20 vini naturali sotto 20 euro per il 2027

La selezione della Guida Slow Wine 2027 tra cantine artigianali e territori in trasformazione.

di Redazione Chiavi del Gusto · 23 ottobre 2026 · 7 min di lettura

Bottiglie di vini naturali su tavola di legno in un vigneto italiano con luci autunnali e colline in lontananza

Settantotto-nove miliardi di euro di fatturato. Settecento-novantamila etichette esaminate. Duecentoottantaquattro vini distinti hanno ricevuto le massime recognizioni. Sono i numeri della Guida Slow Wine 2027, presentata a Milano con i suoi banchi di assaggio, dove i visitatori hanno potuto degustare sia vini convenzionali che naturali. Tra le novità di quest’anno, 168 nuove cantine, soprattutto trainate dai giovani e dal Sud, legate al manifesto di Slow Food del vino buono, pulito e giusto. Un momento di profonda trasformazione per il settore, come sottolinea Giancarlo Gariglio, curatore della guida.

Se l’anno scorso il mondo del vino era già in una tempesta perfetta — dazi americani, calo dei consumi, sensibilità salutistiche — quest’anno siamo nel mezzo dell’uragano. Molti produttori non hanno imbottigliato, soprattutto i rossi in affanno. Le esportazioni verso gli Stati Uniti segnano il segno meno. I consumi italiani ristagnano. I costi continuano a salire. Eppure, da questa crisi, emergono vini capaci di raccontare il loro territorio con autenticità e forza.

La Romagna che va oltre il Sangiovese

Noelia Ricci, quarta generazione al lavoro nella storica Tenuta Pandolfa a Predappio (FC), incarna la Romagna che non è solo Sangiovese. Le sue fermentazioni spontanee e l’uso di lieviti indigeni segnano un percorso di interventi pressoché minimi in vigna e in cantina. Il Romagna Trebbiano Bro’ 2025, 100% Trebbiano, si affina esclusivamente in acciaio, con una breve sosta di almeno quattro mesi in bottiglia prima della messa in commercio. Prezzo: 15 euro.

Nella stessa tenuta, il Romagna Sangiovese Predappio Il Sangiovese 2024 parte dai diversi cloni del Sangiovese, vinificati in vasche separate. Dopo la fermentazione spontanea, la macerazione avviene in tini d’acciaio a temperatura controllata per circa venti giorni. Nessuna chiarifica, nessuna filtrazione. L’affinamento è per settantopercento in acciaio e per trentopercento in cemento. Anche qui, 15 euro.

A Esperia (FR), al confine con il Parco Naturale dei Monti Aurunci, tre amici hanno dato vita a Aurete, un progetto che unisce passione per il vino e volontà di valorizzare un territorio poco conosciuto. L’agricoltura biologica e biodinamica è il fondamento. Le fermentazioni sono spontanee, le macerazioni lunghe, gli affinamenti avvengono in anfora. Il Raptor 2024, 100% Raspato nero, un vitigno autoctono, si fermenta spontaneamente in anfora con macerazione sulle bucce. Affinamento sempre in anfora. Prezzo: 15 euro.

Il Sottosale Bianco 2025 di Aurete è un blend di uve bianche a maggioranza di Uva Reale Bianca, un’altra varietà locale. Fermentazione spontanea, assenza di chiarifiche, additivi e filtrazione. L’affinamento finale avviene tra acciaio e anfora. Prezzo: 12 euro. Vini che parlano piano, come il loro territorio.

I vini dei Castelli Romani e del Viterbese

Nel cuore dei Castelli Romani, a Genzano di Roma, nasce nel 2018 Campolavico, un progetto nato dalla visione di due amici che hanno deciso di valorizzare i suoli vulcanici e i vitigni autoctoni laziali. Le fermentazioni spontanee con lieviti indigeni si accompagnano a affinamenti in anfore di terracotta e barrique. Il Rosso Lazio IGT Tefra 2025 è Cesanese di Affile al cento percento. Fermentazione con lieviti indigeni, macerazione sulle bucce. Affinamento di circa sei mesi tra anfore di terracotta e barrique. Prezzo: 16 euro.

Il Bianco Lazio IGT Maar 2025 di Campolavico è un blend di Malvasia Puntinata, Trebbiano Verde e Bombino. Fermentazione spontanea con lieviti indigeni e macerazione parziale sulle bucce. Affinamento per circa cinque mesi sulle fecce fini in tini di acciaio. Prezzo: 13 euro. Vini che nascono dal suolo, non dalla tecnologia.

A Montefiascone (VT), le sorelle gemelle Elisa e Valentina Monti, quarta generazione di viticoltori, hanno scelto di rimanere dove tutto è cominciato. Il loro lavoro, ereditato dal nonno e dallo zio, si basa su fermentazioni in acciaio, senza chiarifiche e filtrazioni. L’Est! Est!! Est!!! di Montefiascone 2025 è un blend a base di Roscetto, con un salto di Malvasia e Procanico. Fermentazione ed affinamento in acciaio, seguite da un riposo di almeno quattro mesi in bottiglia. Prezzo: 14 euro.

Il Lazio Bianco IGT Vince’ 2025 di Monti della Moma è un altro blend, questa volta di Malvasia, Procanico e Roscetto. Fermentazione in acciaio con lieviti indigeni, affinamento di sei mesi in acciaio e successivi sei mesi in bottiglia. Prezzo: 13 euro. Vini che sembrano parlare del tempo che passa, lentamente.

