Casa Clementina a Fiumicino: la pizza di Pezzetta incontra il pesce di Curti
Nella ex sede di Ippolito nasce un format che unisce lievitati ad alta idratazione e cucina di mare a filiera cortissima sul canale.
di Redazione Chiavi del Gusto · 31 ottobre 2026 · 4 min di lettura

Si entra da Casa Clementina e il canale ti sta davanti, largo e lento, con i pescherecci ormeggiati che dondolano piano. Il locale occupa gli spazi che furono di Ippolito, proprio sulla passerella pedonale di Fiumicino, e ha vetrate che tagliano la luce sul molo. Dentro i tavoli sono disposti senza rigidità, fuori un dehors spazioso guarda l'acqua. L'insegna è nuova, nata da una decisione di Luca Pezzetta: dopo cinque anni di pizzeria Clementina, aperta solo a cena tranne i weekend, voleva una casa diversa per i suoi impasti. Una casa dove non si deve scegliere tra il disco lievitato e il piatto di mare. "Alla stessa tavola non ci sono più fazioni", racconta lui, e la frase resta appesa come un manifesto.
Due mestieri, un solo pass
In cucina non c'è un solo comandante. C'è Simone Curti, cuoco di mare con il sale nelle mani da una vita sul litorale. Ha fatto la gavetta da Pascucci al Porticciolo, stella Michelin a pochi chilometri, poi ha aperto Molo 17 a Ostia, riferimento per chi cerca il pesce vero, quello che sa di dove è stato preso. Da Casa Clementina lavora sulla filiera cortissima del pescato di Fiumicino, sulla stagionalità stretta, su cotture che non coprono nulla. Pezzetta sta dalla parte del forno, degli impasti leggeri, ad alta idratazione, spinti in lievitazione e fermentazione oltre il consueto. La pizza al padellino Nuvola arriva al tavolo mentre si sfoglia il menu, con i pachino schiacciati sopra che profumano di orto e sole. Il cestino del pane è già una dichiarazione: bun al burro tiepido, morbido da premere col dito, e una fetta di casareccio che sa di forno di paese.
Il menu tra crudi, griglie e lievitati
La carta non nasconde i prezzi e non insegue l'effetto sorpresa. Carpaccio e tartare del giorno a quattordici euro, alici di lampara marinate con frisella al pomodoro alla stessa cifra. Polpo alla brace con patate affumicate diciotto, calamaretti nel fondo bruno di pesce diciannove. La gricia di totani sta a sedici, il risotto alla pescatora a diciannove, gli spaghetti alle vongole a quindici. Le linguine all'astice salgono a ventotto, la grigliata mista a trenta. Sul fronte pizze la Margherita parte da dieci, la Cosacca a sedici, la Marinara del Futuro a quindici, il padellino Nuvola con crostacei a diciannove. Ci sono anche i lievitati da colazione o merenda salata: cornetto al cocktail di gamberi sedici euro, pain suisse al vitello tonnato tredici. Il menu degustazione, cinque portate a sessanta euro con tartare, alici, linguine al gambero rosso, zuppa e pain au chocolat con zabaione, è sospeso per il fermo biologico. Tornerà con la stagione libera.
Cronaca di una sera tra insalata di mare e spicchio ripieno
La cena stampa si svolge all'aperto, complici temperature ancora miti. Lo sciabordio dell'acqua riempie i silenzi tra un boccone e l'altro. Si comincia con l'insalata di mare, sedici euro, scelta quasi per sfida perché semplice solo in apparenza. Arriva tiepida, condita quel tanto che basta: seppioline, totani, polpo, molluschi dolci e morbidi che si contendono il palato con verdure julienne croccanti e olive saporite. È l'insalata di mare come dovrebbe essere, senza eccessi. Poi lo Spicchio ripieno multicereali, specialità della vecchia Clementina, farcito di alici fritte e maionese. Vince la sfida contro ogni club sandwich per equilibrio e gusto, netto. I primi portano le linguine al gambero rosso, diciotto euro, spinte da lime e una punta di vaniglia che resta in ombra, perché il crostaceo comanda su una bisque fatta a regola d'arte. Il piatto fuma, sembra uscito dal fornello accanto alla sedia. Il servizio è veloce, appare al momento giusto, amichevole senza invadenza.
Si concede il bis con la frittura di mare, calamari e gamberi a diciotto euro. Curti spiega la scelta commerciale: niente spine, niente paranza, il pesce intero che sa di storia marinara e tavolate improvvisate, dita unte e gusto antico. Ma ciò che arriva è ottimo, profumato, freschissimo, asciutto. Il dolce viene dal Microforno, l'altro laboratorio di Pezzetta: pain au chocolat dall'alveolatura eterea, leggero abbastanza da tacitare la coscienza, tuffato in una spuma di zabaione tiepida che evoca la merenda delle nonne, ghiottoneria innocente e conviviale. La carta dei vini è un altro fiore all'occhiello, referenze scelte dai migliori territori italiani ed esteri con la stessa cura del cibo. Nel calice un Luisa Brut Rosé, settanta per cento pinot noir e trenta chardonnay, Franciacorta Docg: profilo fresco e fiorito, melograno e frutti rossi, acidità che regge il sorso lungo e struttura che tiene testa allo iodio.
Casa Clementina sta in via della Torre Clementina 158b, a Fiumicino. Il telefono è 392 846 1233. Su Instagram si trovano aggiornamenti e orari. Il fermo biologico tiene ancora fermo il menu degustazione, ma la carta alla voce pesce e pizza resta attiva a pranzo e a cena. La domanda resta aperta: basterà questo ibrido a tenere unite le due anime del litorale senza che una prevalga sull'altra?
Spunto di cronaca: Scatti di Gusto
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