WTTC: otto priorità per la leadership turistica europea

Il rapporto presentato a La Valletta indica visti, mercati lontani, investimenti, sostenibilità, gestione delle destinazioni, lavoro, intelligenza artificiale e connettività.

di Elena Marchetti · 10 ottobre 2026 · 6 min di lettura

Vista aerea del porto di La Valletta all'alba con centro congressi moderno e fortificazioni storiche

A La Valletta, durante il 26° Global Summit del WTTC, il nuovo rapporto Travel & Tourism in Europe: A Deep Dive Into Growth, Outlook and Policy delinea otto priorità per tenere l'Europa al vertice del turismo mondiale. Nel 2025 il settore ha generato quasi 3 mila miliardi di dollari, pari al 9,4% del Pil regionale, sostenendo 40,7 milioni di occupati, circa uno su dieci. I paesi europei fuori dall'Unione valgono 834 miliardi, con il Regno Unito seconda economia turistica del continente. Per il 2026 il WTTC prevede una crescita del 3,1%, nettamente superiore all'1,1% stimato per l'economia europea nel suo complesso. Gloria Guevara, presidente e CEO, ha detto che le decisioni dei governi ora decideranno quanta parte della crescita globale sarà intercettata dall'Europa.

La prima priorità riguarda la semplificazione dei viaggi internazionali. Nel 2025 i paesi Schengen hanno rilasciato 5,3 milioni di visti a ingresso multiplo, il 40% in meno rispetto al 2019, e la quota sul totale è scesa dal 59% al 51,7%. Il WTTC chiede di accelerare il visto Schengen digitale, rilanciare i visti multipli e creare un programma europeo per viaggiatori affidabili con riconoscimento reciproco di sistemi come il Global Entry statunitense. Tra le raccomandazioni compare anche un quadro operativo chiaro per l'uso della biometria negli aeroporti europei.

Visti digitali e flussi più fluidi

Un altro punto critico è la forte dipendenza dalla domanda interna al continente. Nel 2025 il 74,3% degli arrivi internazionali in Europa proveniva da altri paesi europei. Escludendo i flussi interni, il saldo turistico passerebbe da un avanzo di 33,9 miliardi di dollari a un deficit di circa 45 miliardi: gli europei spendono più all'estero di quanto i visitatori extraeuropei spendano in Europa. Il recupero dell'Asia‑Pacifico resta debole, con arrivi ancora inferiori del 4,8% rispetto al 2019; la Cina è distante del 43,2%, Giappone e Corea del Sud intorno al 30%. Il WTTC propone partnership pubblico‑private per la promozione sui mercati di lungo raggio, obiettivi basati sul mix dei mercati e non solo sui volumi, budget promozionali stabili e procedure di ingresso più semplici.

Mercati di lungo raggio e deficit di spesa

Sul fronte degli investimenti, nel 2025 il turismo europeo ha attirato 259 miliardi di dollari, in crescita del 7,1% sull'anno precedente ma ancora sotto del 3,6% rispetto al 2019. Il dato resta inferiore ai 395 miliardi dell'Asia‑Pacifico e ai 273 miliardi del Nord America. Per il WTTC il Travel & Tourism dovrebbe essere riconosciuto come ecosistema strategico nel bilancio europeo 2028‑2034, con accesso diretto agli strumenti di investimento dell'Unione. Servono maggiore certezza normativa, stabilità regolatoria e migliore accesso al credito per le piccole e medie imprese.

La sostenibilità occupa un posto centrale. Nel 2024 il settore ha generato il 6,3% delle emissioni europee di gas serra, ma l'intensità emissiva è calata del 14,8% tra il 2019 e il 2024. Il Mediterraneo concentra il 52,2% della spesa dei visitatori internazionali ed è particolarmente esposto a temperature elevate e stress idrico. Il rapporto chiede maggiori investimenti nell'adattamento climatico, nella gestione dell'acqua e dei rifiuti, nella tutela della natura e nella diffusione di carburanti sostenibili per aviazione e trasporto marittimo, oltre a migliorare l'accessibilità fisica e digitale delle destinazioni.

