Addio a Nadia Santini, prima donna tre stelle Michelin in Italia
La chef del Pescatore di Canneto sull'Oglio si è spenta a 72 anni lasciando un'eredità di rigore e accoglienza.
di Giulia Ferrero · 2 novembre 2026 · 3 min di lettura

La notizia arriva nelle redazioni in queste ore, netta e definitiva: Nadia Santini non c'è più. Aveva 72 anni. È stata la prima donna in Italia a vedere brillare le tre stelle Michelin sulla propria insegna, era il 1996, e quel traguardo porta ancora oggi il peso di una storia familiare iniziata molto prima, sulle rive dell'Oglio.
Il ristorante è Dal Pescatore, a Canneto sull'Oglio, in provincia di Mantova. Nadia ne era titolare insieme al marito Antonio, compagno di una vita spesa tra sala e cucina. La guida francese aveva già premiato la casa con la prima stella nel 1982, poi la seconda nel 1988, fino all'apice di quasi trent'anni fa. Un'ascesa costante, senza strappi, costruita su una coerenza che oggi suona quasi anacronistica.
I figli al timone e l'eredità invisibile
Oggi le chiavi della cucina sono nelle mani di Giovanni, chef che ha raccolto il testimone materno, mentre Alberto governa la sala con la stessa discrezione del padre. La transizione generazionale era già compiuta, silenziosa, fatta di gesti ripetuti mille volte più che di proclami. Chi varca la soglia del Pescatore trova ancora quella tensione verso l'essenziale che Nadia ha preteso da sé e dalla brigata per decenni.
L'ultimo messaggio sulla pagina Instagram
A dare l'annuncio è la famiglia stessa, con un post su Instagram che ha il tono di una preghiera laica. "Nadia, circondata dai suoi più cari affetti, si è addormentata nella pace ed è salita in cielo". Poche righe per tratteggiare un metodo: "Ha tracciato un solco profondo nelle nostre vite volto alla sensibilità, all'empatia e all'amore. Le siamo grati per averci educato al rigore morale, all'etica del lavoro e alla semplicità". Parole che suonano come un testamento professionale, prima ancora che affettivo.
Il cordoglio di Fipe-Confcommercio
Anche la federazione di categoria si unisce al lutto con una nota ufficiale. "Nel corso della sua straordinaria carriera, Nadia Santini ha rappresentato un modello insuperabile di eleganza, rigore e passione". Il riconoscimento va oltre la tecnica: "sapendo coniugare l'eccellenza dell'alta cucina con i valori più autentici dell'accoglienza e della tradizione culinaria del nostro Paese". Una sintesi che restituisce la misura del vuoto lasciato non solo in una cucina, ma in un intero comparto.
Restano i piatti che hanno definito un'epoca, i tortelli di zucca su tutti, e resta una sala dove il tempo sembra essersi fermato per scelta, non per nostalgia. La domanda che circola tra i tavoli, ora, non è su chi cucinerà domani, ma su come si farà a non sentire l'assenza di quello sguardo severo e gentile che tutto controllava, senza mai alzare la voce.
Spunto di cronaca: Pambianco Wine
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