Il vino dei Bisogni Educativi Speciali e del Piemonte

A Vercelli, Daniele Balocco e Sara Scheda hanno trasformato la loro esistenza in un progetto vitivinicolo. Il loro nome, Bes, è l’acronimo dei loro cognomi, ma anche il richiamo ai Bisogni Educativi Speciali che hanno dovuto affrontare. L’azienda, nata nel 2017, ha subito indirizzato i terreni verso una cultura “verde”. Dal 2020 è biologica. Fermentazioni spontanee in cantina, affinamenti in acciaio e cemento. Il Barbera del Monferrato Dedulà 2025, 100% Barbera, ha una raccolta manuale, fermentazione spontanea e affinamento in acciaio e cemento. Prezzo: 20 euro.

Il Ciat 2025 di Bes è invece 100% Baratuciat, una varietà autoctona originaria della Val di Susa. Fermentazione spontanea in acciaio inox, affinamento in acciaio e cemento. Prezzo: 20 euro. Due vini che sembrano uscire da un sogno, o da una lotta. Difficile dirlo con precisione.

A Tassarolo (AL), il Castello di Tassarolo custodisce una storia complessa. La famiglia Spinola e Massimiliana, l’attuale titolare dell’azienda, hanno portato l’azienda all’agricoltura biodinamica con un minimo di tecnologia. Il Gavi D.o.c.g. Il Castello 2025, 100% Cortese, ha una raccolta tardiva e una pressatura soffice. Fermentazione in acciaio. Prezzo: 12 euro. L’Orange 2024, sempre Cortese, è senza solfiti aggiunti e non filtrato. Fermentazione in anfore di terracotta. Prezzo: 22 euro. Fuori budget, ma dentro il concetto di naturale assoluto.

A Seneghe (OR), la cooperativa Mussura riprende il nome di “S’ora de sa mussura”, il periodo mistico tra luna piena e luna nuova. Fondata da giovani tornati nella loro terra, si occupa del recupero dei vigneti abbandonati e di una gestione ecologica. Fermentazioni spontanee, lieviti indigeni, nessuna filtrazione e chiarifica. L’Eréntzia 2024 è un blend di Cannonau, Muristellu, Monica, Pinot nero, Barbera, Cabernet Sauvignon, Sirah e altre. Fermentazione spontanea in vasche di calcestruzzo con macerazione quindici giorni. Affinamento: quindici mesi in acciaio inox, tre mesi in bottiglia. Prezzo: 20 euro.

L’Àstula 2025 di Mussura è un blend di Cannonau, Moscato, Vermentino, Vernaccia, Erbighinada. Fermentazione in acciaio di una singola massa senza macerazioni. Affinamento: sei mesi in acciaio. Prezzo: 18 euro. Vini che sembrano uscire dal deserto, o da un’idea di rinascita.

A Camporeale (PA), la cooperativa Valdibella opera secondo il metodo biologico, all’interno di un progeto sostenibile che unisce coltivazione della terra e delle relazioni umane. Con le uve conferite si producono vini naturali a fermentazione spontanea, basati sulla valorizzazione di vitigni autoctoni. Il Respiro Nero d’Avola 2024 è 100% Nero d’Avola, con fermentazione naturale e pied de cuve preparato nei giorni precedenti con le stesse uve della vigna. Affinamento sei mesi in acciaio. Prezzo: 12 euro.

Il Rosato Zefira 2025 di Valdibella è invece 100% Nerello Mascalese. Otto giorni di macerazione. Fermentazione malolattica spontanea. Quattro mesi in acciaio, sui propri lieviti. Prezzo: 13 euro. Vini che non nascono per caso, ma per scelta.

Nel cuore autentico della Maremma, a Magliano in Toscana (GR), la Fattoria di Magliano nasce nel 1996 grazie ad Agostino Lenci. L’azienda si estende su vigneti principalmente dedicati a Sangiovese e Vermentino, ma anche a Syrah e Cabernet Franc. La filosofia si basa sulla territorialità e il rispetto per l’ambiente, secondo i principi dell’agricoltura biologica. Lieviti indigeni per le fermentazioni, minimo impiego di additivi enologici. Il Maremma Toscana Sangiovese Sinarra 2024 è Sangiovese 100% senza solfiti aggiunti. Affinamento di dodici mesi in grandi vasi troncoconici di cemento e ulteriore affinamento in bottiglia per almeno dodici mesi. Prezzo: 18 euro.

Il Maremma Toscana Ciliegiolo Doc Costamadre 2024 è Ciliegiolo 100%. Fermentazione in acciaio. Affinamento in legno: dodici mesi in barriques da 225 litri. Prezzo: 18 euro. Vini che sembrano parlare del mare, anche quando non ci sono. Forse è solo l’aria.

Tra le mille etichette esaminate, queste venti si sono distinte per la loro capacità di raccontare un luogo, una storia, una scelta. Non tutti i vini naturali hanno un prezzo accessibile, ma qui il limite dei venti euro sembra una regola condivisa, non una restrizione. Forse è questo il vero significato del manifesto di Slow Food: vino buono, pulito e giusto, anche quando costa meno di venticinque euro.

Spunto di cronaca: Scatti di Gusto

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