Avenida Calò, la pizzeria a Roma che conquista classifiche e tavoli
Francesco Calò torna dall'estero e apre un nuovo capitolo della pizza contemporanea nel Flaminio romano
di Alessandro Ratti · 27 settembre 2026 · 6 min di lettura

Viale Pinturicchio, 38, nel cuore del Flaminio romano. La pizzeria Avenida Calò di Francesco Calò non passa inosservata. Stupisce, spopola, convince e vince. Il locale ha conquistato il Premio Apertura dell'Anno 2025 per la pizza contemporanea, ha scalato fino al sesto posto nella classifica 50 Top Pizza Italia nel 2026 e ha portato a casa il riconoscimento di Pizzaiolo dell'Anno. Mancano solo i tre spicchi del Gambero Rosso, il traguardo successivo. La nostra prima presa di contatto dello scorso anno aveva già messo sotto i riflettori la pizzeria. Dopo un anno, il giudizio è ancora più lusinghiero. Francesco Calò e Chiara Maggio hanno messo a punto un locale che fa faville. La modifica più rilevante è l'intervento per ridurre il riverbero acustico. Ben fatto: ora in pizzeria si chiacchiera tranquillamente. Affinamenti continui di impasto e di topping in un paziente labor limae che consegna alla Città Eterna un nuovo campione della pizza.
Il ritorno dall'estero e la scelta atipica del quartiere
Che da Vienna e da Dubai – dove aveva le sue pizzerie – ha deciso di fare ritorno in Italia, appunto a Roma, anche se lui è pugliese di origini. Ovviamente i Romani ringraziano, anche se la scelta della zona è abbastanza atipica. In parole povere, a viale Pinturicchio o ci abiti o devi decidere proprio di andarci per la pizzeria. Non è una zona di passaggio e la sala piena in mezzo alla settimana con molti tavoli di turisti è segno dell'interesse per il locale. Avenida Calò ha un'impronta da ristorante soprattutto nel servizio: attento, cortese, mai invadente e con le spiegazioni che servono. E si distingue anche per una carta dei vini, messa a punto da Chiara Maggio, che permette una scelta ampia e ragionata. Anche le sedute e i tavoli, con corrette dimensioni ed altezze relative, partecipano al fare stare bene i commensali. Una pizzeria elegante che ha una marcia in più.
Pizze, prezzi e la carta dei vini
Scelte che si riflettono anche sul conto finale. La Margherita ha un prezzo di 10 € e la "pizza del pizzaiolo", la Provola e Pepe, si assesta a 12 €. Sono le entry level per restare in area pop. Ma basta pescare dalle pizze più identitarie per salire di prezzo. Avenida Calò non è una pizzeria per tutti e nemmeno lo vuole essere. Avete la possibilità di ordinare una pizza tutta per voi o di scegliere la modalità degustazione con un menù al buio che costa 55 €, più 30 euro con l'abbinamento vini. La formula che abbiamo scelto in 5 per apprezzare le idee e un impasto indiretto che si fa valere alla voce pizza contemporanea. Un commensale, invece, ha puntato la fiche sulla Sospesi su Roma, in carta a 20 €. Cambiando l'ordine degli addendi, il giudizio non cambia: pizze superlative. Avenida Calò entra di diritto nella ristretta rosa di pizzerie che chiedono tappa a Roma, accanto alla storica Gatta Mangiona di Giancarlo Casa, alla super consolidata Seu (e Tac) di Pier Daniele Seu e Valeria Zuppardo, alla nouvelle vague Clementina di Luca Pezzetta anche se a Fiumicino.
L'entrée per ricordare Napoli è La Genovese di coda, in carta a 10 €, che riunisce in maniera intelligente il classico napoletano e quello romano. Genovese e coda alla vaccinara sullo stesso rigo, in combinazione con una montanara fritta e leggermente asciugata in forno. Velo croccante da antologia e spolverata di pecorino per ricordarvi che siete a Roma. Intramontabile è la montanara, 7 €, di nome e di fatto, che segue la stessa logica della precedente. Frittura croccante, piena area comfort food con filetto di datterino, cacioricotta salato pugliese e basilico fresco. Semplice e buonissima.
