Carlsberg chiude Marston's: Burton perde la sua birra
Il gruppo danese chiude lo storico birrificio di Burton-upon-Trent entro l'estate 2027. A rischio 310 posti di lavoro.
di Giulia Ferrero · 12 ottobre 2026 · 4 min di lettura

A Burton-upon-Trent l'acqua scende attraverso strati spessi di gesso e lascia nella birra un sentore solforoso, quasi di uovo. I mastri birrai del posto lo chiamano "Burton snatch", con affetto. Nella cittadina dello Staffordshire si birrifica dall'undicesimo secolo, grazie ai monaci, e nel periodo d'oro i birrifici sono stati più di trenta.
Tra quei trenta c'era Marston's, fondato nel 1834 da John Marston e spostato nel 1898 nel celebre impianto di Shobnall Road. Da lì è passata una fetta importante del patrimonio britannico delle cask ale, le birre rifermentate in fusto e servite con la classica spillatura a pompa, senza CO2. Per gli appassionati, una delle meraviglie del mondo birrario.
Ottobre 2026, l'annuncio
Ottobre 2026. Carlsberg Britvic, gigante danese, annuncia il piano: chiudere lo storico birrificio Marston's di Burton entro l'estate del 2027, insieme alla principale struttura logistica che si trova nello stesso sito. Circa 310 posti di lavoro a rischio. Quasi due secoli di produzione continua che si fermano.
A spiegare la decisione è l'amministratore delegato di Carlsberg Britvic, Paul Davies, che parte dai numeri: "Sono molto consapevole che questa notizia sarà giunta come uno shock per i colleghi, poiché riconosco che l'impatto di questa proposta è significativo. Sebbene rimaniamo orgogliosi del ruolo che abbiamo svolto nel sostenere e investire nella categoria della ale in generale, la cruda realtà è che i volumi di cask ale nel Regno Unito si sono più che dimezzati in meno di un decennio e questa tendenza sembra destinata a continuare in tutto il Regno Unito".
Chi resta, chi cerca casa
Davies aggiunge un passaggio sul portafoglio: "È mio compito garantire che il portafoglio multi-bevanda di Carlsberg Britvic sia focalizzato dove si trovano i consumatori oggi e dove la domanda dei clienti sta crescendo. Detto questo, i marchi di ale più piccoli sono molto amati da consumatori selezionati e faremo tutto il possibile per garantire che prosperino sotto una proprietà più specializzata o locale in futuro". Tradotto dal linguaggio corporate: i profitti li portano lager e bibite gassate. I marchi storici regionali — Pedigree, Bass, Wainwright, Old Empire IPA — possono cercarsi una nuova casa o finire dimenticati.
Prima di arrivare ai conti, Davies dedica un elogio ai lavoratori: "La Marston's Brewery, la sua storia e la sua eredità a Burton upon Trent sono iconiche, e i nostri team lì sono veri esperti di birre. La loro abilità, maestria e conoscenza hanno plasmato il settore per generazioni, proprio come i nostri team di logistica hanno sempre fornito un servizio clienti esemplare. Questa iniziativa, quindi, non è assolutamente un riflesso di nessuno dei nostri collaboratori, e verrà fatto ogni sforzo per aiutarli attraverso questo periodo di incertezza".
Il conto dei birrifici chiusi
Appassionati e comunità locali hanno reagito subito, e non con dolcezza. In Inghilterra la strategia recente del gruppo danese è già stata battezzata "Tour of destruction", tour della distruzione. Negli ultimi anni la multinazionale ha chiuso o ceduto una serie impressionante di birrifici storici: Jennings nel Lake District, Wychwood, Ringwood, London Fields e lo storico Banks's a Wolverhampton, chiuso nel 2025 con la produzione spostata proprio a Burton. Che oggi chiude. Nello stesso elenco di perdite c'è lo smantellamento delle Burton Unions, il sistema di fermentazione in botti di legno risalente al diciannovesimo secolo impiegato nello stabilimento di Marston's.
La CAMRA, l'associazione dei consumatori di birra, è furiosa. Il presidente Ash Corbett-Collins, cresciuto proprio a Burton, non le manda a dire: "Questo annuncio è un'assoluta vergogna, e l'ultima di una serie di azioni che dimostrano quanto poco si curino della nostra eredità brassicola o dei bevitori della nazione".
Dallo Staffordshire arrivano le voci dei rappresentanti politici locali. Martin Murray, leader del consiglio della contea: "Per noi perdere questa eredità mi ha addolorato molto personalmente". Philip White, capo dell'opposizione conservatrice nello stesso ente, aggiunge: "La decisione significa che Marston's Pedigree e Bass Ale non saranno più prodotte a Burton. Dobbiamo fare tutto il possibile per cercare di invertire questa decisione e prenderci cura di tutti i lavoratori e delle loro famiglie".
Cosa resta a Carlsberg Britvic
Una precisazione che circola in queste ore: Marston's PLC, la società di gestione dei pub, è un'entità completamente separata, con oltre milletrecento locali, ed è del tutto estranea alla chiusura. Carlsberg Britvic terrà per sé soltanto pochi marchi prioritari: Hobgoblin, McEwan's e Brooklyn.
Un pezzo di storia di una delle capitali brassicole britanniche viene sacrificato sull'altare dell'efficienza e delle bibite di massa. Da noi è stata Birra del Borgo a farne le spese. Il tour della distruzione, a quanto pare, non è finito: chi sarà il prossimo impianto a spegnersi?
Spunto di cronaca: Dissapore
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