Antico Vinaio apre a Parigi: 4 piani di schiacciata a Montmartre

Tommaso Mazzanti chiama la nuova apertura «il tempio della schiacciata»: quattro piani e 500 metri quadrati accanto al Moulin Rouge.

di Giulia Ferrero · 9 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Palazzo di quattro piani a Montmartre, a Parigi, con la fila di clienti davanti alla bottega dell'Antico Vinaio e la sagoma del Moulin Rouge sullo sfondo.

Rue Lepic 2, Montmartre. Quattro piani, 500 metri quadrati, accanto al Moulin Rouge. Qui sorgerà il più grande Antico Vinaio del mondo. Tommaso Mazzanti l'ha già battezzato «il tempio della schiacciata», e la definizione rende bene l'ambizione del progetto. Una schiacciateria nel regno delle baguette, per di più dentro un negozio grande quanto quello di un marchio d'abbigliamento.

Quattro piani, dalla panificazione alla cucina

Gli spazi sono già divisi. Si parte dal laboratorio di panificazione, dove le schiacciate si producono ogni giorno direttamente sul posto. Poi la bottega, con il grande bancone a vista per la preparazione e la vendita. Salendo, una sala con servizio al tavolo ti fa vivere l'esperienza All'Antico Vinaio con più calma. All'ultimo livello la cucina: qui nascono le preparazioni che compongono le ricette del brand, dalle creme di pecorino e Parmigiano alla crema di patate.

Un progetto su più piani e su più fronti, che tiene insieme le anime dell'espansione dell'impero Mazzanti. Manca solo la gelateria, in effetti. E l'espansione, a guardare i palazzi che tira su, fa spavento.

C'è anche una suggestione, in tutto questo: un giorno ci troveremo città intere con palazzi dove, al posto della gente, vivono i brand. In realtà esistono già, e si chiamano villaggi outlet.

Più di un McDonald's, più virale di uno Zara

La schiacciata fiorentina dell'Antico Vinaio è ormai il nostro portabandiera nel mondo, che piaccia o no. Più grande di un McDonald's, più virale di uno Zara: forse nemmeno Benetton ai tempi d'oro ha osato tanto. A rappresentare l'immagine italiana in gigantografia non sarà più Bianca Balti, ma Mazzanti e il suo Antico Vinaio. Che intanto, a casa loro, hanno preso Palazzo Strozzi — ma questa è un'altra storia.

La sfida di Parigi e l'ostentazione che non premia

Parigi, del resto, ha una fame di cose virali difficile da saziare. Lo dimostra Cédric Grolet: coda tutti i santi giorni, anche quando è chiuso.

Resta il nodo italiano. Il pubblico di casa, si legge tra le righe, forse non ha ancora fatto del tutto la pace con Antico Vinaio. Molto ha pesato una certa ostentazione di ricchezza da parte di Mazzanti: in America sarebbe normale — ho guadagnato lavorando duro, quindi spendo — ma in Italia non premia mai. Il successo, per gli italiani, va gestito con eleganza e delicatezza. Tipo quella di un palazzo a Parigi.

E se da un lato era ora di raccontare al mondo quanto siamo bravi a far da mangiare, invece di innamorarci di versioni mediocri di cibi che arrivano da lontano nella loro peggior forma, dall'altra la sensazione è che il conto con il pubblico italiano sia ancora aperto. Quattro piani di schiacciate accanto al Moulin Rouge basteranno a chiuderlo?

Spunto di cronaca: Dissapore

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