Impasto indiretto, ingredienti di qualità e la doppia cottura
La pizza che celebra Roma è un tributo spagnolo, ma la strada scelta da Francesco Calò è tutta italiana, con un occhio a Napoli e uno a Roma, la città che lo ospita. Sospesi su Roma, 20 €, è la pizza sospesa sulla porchetta di Ariccia IGP. Impegnativa con fiordilatte, crema di patate affumicate, fonduta di provola, maionese al tartufo, erba cipollina, ma con un buon equilibrio. Cottura attenta con le lingue di fiamma del forno a gas tenute sotto controllo. Desta solo qualche perplessità la maionese al tartufo che nella combo di ingredienti di qualità si perde un po'. Forse le lamelle di tartufo sarebbero più performanti e alleggerirebbero le consistenze cremose e morbide. Il menù degustazione al buio, affidata allo spicchio di uno dei cavalli di battaglia di Avenida Calò, apre con la Nero di Marinara, 14 €. Qui il nero è riferito all'aglio nero di Voghiera Dop in combinazione con filetto di datterino e origano di montagna. Non manca il basilico e ovviamente l'olio EVO. Se volete discutere sulla correttezza del basilico, fate pure. Ma la pizza è buonissima. Anche perché potete ritornare nell'alveo dell'ortodossia pura con la Margherita, 10 €, con fiordilatte, pomodoro San Marzano Dop, spolverata di parmigiano reggiano, basilico e olio EVO. Centrata.
E mi scatta, per regolamento del Campionato 2026 in Campania, l'analisi di cornicione e cottura del fondo. Quindi, beccatevi le foto relative per apprezzare tessitura e manico del fornaio. E siamo alla doppia cottura della Alma Iberica, 35 € la pizza e 10 € lo spicchio, che alza l'asticella con ingredienti di qualità. Alla dogana, pomodoro Tumaca, Pata Negra Cinco Jotas, scampo crudo, sale Maldon. Potete puntare la vostra fiche se siete del partito "senza almeno 2 cotture non siete nessuno". Ma anche se volete mangiare una pizza croccante il giusto e amate il mare e monti come il sottoscritto. La pizza Assoluto di Formaggio, 18 €, si fregia delle insegne Slow Food e propone una "tre formaggi" con bufala, gorgonzola, conciato romano su coulis di pomodorino giallo e gocce titillanti di peperoncino in confettura. Approved.
Vino, dolce e il verdetto finale
Il saluto all'estate che va via, anche se il meteo suggerirebbe altro, è affidato alla crema di zucchine di Aura Marina, 25 €, che balla con treccia di fiordilatte, gambero viola di Mazara crudo, polvere di cappero di Pantelleria, olio EVO al basilico, gel di limone e zest di lime. Bene anche se le zucchine di questi tempi hanno perso vigore. Giusto una parentesi per il vino. Avenida Calò si auto definisce enopizzeria. La carta, ben evoluta rispetto a quella dell'anno scorso, propone sempre accanto alla pizza il vino consigliato. Accanto all'Intramontabile c'è un vino che non tramonta mai: Fiano di Avellino di Guido Marsella. Scelta una bottiglia 2023 in apertura, pur non conoscendo il percorso, che con la sua lama tagliente ha accompagnato ottimamente la degustazione. E onestissimo anche il prezzo, 40 €. La parte salata è terminata e i pareri sono unanimi anche di chi qui è venuto più volte. Dicevamo del servizio attento: i tovaglioli sono stati ripiegati, il tavolo sistemato. Per l'apparizione sulla mano in ceramica dello spicchio dolce in doppia cottura, Riassunto di Limone. E quindi, meringa all'italiana fiammeggiata, ricotta vaccina al limone, zest di lime, polvere di basilico e zucchero a velo. Ottima chiusura. Andare in un quartiere residenziale fuori dal Tridente e da Trastevere, lontano dal Vaticano e dal Colosseo? Sì, deviate o programmate. Francesco Calò è di quella genie di pizzaioli propulsivi come Gabriele Santini sempre a Roma o Ciro Tutino e Davide Ruotolo, nostro campione 2026 ora alle prese con una nuova sede, a Napoli. E Francesco Capece a Milano. Compreso lo spartito musicale? Voto: 9,5/10 per Avenida Calò.
Viale Pinturicchio, 38, 00196 Roma RM. Telefono: 06 8923 8209. Instagram. La sfida di Francesco Calò è appena cominciata e Roma ha già capito che tipo di pizza vuole.
Spunto di cronaca: Scatti di Gusto
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