Morta Nadia Santini, la prima chef donna con tre stelle Michelin

La cuoca di Dal Pescatore è morta il 2 novembre 2026. Nel 1996 è stata la prima donna in Italia a conquistare le tre stelle.

di Giulia Ferrero · 2 novembre 2026 · 3 min di lettura

Sala di una locanda di campagna al crepuscolo, tavolo apparecchiato con tortelli di zucca e luce calda delle candele

È morta il 2 novembre 2026, a 73 anni. Nadia Santini era il centro di Dal Pescatore, a Runate, frazione di Canneto sull'Oglio, in provincia di Mantova. Per l'alta gastronomia italiana è stata la figura più luminosa e allo stesso tempo più discreta. Una cuoca leggendaria.

L'annuncio lo ha dato la famiglia Santini, con un messaggio sui social pieno di commozione e gratitudine: «Nadia, circondata dai suoi più cari affetti, si è addormentata nella pace ed è salita in cielo. Ha tracciato un solco profondo nelle nostre vite volto alla Sensibilità, all'Empatia e all'Amore. Le siamo grati per averci educato al rigore morale, all'etica del lavoro e alla semplicità. Grazie Nadia, Grazie Mamma».

Trent'anni di tre stelle, un primato italiano

Il 1996 è l'anno che cambia la storia. Nadia Santini è la prima chef donna in Italia a conquistare le tre stelle Michelin. Porta l'insegna di Canneto sull'Oglio nell'olimpo mondiale della ristorazione. Il traguardo viene difeso e confermato per trent'anni consecutivi. Un record di longevità: Dal Pescatore diventa il ristorante tristellato più duraturo d'Italia, segno di una qualità costante, senza eguali.

Nel 2013 arriva il riconoscimento internazionale. Il circuito dei World's 50 Best Restaurants le assegna il titolo di World's Best Female Chef. Premia la sua tecnica e la sua impronta materna e rigorosa, inconfondibile. Nel 2022 la Guida Michelin la proclama Chef Mentore.

Da San Daniele del Friuli alla cucina di Runate

Nata a San Daniele del Friuli, Nadia non viene da scuole blasonate. Entra nella ristorazione grazie all'incontro con Antonio Santini all'università e al matrimonio, nel 1974. Nella cucina di Runate impara i segreti della tradizione contadina e fluviale da nonna Teresa e da mamma Bruna. E li trasforma in un'esperienza di grazia assoluta.

I tortelli di zucca, l'anguilla, l'ospitalità

La sua cucina ridefinisce che cosa significa alta ristorazione. I tortelli di zucca sono l'archetipo dell'equilibrio tra zucca, mostarda mantovana, amaretto e burro versato. L'anguilla alla brace e i sapori dell'Oglio esaltano le radici d'acqua dolce, senza artifici.

Poi c'è l'ospitalità come valore etico. La cucina non è un palcoscenico per l'ego, ma un atto di cura, calore ed educazione alla tavola. È la lezione che Nadia ha praticato per decenni nella sua locanda di campagna.

Accanto a lei c'erano il marito Antonio, maestro di sala impeccabile, e i figli: Giovanni, da anni alla guida dei fornelli, che ha raccolto il testimone della madre, e Alberto. Con loro Nadia ha dimostrato che la vera avanguardia sta nella purezza del gusto e nella sacralità dell'accoglienza. Una locanda di campagna ai vertici del pianeta, senza mai perdere la grazia. E nemmeno l'umiltà o il sorriso.

La chef combatteva da vent'anni contro la malattia, tra alti e bassi. Lo ha ricordato il marito Antonio Santini, compagno di una vita e complice insostituibile nella costruzione del mito del Pescatore.

Spunto di cronaca: Scatti di Gusto

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