Bruno Barbieri, da chef a volto tv: l'intervista a Verissimo
Ospite di Silvia Toffanin racconta il padre, un incidente e la malattia della madre: la cucina resta sullo sfondo.
di Alessandro Ratti · 12 ottobre 2026 · 3 min di lettura

«Sai dove vorrei davvero andare a mangiare io?». La domanda arriva dalla parrucchiera, tra una piastra e l'altra, a chi di pranzi e cene fuori ne fa mestiere. La risposta: «Da Bruno Barbieri».
A chiunque lavori in questo settore sarà capitato, almeno una volta, di dover spiegare che Bruno Barbieri è uno chef senza ristorante: l'equivalente di un ministro senza portafoglio. Il pubblico televisivo lo conosce come lo chef dalle sette stelle Michelin. E allora la vicina di casa, o la parrucchiera, chiede comprensibilmente dove le abbia, queste stelle, visto che un ristorante non c'è.
Sette stelle in tv, nessuna cucina
Le stelle sono in televisione, dove Barbieri ha portato molto più del suo incontestabile know how nell'alta gastronomia. Figlio di un momento in cui la cucina bucava gli schermi delle case degli italiani, è stato l'ultimo gigantesco fenomeno televisivo di un media che batte gli ultimi colpi prima di cedere il passo. Quell'onda di popolarità l'ha cavalcata, e la trasformazione è compiuta: da chef a personaggio televisivo.
Non cucina più, da nessuna parte. L'ultima esperienza, più imprenditoriale che culinaria, è il bistrot Fourghetti di Bologna, lasciato ormai quasi dieci anni fa. E va benissimo così.
Nel weekend appena trascorso è tornato ospite di Silvia Toffanin nel salotto di Verissimo, su Mediaset. Non era la prima volta: c'era già stato nel 2013 e poi ancora nel 2019.
Nel 2013 aveva raccontato la sua passata vita da chef, gli esordi sulle navi da crociera, la carriera. Nel 2019 si era parlato di sprechi alimentari. Questa volta, complice l'uscita del libro autobiografico Controluce, l'ospite ha parlato di sé: il rapporto con il padre, un incidente in macchina piuttosto drammatico, la malattia della madre, l'amore. La cucina, se non sullo sfondo, non c'era.
Mappazzoni, topper e la prigione del personaggio
Quell'ospite di Verissimo, ormai, è al cento per cento un volto della tv, un presentatore più che uno spadellatore da cucina. Probabilmente significa anche che Barbieri è andato oltre Masterchef, il programma che lo ha reso famoso e lo ha lanciato verso il successo.
Con 4 Hotel lo aveva già mostrato: poteva essere quello dei «mappazzoni» e anche quello che esce matto per i topper che non coprono il materasso. Ora, dopo la consacrazione arrivata da Silvia Toffanin, il quadro è chiaro: davanti ha una brillante carriera televisiva, se la vuole.
C'è poi il passaggio più difficile, e lui l'ha fatto: liberarsi dalla prigione del personaggio in cui Masterchef lo aveva in qualche modo costretto. Ne è uscito in maniera più simpatica, per esempio nella conduzione del programma sugli alberghi italiani, e più vera, con interviste di questo genere e un libro che racconta molto di lui e del suo intimo. Non è più soltanto lo chef del fine dining: è capace di essere un uomo di intrattenimento.
Nell'intervista non c'era un piatto da giudicare, un concorrente da mettere sotto pressione, un tormentone da consegnare ai social. C'era un uomo che racconta quanto le esperienze dell'infanzia possano condizionare una vita intera, quanto sia difficile fare i conti con i genitori e quanto il successo non rappresenti necessariamente una risposta a tutte le domande.
Spunto di cronaca: Dissapore
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