Sostenibilità e adattamento climatico

Gli arrivi internazionali in Europa dovrebbero raggiungere 1,14 miliardi nel 2036, contro i 757,3 milioni del 2025. Per gestire questa crescita il WTTC invita le destinazioni a integrare turismo, politiche abitative, mobilità e servizi locali, spostando l'attenzione dal semplice aumento dei flussi verso obiettivi legati al valore generato sul territorio. Dati e strumenti digitali dovrebbero servire a distribuire meglio i visitatori tra territori e stagioni. Su eventuali tasse o contributi turistici il WTTC chiede trasparenza e l'uso delle risorse raccolte direttamente per la gestione e lo sviluppo delle destinazioni.

La carenza di personale è un problema destinato a crescere. I lavoratori più giovani rappresentano il 13,1% dell'occupazione diretta nel turismo, contro l'8,3% dell'economia europea nel suo complesso. Secondo le proiezioni citate, entro il 2035 la Germania potrebbe avere una carenza pari al 26% della domanda, mentre in Grecia il deficit potrebbe arrivare al 27%. Tra le soluzioni indicate figurano programmi di apprendistato, un più ampio riconoscimento dell'Hospitality and Tourism Skills Passport e il completamento del programma UK‑EU Youth Experience Scheme.

Personale e intelligenza artificiale

L'intelligenza artificiale è un'altra priorità. Secondo il WTTC l'AI può aumentare la competitività delle imprese, migliorare la risposta alle esigenze dei viaggiatori e aiutare le destinazioni nella gestione dei flussi. Il rischio è che le Pmi restino indietro nell'adozione delle nuove tecnologie. Il rapporto propone incentivi, programmi di formazione, consulenza specialistica e accesso a strumenti digitali condivisi. La regolamentazione dell'AI dovrebbe mantenere un approccio proporzionato, trasparente e centrato sulle persone, senza ostacolare l'innovazione.

L'ultima priorità riguarda la connettività e l'intermodalità. La crescita del turismo europeo e la diversificazione dei mercati richiedono collegamenti più efficaci tra trasporto aereo, ferroviario, marittimo e stradale, tema cruciale per isole, aree rurali e regioni periferiche. Una migliore accessibilità può distribuire la spesa turistica su un territorio più ampio, sostenere l'occupazione tutto l'anno e ridurre la pressione sulle destinazioni più congestionate nei picchi. Il WTTC chiede sistemi di informazione interoperabili, piattaforme di prenotazione accessibili e bigliettazione integrata tra mezzi e paesi, preservando i collegamenti aerei essenziali dove non esistono alternative adeguate.

L'Europa concentra quasi metà del turismo internazionale. Nel 2025 ha registrato 757,3 milioni di arrivi con pernottamento, pari al 49,1% del totale mondiale, e una spesa internazionale di 835 miliardi di dollari, il 41% del globale. La Germania guida con 566 miliardi di contributo, seguita da Regno Unito 380, Francia 312, Spagna 291. La Spagna primeggia per spesa dei visitatori con 130 miliardi, media di 796 dollari per visitatore, 1,7 volte la media europea. Malta, paese ospitante del summit 2026, ha visto il turismo contribuire per 4,6 miliardi, crescita del 16,8% sull'anno precedente contro il 4% dell'economia complessiva, rappresentando il 16,6% del Pil e un posto di lavoro su cinque; la spesa internazionale ha raggiunto 3,9 miliardi, +47,5% sul 2019.

Le prospettive di lungo periodo restano positive. Tra il 2026 e il 2036 il contributo del Travel & Tourism al Pil europeo dovrebbe crescere in media del 2,2% all'anno, fino a 3.800 miliardi di dollari, e il settore potrebbe superare i 50 milioni di occupati, con 8,3 milioni di posti in più rispetto al 2026. Il WTTC invita governi e istituzioni europee a usare l'attuale fase di definizione delle strategie turistiche e del prossimo bilancio comunitario per riconoscere al settore un ruolo più centrale nelle politiche di competitività, investimento e sviluppo dell'Europa.

Spunto di cronaca: Quality Travel

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