Foie gras a Washington unisce MAGA e liberali al referendum
Il divieto del fegato d'anatra crea un'alleanza insolita tra lo chef Bart Hutchins e José Andrés mentre gli animalisti puntano all'abolizione.
di Giulia Ferrero · 31 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Un piatto di gelato al fegato d'anatra servito a Capitol Hill costa centocinquanta dollari a testa e sta facendo da collante per un'alleanza che sfida ogni logica partitica. Siamo al Butterworth's, quartier generale informale dell'area Maga a due passi dal Congresso, dove lo chef Bart Hutchins ha organizzato una cena raccolta fondi per salvare il foie gras dal referendum che ne chiede il bando in città. Il menu degustazione in quattro tempi prevede anche un'insalata Waldorf con neve di foie gras, dettaglio che racconta meglio di qualsiasi editoriale la posta in gioco gastronomica.
Hutchins non arretra di un millimetro. Difende il gavage, l'ingrassamento forzato, e traccia una linea rossa che sa di profezia: «la prossima cosa su cui discuteremo sarà se possiamo o meno cucinare il polpo, e poi se possiamo o meno cucinare i maiali». Lo scontro, dice lo chef, «sta ricevendo così tanta attenzione da essere diventata quasi una questione nazionale». Parole che suonano come un manifesto mentre la capitale si prepara al voto di metà mandato tra inflazione e scenari di guerra.
L'alleanza impossibile con José Andrés
È qui che la narrazione si incrina. José Andrés, chef stellato e attivista progressista, critico feroce dell'amministrazione Trump, affida a X la sua contrarietà al bando. «Abbiamo bambini che soffrono la fame negli USA e nel Mondo… poniamo fine alla fame e poi parliamo». La convergenza tra il cuoco di Butterworth's e l'icona della cucina umanitaria spiazza: due mondi che non si parlano trovano sintonia sulla tavola.
La macchina referendaria degli animalisti
Dall'altra parte della barricata Pro-Animal DC porta avanti la campagna con un'anatra viva chiamata Olivia al seguito durante le uscite elettorali. La portavoce Natalie Fulton non usa giri di parole: «Ci piacerebbe chiudere per sempre questo settore, perché penso che chiunque possa vedere che non è umano alimentare forzatamente gli animali fino a renderli letteralmente malati». Il gruppo ha già investito oltre quattrocentosettantamila dollari, finanziati da donatori locali e grandi fondazioni, e ha raccolto più di quarantacinquemila firme per portare la questione alle urne. Fulton ricorda un dato pesante: «DC è il terzo maggiore consumatore di foie gras del Paese, subito dietro New York e Las Vegas».
Non manca chi alza gli occhi al cielo. Cittadini comuni segnalano l'assurdità di un divieto comunale quando basta attraversare il Potomac verso la Virginia per ordinare lo stesso piatto, e chiedono che la politica locale si occupi di tagli al bilancio scolastico invece che di fegato d'anatra. Argomenti pragmatici che però non scalfiscono la determinazione dei contendenti.
La promessa del primo prigioniero
Hutchins alza ulteriormente il tiro. Se il referendum passa, giura battaglia legale e disobbedienza civile senza esitazioni: «Ci sarà una battaglia legale e farò tutto il possibile per parteciparvi». E chiude con un perentorio «Si fottano», proclamando: «Sarò il primo prigioniero del foie gras». La partita si gioca ora sulle schede, ma la resistenza ha già scelto il suo simbolo.
Spunto di cronaca: Dissapore
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