine

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